Giuseppe Girolamo, originario di Alberobello, aveva trovato un ingaggio come batterista sulla Costa Concordia. Il 13 Gennaio 2012, la Costa Concordia sbatté contro uno scoglio mentre chi la governava tentò stupidamente di farla passare a poche centinaia di metri dall’Isola del Giglio.
La gente a bordo stava cenando mentre Giuseppe era impegnato a suonare con la sua band. Quando fu dato l’ordine di abbandonare la nave, questa ormai si stava piegando su un lato ed alcune delle scialuppe non erano più utilizzabili. Un vero pandemonio, fatto di urla e terrore. Giuseppe, senza la minima esitazione, decise di lasciare il suo posto in scialuppa ad un bambino. Il giovane ragazzo coraggioso resto lì per sempre, non riuscì mai ad abbandonare quell’inferno che stava colando a picco. Il suo corpo senza vita fu ritrovato solo 2 mesi dopo il naufragio, Il 22 Marzo 2012.
Antonio Nisita, professore di liceo di Portici, ha lanciato in rete un appello affinché venga riconosciuta la medaglia d’oro al suo caro amico Giuseppe, per l’infinito coraggio dimostrato ed il sacrificio della sua stessa vita per salvare un bambino mai visto prima. In una sola settimana, è riuscito a raccogliere 100.000 firme, creando dal nulla un tumultuoso movimento di opinione.
Non è assolutamente giusto che un personaggio positivo come Giuseppe Girolamo, un vero eroe, non venga premiato e ricordato come merita. Non è possibile che, oltre al mare, anche il silenzio ingoi quel giovane uomo che ha sacrificato la sua vita per amore ed altruismo.
Per fortuna, la campagna del professor Nisita sta per avere un seguito: tutti i centomila firmatari della petizione sono stati invitati a tempestare di tweet coloro i quali dovranno decidere in merito al riconoscimento, quindi innanzitutto i siti istituzionali del Quirinale e del Ministero dell’Interno, fin quando la medaglia non verrà effettivamente assegnata a chi la merita più di tutti, Giuseppe Girolamo.


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