È il 19 Maggio 1982 quando Sofia Loren viene arrestata e rinchiusa nel carcere femminile di Caserta con l’accusa di evasione fiscale. L’arresto avviene appena la diva atterra all’aeroporto di Roma, ma la vicenda risale a diversi anni prima: nel 1973 era stata accertata un’evasione fiscale su un imponibile di 112 milioni di lire e quattro anni dopo era arrivata la condanna ad un mese di reclusione. Nel frattempo, però, l’attrice si era trasferita con la famiglia prima in Svizzera e poi in America. Alla fine la Loren decide di tornare in Italia e scontare la pena, il carcere di Caserta diventa meta di pellegrinaggio.
Gente comune, giornalisti, paparazzi e bancarelle, che vendono migliaia di fotografie dell’attrice con autografo, circondano il penitenziario dall’alba al tramonto; di sera, orchestrine napoletane si alternano cantando e suonando struggenti serenate. Si dice che il suo ritorno sia legato a un film che deve girare in Italia e cominciano a circolare voci sulla vendita della sua storia a una rivista americana. Mentre il premio Oscar è in carcere si tenta di farla uscire prima del termine: viene chiesta la libertà provvisoria così come la Grazia al Capo dello Stato, che però decide di non fare favoritismi. Sofia Loren esce di prigione grazie ad una licenza di 13 giorni. Ad attenderla fuori ci sono giornalisti, fotografi e televisioni venuti da tutto il monto. Le responsabilità fiscali saranno poi interamente attribuite al suo commercialista.


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