
Il 6 Agosto 1985, Antonino Cassarà, detto Ninni, sta rientrando a casa. Siamo a Palermo, in via Croce Rossa, e a bordo di un’Alfetta c’è il giovane vice dirigente della Squadra Mobile. Con lui ci sono tre collaboratori tra cui l’agente Roberto Antiochia che, sebbene sia prossimo al trasferimento a Roma, dopo l’omicidio del commissario Montana ha deciso di rimanere accanto al suo capo, un vero leader amato da tutti i suoi uomini.
Quando l’auto blindata entra nel cortile del palazzo, dall’ammezzato di un edificio vicino, le cui finestre danno sul cortile interno, dieci mafiosi armati di Kalashnikov fanno fuoco. Il vicequestore Cassarà e l’agente Antiochia muoiono crivellati da decine di proiettili. In 5 secondi, vengono esplosi più di 200 colpi.

Un terzo agente viene gravemente ferito. Il quarto, l’assistente Natale Mondo, miracolosamente resta illeso riparandosi sotto l’auto. Purtroppo, verrà assassinato da Cosa Nostra il 14 Gennaio 1988. Cassarà, ferito a morte dai killer, esala il suo ultimo respiro sulle scale di casa, tra le braccia dell’amata moglie Laura.
Dopo l’assassinio, dal suo ufficio sparisce la sua agenda dove probabilmente aveva annotato importanti informazioni. Negli anni seguenti, almeno tre degli assassini vengono eliminati dalla mafia, dai loro stessi compari. Altri vengono arrestati e condannati all’ergastolo per l’efferato delitto.
Il 17 Febbraio 1995, la Terza Sezione della Corte d’Assise di Palermo ha condannato all’ergastolo Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Bernardo Brusca e Francesco Madonia, come mandanti del delitto. Pochi giorni prima del feroce agguato, quasi come se avvertisse l’avvicinarsi della fine, Ninni va dall’amico Paolo Borsellino e gli dice:
Paolo, convinciamoci che siamo dei cadaveri che camminano.
Mi piace ricordarlo per ciò che ha fatto per il nostro Paese: al di là del ruolo di primo piano nell’operazione Pizza Connection, ha lottato contro la mafia come pochi altri, fino all’estremo sacrificio. Un vero investigatore di razza, come non ce ne sono più. Un uomo coraggioso, fiero e che senza paura ha combattuto stoicamente la criminalità organizzata. Un bravo poliziotto, sicuramente una persona perbene.



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