
A Mamiano di Traversetolo, nel Parmense, nella notte tra il 22 e il 23 marzo un gruppo di ladri con il volto incappucciato si è introdotto in Villa Magnani, sede della prestigiosa Fondazione Magnani Rocca. I malviventi sono riusciti a rubare tre quadri di inestimabile valore, custoditi nella Sala dei Francesi, al piano superiore dello stabile. Le indagini sono state avviate immediatamente dai Carabinieri, con il coinvolgimento del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, specializzato in questo tipo di reati.
I tre lavori sottratti appartengono a nomi fondamentali della storia dell’arte tra Ottocento e Novecento: Les Poissons di Pierre-Auguste Renoir (olio su tela, 1917); Natura morta con ciliegie di Paul Cézanne (matita e acquerello su carta bianca, 1890) e Odalisca sulla terrazza di Henri Matisse (acquatinta su carta, 1922).
I ladri avrebbero agito “con una tempistica inferiore ai tre minuti in modo non estemporaneo, bensì nell’ambito di un contesto strutturato e organizzato”. Così la Fondazione Magnani Rocca, interpellata, limitandosi a una breve nota per “le perentorie prescrizioni imposte dagli investigatori”. Si parla di “evidente suddivisione funzionale pianificata delle gravi condotte illecite, peraltro non portate a termine per l’entrata in funzione dei sistemi di protezione e grazie al prontissimo intervento della sicurezza interna, dei carabinieri e dell’istituto di vigilanza ai quali vanno i più sinceri ringraziamenti per coraggio e tempestività”. Secondo quanto emerso, i ladri avrebbero trafugato un quarto quadro, poi abbandonato all’interno dell’edificio.
Di furti simili la storia è piena. Il caso più recente e clamoroso è la rapina al Museo del Louvre di Parigi del 19 ottobre 2025, ribattezzata dai media francesi “Il colpo del secolo”. Quattro ladri travestiti da operai si sono introdotti nella Galleria di Apollo, trafugando nove pezzi della collezione di gioielli di Napoleone e dell’Imperatrice in soli quattro minuti. Il valore della refurtiva è stato stimato dalla Procura di Parigi in 88 milioni di euro.
Il valore complessivo delle tre opere d’arte è difficile da quantificare con precisione, ma si parla di decine di milioni di euro, considerata la rarità e la provenienza dei lavori.


Lascia un commento