
Il 23 Maggio 1934, l’auto su cui si trovavano Bonnie Parker e Clyde Barrow, i due criminali passati alla storia come Bonnie e Clyde, fu colpita da una raffica di proiettili lungo una strada della Louisiana, vicino a Bienville, durante un’imboscata della polizia. L’auto, una Ford, era stata rubata un mese prima in Kansas.
Bonnie e Clyde, la loro rocambolesca fuga e la Ford su cui vennero uccisi – che ora è esposta al Whiskey Pete Casino, in Nevada – divennero una leggenda già negli anni Trenta. Non tanto per i crimini commessi, molti dei quali vennero inventati così come vari dettagli raccontati dai giornali dell’epoca su di loro (la promiscuità sessuale tra Bonnie e i componenti della banda, mai confermata, fu uno di questi), bensì perché sembravano amarsi “nel bene e nel male”, apparivano intoccabili e furono gli obiettivi di una delle “cacce all’uomo” più spettacolari della storia americana.
Bonnie Parker nacque nel 1910, seconda di tre figli, a Rowena in Texas. Dopo la morte del padre, la famiglia si trasferì a Dallas. Nonostante le condizioni economiche precarie, si iscrisse al liceo. A 16 anni lasciò la scuola e si sposò: dopo tre anni si separò, anche se non divorziò mai da suo marito Roy Thorton (il giorno della morte Bonnie indossava ancora la fede nuziale). L’uomo venne arrestato per furto con scasso e morì nel 1937, durante un tentativo di evasione dal carcere. Dopo la separazione, Bonnie continuò a vivere con la madre e a fare la cameriera in un locale di Dallas, scrivendo un diario in cui parlava della sua solitudine, dell’insoddisfazione e della noia di una vita trascorsa in una piccola città di provincia.
Clyde Barrow nacque nel marzo del 1909 a Telico, un sobborgo di Ellis County, quinto di otto figli di una famiglia di agricoltori. Alla fine degli anni Venti iniziò la sua attività criminale: prese un’auto a noleggio senza restituirla (pare avesse un debole per i motori), insieme al fratello venne coinvolto in un furto di tacchini e cominciò a scassinare casseforti, rubare automobili e rapinare negozi. Venne arrestato più volte e in molti sostennero che fu proprio il carcere a rafforzare le sue tendenze criminali.
Il primo incontro risalirebbe al 1930: Bonnie era a casa di un’amica comune che aveva un braccio rotto, anche Clyde passò a trovarla. I due si piacquero e si innamorarono. Qualche tempo dopo, lei lo aiutò ad evadere dalla prigione, dove nel frattempo era stato rinchiuso per un furto con scasso, passandogli un’arma durante una visita. La loro fuga iniziò più tardi, nell’Aprile del 1932. Bonnie venne arrestata e condannata a 3 mesi come complice nel furto di un’auto; Clyde venne accusato dell’omicidio di John Bucher, proprietario di un negozio di Hillisboro, Texas, dove aveva compiuto una rapina con la sua banda. L’uomo sosteneva di essere innocente, di non essere mai entrato in quel locale e di aver ricoperto solo il ruolo di autista che aspettava in macchina i complici, ma la moglie di Bucher lo riconobbe dalle foto segnaletiche indicandolo come il responsabile dell’omicidio. Di fronte alla scelta del carcere a vita o della fuga, Clyde scelse la seconda e Bonnie lo seguì.
A quella fuga nel tempo si unirono altri criminali: Ray Hamilton, W.D. Jones e nel 1933, Buck, il fratello di Clyde, e sua moglie Blanche (Buck quello stesso anno venne colpito alla testa da due proiettili, durante una sparatoria in Iowa, e morì sei giorni dopo in ospedale). Nel giro di due anni la banda mise a segno diverse rapine, furti e rapimenti. Ci furono anche degli omicidi, 13 in totale. Per confondere le loro tracce la coppia usava cambiare la targa dell’automobile su cui viaggiava, rubandola da altre vetture. La polizia più volte ebbe l’occasione di arrestarli, ma i due riuscirono sempre a fuggire. Nel 1933, durante una retata nell’appartamento in cui erano nascosti a Joplin nel Missouri, gli agenti trovarono armi, una poesia scritta da Bonnie e diversi rotoli di pellicola non ancora sviluppati. Le foto finirono sulle prime pagine dei giornali dell’epoca, contribuendo ad aumentare la popolarità della coppia e la loro fama di invulnerabilità.
Il 10 Giugno 1933, vicino a Wellington in Texas, l’auto su cui viaggiavano ebbe un incidente finendo in un burrone. A causa di un incendio o del liquido contenuto nella batteria della macchina (le fonti non sono concordi), Bonnie Parker riportò gravi ustioni, che finirono per compromettere l’uso della sua gamba destra. Nel frattempo, l’FBI aveva creato una squadra speciale per catturarli.

Il 16 Gennaio 1934, Clyde fece evadere di galera alcuni suoi compagni: tra loro c’era anche Henry Methvin, che decise però di collaborare con la polizia. Il 23 maggio dello stesso anno, nascosti lungo una piccola strada della Louisiana, i poliziotti attesero il mezzo su cui si trovavano Bonnie e Clyde. Usarono come esca il furgone del padre di Methvin: Clyde, infatti, lo riconobbe e rallentò. I poliziotti iniziarono a sparare senza sosta e li uccisero. Dentro la macchina, vennero ritrovate tantissime targhe, armi e più di 3mila proiettili.
Lei aveva 23 anni, lui 25. Furono seppelliti a Dallas, ma non uno accanto all’altro perché le famiglie si opposero. Clyde nel Western Heights Cemetery e Bonnie nel Crown Hill Memorial Park. Sulla sua lapide, vennero incisi i versi di una sua poesia:
Come i fiori sono resi più profumati / dalla luce del sole e la rugiada / così questo vecchio mondo è più splendente / Grazie all’esistenza di persone come te.



anche se circondati dall’alone della leggenda , uccisero 13 persone, non dimentichiamolo