
Questa è una storia che comincia come una favola ma finisce in tragedia, ancora per certi versi insoluta.
Mario Biondo è un giovane cameraman siciliano, bravo e bello come il sole, che viene chiamato in Spagna per seguire la versione locale di un programma di punta. È così che in Honduras, al seguito della nuova troupe, conosce Raquel Sanchez Silva, la conduttrice del programma “L’isola dei famosi”. É un colpo di fulmine. Lei è un po’ più grande d’età, ma è una donna bella, intelligente e famosa. Lui ha tutto il fascino di un trentenne pieno di sogni e speranze per il futuro. Insieme formano una coppia fantastica, che tutti ammirano quando nel 2012 si celebra il loro matrimonio a Taormina.
In seguito Raquel e Mario tornano a vivere in Spagna e tutto sembra procedere tranquillamente fino alla notte del 30 Maggio 2013. Mario è solo in casa. Secondo i rilievi e la ricostruzione della polizia spagnola, telefona per tre volte a uno spacciatore, poi si avvolge una sciarpa pashmina al collo, ne lega un capo a una libreria metallica presente nel salone di casa, e si impicca.
Una vita, la sua, spezzata a soli 36 anni, ma vissuta con grande personalità, all’insegna di tanti progetti realizzati e altrettanti ancora da realizzare in un’ascesa che si è fermata all’improvviso, per ragioni ancora tutte da chiarire. Il caso viene frettolosamente trattato come suicidio, ma la famiglia di Mario Biondo non crede possibile che il giovane si sia davvero tolto la vita. Tutto avviene molto in fretta perché, come ricorda il medico legale a distanza di 6 anni dalla morte del cameraman, per il giudice spagnolo investito del caso Raquel Sanchez Silva è un personaggio pubblico molto noto in Spagna. Questo esige la chiusura del caso nel più breve tempo possibile, così il coroner propende per il suicidio, causato dall’abuso di alcolici e sostanze stupefacenti. Quella maledetta sera l’uomo assume qualcosa, ma si tratta dello 0,5% di alcol e dello 0,1% di cocaina: dosi che non bastano a causare uno sconvolgimento psicofisico tale da comportare la perdita delle capacità cognitive. Per cui un suicidio, seguendo questa ipotesi, sarebbe del tutto da scartare. Successivamente il caso viene riaperto anche grazie alle insistenze dei genitori di Mario, che non si arrendono. La procura generale di Palermo dispone la riesumazione della salma per effettuare nuovi esami, dopo aver avocato l’indagine ai pm italiani.
Tre i punti oscuri:
- perché sul collo di Biondo, che secondo la tesi dei pm del primo grado si sarebbe tolto la vita impiccandosi con una sciarpa, c’è un doppio segno di stretta, un solco molto profondo?
- le contusioni sulla fronte non si concilierebbero con l’assenza di segni di traumi, accertata dai consulenti della procura.
- la scena del crimine: Mario viene trovato impiccato alla libreria di casa, ma i consulenti della famiglia sostengono che è impossibile che gli oggetti esposti siano rimasti al loro posto, come si evince dalle foto scattate subito dopo il ritrovamento del cadavere. Lo strangolamento, infatti, provoca spasmi che i consulenti hanno paragonato ai movimenti derivanti da un sisma, quindi sarebbe inspiegabile il fatto che nemmeno le due piume poggiate su una mensola siano cadute.
I dubbi sono tanti, in particolare si riscontra una lunga serie di incongruenze sugli orari. La sera del 29 maggio Mario chatta con i fratelli, ma alle 00.05 smette di rispondere e, proprio in quegli stessi istanti, la vicina di casa dice di aver sentito dei gemiti. In quei minuti si sta compiendo il suicidio di Mario o il suo omicidio con successiva messa in scena e depistaggio sulla scena del crimine?
Ancora più strano è il fatto che quella stessa notte la carta di credito di Mario registra 3 transazioni dopo le 2.00 (esattamente alle 02.08, alle 02.25 e alle 02.53), quando l’uomo di fatto è già morto, per consumazioni in un locale notturno di Madrid. E allora chi ha usato la sua carta? É un altro depistaggio?
La polizia spagnola sarebbe intervenuta alle 17.10 del 30 maggio rinvenendo il corpo senza vita del giovane siciliano nel suo appartamento in Calle Magdalena, ma per i commercianti della zona l’ambulanza e gli agenti erano sotto casa già nella tarda mattinata. Come si spiega? E ancora: un collega di Mario viene chiamato a sostituirlo per il programma “Masterchef” alle ore 13.00, ma l’appuntamento che l’uomo ha sul posto di lavoro è alle 16.00 e il corpo, secondo le autorità spagnole, sarebbe stato trovato solo verso le 17.00. Com’è possibile che, prima ancora del ritrovamento del cadavere, fosse già stato preallertato un sostituto? Inoltre, la polizia sostiene di aver portato via il corpo alle 20.30, ma una foto svela che in realtà la salma viene prelevata alle 19.35.
Tanti di questi dubbi sono emersi in una puntata del programma “Le Iene”, in un’intervista la madre del giovane afferma che il figlio è stato ucciso perché la notte prima avrebbe scoperto “qualcosa di molto grave” nel computer della moglie. In casa ci sono due computer, un fisso ed un portatile su cui Biondo fa ricerche associando al nome della moglie la parola “porno”. Dai computer, rimasti nella disponibilità di Raquel – che ha sempre sostenuto che la loro vita era felice e che stavano cercando di avere un figlio – sarebbero spariti diversi file. Su entrambi le analisi dei tecnici, nominati dai magistrati italiani, rivelano nuovi elementi. L’avvocato della famiglia Biondo ha spiegato a Le Iene che:
Mario era molto interessato al passato della moglie, quindi cercava materiale che potesse essere compromettente per lei.
Nonostante la seconda autopsia coincida con la prima, il “Caso Biondo” inizia a suscitare pesanti interrogativi anche in Spagna e a mutare anche lì la ferrea convinzione che si sia trattato di suicidio. Una pista che in Italia già da tempo si era sgretolata a fronte di numerosi riscontri, altrettante anomalie e dubbi inquietanti, che ora attendono risposte certe ed inequivocabili.
Nel Novembre del 2018 il corpo del cameraman palermitano viene riesumato per la terza volta per eseguire una nuova autopsia. In questa occasione è la Procura Generale di Palermo che, dopo aver riaperto il caso su richiesta dei genitori, ha chiesto nuove prove. Anche stavolta, i risultati degli esami concordano con i precedenti: Mario si è suicidato.
I suoi genitori, comprensibilmente, non sembrano volersi rassegnare. Sono convinti che un ragazzo felice della propria vita non si sarebbe mai ammazzato. La verità sul caso probabilmente è sotto gli occhi di tutti, ma sono troppi i personaggi potenti che si sono adoperati per coprire e proteggere gli assassini di Mario Biondo.

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