Michelina Manzoni viene uccisa con un colpo di rivoltella alla gola la mattina dell’8 Giugno 1954. L’omicidio avviene in un campo di ciliegi a Vignola, in provincia di Modena. Michelina, 23 anni, emigrata dalla Puglia a Milano per lavoro, frequenta Marco Di Buduo, metronotte 23enne di origini pugliesi. I due si sono conosciuti al circolo Combattenti di Milano, ma la ragazza ignora che di Di Buduo sia sposato da quattro anni con Rosa Capodivento e che abbia due figli.
Dopo avere scoperto la verità, la ragazza scappa a Vignola dalle sorelle. Qui viene raggiunta dall’amante. Secondo la testimonianza di Di Buduo, la sua “fidanzata” si sarebbe tolta la vita per disperazione, con un colpo di rivoltella. Tale versione viene però smontata dagli investigatori. In base alle perizie balistiche, infatti, Michelina si sarebbe sparata con la mano sinistra, ma lei non era mancina. Inoltre, il bossolo sarebbe dovuto cadere dalla parte opposta a quella in cui viene ritrovato.
Secondo la Gazzetta di Modena, alcuni dati riportati nell’articolo di Oriana Fallaci su L’Europeo non sarebbero esatti: il nome di battesimo di Di Buduo sarebbe Andrea, non Marco. Ex maresciallo dei carabinieri, avrebbe avuto 25 anni all’epoca dei fatti, mentre Michelina appena 19.
Il processo in Corte d’Assise a Modena inizia nell’aprile del 1955 e si chiude, in primo grado, con una condanna a 3 anni. In seguito, la Corte d’Assise di Bologna condanna Di Buduo a 16 anni di carcere. L’uomo sconta la pena dal giugno del 1954 al dicembre del 1968.


Lascia un commento