• Passa al contenuto principale
  • Skip to secondary menu
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Il Giornale
  • Come evitare Truffe e Raggiri
  • Archivio
  • Scritto da Voi
  • Galleria
  • Contattaci

Scena Criminis

L'Informazione al servizio della Legalità

  • Italiano
    • Italiano
    • English
    • Español
  • News & Storia
    • News
    • Criminalità Organizzata
    • Parole Criminali
    • Storia Criminale
    • Violenza di Genere
  • Delitti & Biografie Criminali
    • Caserta: Crimini dal Passato
    • Biografie Criminali
    • Istantanee da un Delitto
    • Misteri e Delitti Irrisolti
    • Most Wanted
    • Serial Killer
  • Citazioni, Interviste e Video
    • Citazioni
    • Le Interviste
    • Video
  • Scienze Forensi
    • Criminalistica
      • Colpo in canna: Fucili e Pistole
    • Criminologia
      • Psicologia
      • Sociologia
    • Diritto
    • Comunicazione Non Verbale
  • Crimine & Arte
    • L’occhio che uccide: Cinema e Crimine
    • Violent Art
    • Ritratti Criminali
    • Consigli Bibliografici
Ti trovi qui: Home / News & Storia / Castel Volturno, il Clan dei Casalesi e la Strage di San Gennaro

Castel Volturno, il Clan dei Casalesi e la Strage di San Gennaro

19 Luglio 2021 da Webmaster Lascia un commento

304Shares

Di Gianfrancesco Coppo

Ci sono fatti tanto brutali da segnare trasversalmente un’intera comunità, con la stessa forza di un terremoto. Per l’ennesima volta il sangue di vittime innocenti bagna la provincia di Caserta, quotidianamente martoriata dalla criminalità organizzata. La sera del 18 Settembre 2008, Castel Volturno diventa teatro di una delle pagine più violente della storia criminale italiana: sei giovani africani vengono barbaramente uccisi dall’ala stragista del Clan dei Casalesi, facente capo al boss Giuseppe Setola, detto “O’ Cecato”.

La strage incompiuta: l’assalto armato all’Associazione Nigeriana Campana

É il 18 Agosto del 2008, esattamente un mese prima della Strage di San Gennaro. Verso le 19.00 sei uomini armati fino ai denti, a bordo di due moto (una Transalp nera e una Honda CBR rossa) e un furgone Fiat Scudo, arrivano davanti alla sede dell’Associazione Nigeriana Campana in via Cesare Battisti a Castel Volturno. In casa sono presenti 14 persone, tra cui donne e bambini. All’improvviso si scatena l’inferno: una pioggia di proiettili investe Teddy Egonmwan, presidente dell’associazione che spesso lavora come interprete per la polizia, e i suoi ospiti.

Secondo il collaboratore di giustizia Oreste Spagnuolo, oltre a lui, ci sono: Giuseppe Setola, munito di Kalašnikov; Giovanni Letizia, armato di pistola calibro 9×21; Davide Granato con una calibro 40; Antonio Alluce, alla guida del furgone; e Alessandro Cirillo, giudicato in seguito non responsabile della tentata strage. Indossano tutti dei caschi integrali ad eccezione di Setola, che appena sceso dal mezzo comincia a sparare attraverso l’inferriata del cancello d’ingresso mentre Letizia entra all’interno del cortile e si dirige verso l’abitazione. Dopo le prime raffiche entrambe le armi si inceppano, circostanza che impedisce al gruppo di criminali di compiere un massacro. I feriti sono 6, tra cui la moglie di Egonwman. I bambini si salvano perché sono in casa a giocare.

Il movente viene individuato dagli investigatori nella volontà di mandare un messaggio forte e chiaro alla mafia nigeriana che, oltre a non corrispondere più la percentuale concordata sulla vendita degli stupefacenti nel territorio di Castel Volturno, ha osato mettere in discussione l’autorità del clan dei Casalesi.

L’Omicidio di Antonio Celiento e la Strage di San Gennaro

18 Settembre 2008, il giorno della Strage di Castel Volturno conosciuta anche come la Strage di San Gennaro. Verso le ore 21:00 Antonio Celiento, ritenuto un informatore delle forze dell’ordine, viene investito da una pioggia di proiettili all’ingresso della sala giochi che gestisce in via Giorgio Vasari a Baia Verde (frazione di Castel Volturno). Ricoverato d’urgenza presso la clinica Pineta Verde, muore poco dopo.

Nemmeno mezz’ora più tardi, gli assassini raggiungono la sartoria Ob. Ob. Exotic Fashions, sita al Km 43 della Strada statale Domitiana, in località Ischitella. Si scatena l’inferno, sei cittadini ghanesi cadono sotto i colpi di una vera e propria azione di guerra che dura meno di 30 secondi: sulla scena del crimine vengono repertati ben 125 bossoli riconducibili a due mitra calibro 7×62 tipo AK-47, una pistola mitragliatrice calibro 9 parabellum, 4 pistole semiautomatiche (due calibro 9 parabellum, una 9×21 ed una 9×17). Molti altri bossoli vengono dispersi dalle tantissime persone accorse immediatamente sul posto per capire cosa fosse successo, generando momenti di forte tensione con la polizia, prima ancora che la stessa riuscisse a transennare la zona.

Le vittime della mattanza:

  • Kwame Antwi Julius Francis nasce nel 1977 in Ghana, paese da cui scappa nel 2002. Formalizza la sua domanda di asilo politico a Crotone per poi trasferirsi a Castel Volturno, ottenendo dopo diversi anni la “Protezione Umanitaria”. Lavora come muratore e piastrellista, oltre a frequentare un corso di formazione per diventare saldatore. Vive in un appartamento situato sopra la sartoria dove avviene la strage, scende in strada perché Eric, un’altra delle vittime, lo chiama per offrirgli un lavoro come muratore proprio quella maledetta sera.
  • Affun Yeboa Eric, 25 anni, il suo cadavere viene ritrovato riverso sul volante della sua auto, parcheggiata davanti alla sartoria. In Italia dal 2004, viene dal Ghana e da poco si è trasferito a Castel Volturno, dove lavora come carrozziere fino al giorno della sua morte.
  • Ibrahim Muslim gestisce la sartoria Ob Ob Exotic Fashions ed è un onesto e apprezzato lavoratore. Vive in Italia ormai da 5 anni ed è conosciuto come punto di riferimento per gli altri cittadini africani presenti nel territorio di Castel Volturno. É il periodo del Ramadan e il sarto incontra gli amici dopo il pasto serale, il suo corpo senza vita viene trovato accasciato sulla macchina per cucire.
  • Karim Yakubu, 28enne soprannominato Awanga, importa ed esporta abiti tra l’Italia ed il Ghana.
  • Kwadwo Owusu Wiafe, 28 anni, fa il muratore e saltuariamente lavora anche nelle campagne del Casertano.
  • Justice Sonny Abu, rifugiato politico di 26 anni, è in Italia dal 2002 e lavora come barbiere a Napoli in piazza Garibaldi. Quella sera si reca in sartoria per salutare il suo amico Ibrahim.
  • Joseph Ayimbora, ghanese, è l’unico sopravvissuto alla strage, nonostante le gravi ferite riportate alle gambe e all’addome. Si salva fingendosi morto, la sua collaborazione con gli inquirenti risulta determinante per la ricostruzione dei fatti e l’individuazione degli assassini. A seguito della strage rimane invalido, tanto da essere costretto all’uso delle stampelle per poter camminare. Muore nel febbraio del 2012 per un aneurisma.
Le vittime

Il giorno dopo stampa e tv, sia a livello locale che nazionale, attribuiscono alle vittime della strage legami con la criminalità organizzata, ipotizzando un regolamento di conti per lo spaccio di droga. L’ipotesi, del tutto infondata, viene immediatamente smentita dalla magistratura che esclude ogni rapporto dei ghanesi sia con la camorra che con la mafia nigeriana. Rabbia e frustrazione spingono i connazionali dei morti ad organizzare una rivolta popolare a cui partecipa gran parte comunità africana di Castel Volturno: centinaia di persone in corteo percorrono la Domiziana per 10 Km, bloccano il traffico autostradale per ore, rovesciano e incendiano i cassonetti dell’immondizia, ribaltano e danneggiano le macchine parcheggiate, devastano alcuni negozi e fermano due autobus del comune costringendo i passeggeri a scendere dal mezzo.

La violenta protesta provoca grande tensione anche nella comunità italiana, tanto da temere ritorsioni nei confronti degli africani. Il 20 settembre, con l’intento di frenare l’escalation di violenza e mettere in sicurezza il territorio di Castel Volturno, il Viminale istituisce una commissione straordinaria – composta dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni, dal capo della polizia Antonio Manganelli e da altre personalità politiche e militari – che dispone l’invio in loco di 400 tra poliziotti e carabinieri nonché l’ausilio dell’esercito.

Sul movente che ha portato il gruppo scissionista di Setola a compiere il massacro vengono fatte diverse ipotesi:

  • in principio si pensa ad un regolamento di conti interno al clan dei Casalesi, diretto al controllo del mercato della droga e della prostituzione, gestito dalla mafia nigeriana per conto della camorra. Tale supposizione viene però smentita dalle indagini, che accertano l’estraneità delle vittime rispetto ai traffici illeciti.
  • Invece, secondo Franco Roberti, Procuratore aggiunto e Capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, la strage sarebbe riconducibile ad un messaggio dei mafiosi casalesi diretto alle comunità immigrate africane in vista dei progetti di riqualificazione del Litorale Domizio, un affare da decine di milioni di euro. Dietro il massacro, quindi, si nasconderebbe la volontà di porre in atto una specie di pulizia etnica nella zona per cacciare gli immigrati con cui non è possibile scendere a patti. Si tratterebbe di un primo atto intimidatorio verso una comunità di circa 13.000 persone, tra regolari e non, che arriva a contare quasi il 60% degli abitanti di Castel Volturno.

Le indagini e gli arresti

Gli inquirenti ricostruiscono la dinamica e il ruolo degli stragisti: Alessandro Cirillo è alla guida della Fiat Punto, Davide Granato ha con sé una pistola semiautomatica 9×21, Giovanni Letizia impugna una pistola mitragliatrice e una semiautomatica, Giuseppe Setola uno dei Kalašnikov, mentre il secondo fucile è tra le mani di Oreste Spagnuolo. I tre principali responsabili della mattanza vengono riconosciuti e inchiodati grazie alle foto segnaletiche che i carabinieri mostrano all’unico sopravvissuto, il ghanese Joseph Ayimbora, durante il ricovero in ospedale. Dalla sua testimonianza, inoltre, emerge che i killer indossavano divise della polizia.

Il 22 Settembre 2008 viene prelevato in casa dei genitori Alfonso Cesarano, pregiudicato vicino al clan dei Casalesi all’epoca agli arresti domiciliari. Portato in carcere, in seguito sarà scagionato dallo stesso Ayimbora. Nello stesso mese, in una maxi operazione antimafia condotta dai carabinieri di Caserta, vengono catturati 107 elementi di spicco dell’associazione malavitosa casertana. Tra gli arrestati ci sono anche Alessandro Cirillo e Oreste Spagnuolo. Il 14 Gennaio 2009 viene preso anche Giuseppe Setola, considerato il capo dell’ala stragista dei Casalesi, condannato in contumacia all’ergastolo e ritenuto esecutore e mandante di diversi omicidi.

Il Processo

Il processo per la Strage di Castel Volturno comincia il 12 Novembre 2009 presso la Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, gli imputati sono sei: Giuseppe Setola, Davide Granato, Antonio Alluce, Alessandro Cirillo, Giovanni Letizia e Oreste Spagnuolo (divenuto nel frattempo collaboratore di giustizia). Le accuse sono: strage con finalità terroristica aggravata dall’odio razziale, omicidio e tentato omicidio. Il 14 Aprile 2011 i giudici condannano all’ergastolo Giuseppe Setola, Davide Granato, Alessandro Cirillo (assolto per la tentata strage di via Cesare Battisti del 18 Agosto 2008) e Giovanni Letizia, mentre Antonio Alluce riceve una condanna a 23 anni di reclusione. I giudici confermano le tesi dell’accusa per quanto riguarda l’aggravante dell’odio razziale e delle finalità terroristiche, un caso senza precedenti nella storia giudiziaria della camorra.

Il 21 Maggio 2013 la Corte d’Assise d’Appello di Napoli emette la sentenza di Appello confermando l’ergastolo per Giuseppe Setola, Davide Granato, Alessandro Cirillo e Giovanni Letizia. Per Antonio Alluce un aumento di pena, che passa dai 23 anni del primo grado a 28 anni e 6 mesi. La corte conferma l’aggravante dell’odio razziale, ma esclude quella delle finalità terroristiche.

Il 30 Gennaio 2014 la Suprema Corte di Cassazione conferma la condanna all’ergastolo per Giuseppe Setola, Giovanni Letizia, Alessandro Cirillo e Davide Granato e la pena di 28 anni e 6 mesi di reclusione per Antonio Alluce; viene riconosciuta anche l’aggravante dell’odio razziale, ma si esclude quella del terrorismo. Per quanto riguarda gli aspetti civili: Joseph Ayimbora viene risarcito con 200.000 euro, somma andata agli eredi vista la sua prematura scomparsa; così come è riconosciuto un risarcimento ai Comuni di Castel Volturno e Casal di Principe, al centro sociale di Caserta Ex Canapificio e all’Associazione Mò Basta.

© Riproduzione riservata

Related posts:

Killer dello Zodiaco, dopo 51 anni decifrato un messaggio dell’assassino che terrorizzò la Californi...

[ Legge Merlin ]

Medico sfregiato con l'acido a Modena, i Carabinieri fermano un uomo

[ Polizia Giudiziaria ]

304Shares

Archiviato in:Criminalità Organizzata, Delitti & Biografie Criminali, Istantanee da un Delitto, News & Storia

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Primary Sidebar

Effettua una donazione per sostenere le nostre attività

Seguici

  • Email
  • Facebook
  • Instagram
  • Twitter
  • YouTube

Cerca nel sito

L’uso sicuro e consapevole del Web

Categorie Articoli

Ultimi articoli

Agrorinasce inaugura il Caffè Letterario Inclusivo “Smile”, affidato a famiglie con bambini disabili o autistici

31 Marzo 2026 By Webmaster Lascia un commento

Rubati 3 quadri di Renoir, Cézanne e Matisse: colpo da 25 milioni

29 Marzo 2026 By Webmaster Lascia un commento

L’omicidio del rapper Tupac Shakur: un mistero ancora da svelare

18 Febbraio 2026 By Webmaster Lascia un commento

Info

  • Contatti Commerciali
  • Disclaimer

Tag

aforismi aforismi scena criminis America Armi arresto assassino attenzione blood cadavere Camorra carabinieri carcere Caserta citazioni condanna crime crimen crime scene criminal criminalità criminalità organizzata criminalìstica crimine criminólogia delitto diritto frasi celebri homicide Italia Italy libri mafia omicidio polizia processo psicólogia quotes reato Roma scena criminis scena del crimine serial killer sociologia USA violenza

Footer

  • Cookie Policy
  • Privacy Statement
  • Cookie Policy
  • Privacy Statement
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Statement

Scena Criminis ha l’obiettivo di riunire – attorno ad una “tavola rotonda” – addetti ai lavori, studiosi, appassionati e semplici curiosi, che vogliano confrontarsi, aggiornarsi e trovare nuovi stimoli.

La Community sulle Scienze Forensi più grande d’Italia che raccoglie news, approfondimenti, curiosità e contributi su Criminologia, Criminalistica, Cronaca nera e Diritto.

Scena Criminis è anche un’Associazione Onlus, attiva in tutta la provincia di Caserta, che ha 3 scopi fondamentali: Difesa della Legalità, Lotta ad ogni forma di violenza ed Educazione alle differenze di genere.

Seguici

  • Email
  • Facebook
  • Instagram
  • Twitter
  • YouTube

Instagram

scenacriminis

Ci trovi anche su Facebook, Twitter e Youtube. 😉
Scena Criminis: un #crimine non seguirci! 👮🕵

#France 🇫🇷 #France 🇫🇷
#Italy 🇮🇹 #Italy 🇮🇹
#Mexico 🇲🇽 #Mexico 🇲🇽
Watch out! 🤬 Watch out! 🤬
Ops! 🤦🏻‍♂️ Ops! 🤦🏻‍♂️
Mah! 🤦🏻‍♂️ Mah! 🤦🏻‍♂️
#France 🇫🇷 #France 🇫🇷
#USA 🇺🇸 #USA 🇺🇸
#Brasil 🇧🇷 #Brasil 🇧🇷
Segui su Instagram

Copyright Scena Criminis Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE) n. 849 del 26/04/2016 © 2026 ·

Direttore Responsabile: Gianfrancesco Coppo

Created by BDM | Accedi

Manage your privacy

Per fornire le migliori esperienze, noi e i nostri partner utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie permetterà a noi e ai nostri partner di elaborare dati personali come il comportamento durante la navigazione o gli ID univoci su questo sito e di mostrare annunci (non) personalizzati. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

Clicca qui sotto per acconsentire a quanto sopra o per fare scelte dettagliate. Le tue scelte saranno applicate solamente a questo sito. È possibile modificare le impostazioni in qualsiasi momento, compreso il ritiro del consenso, utilizzando i pulsanti della Cookie Policy o cliccando sul pulsante di gestione del consenso nella parte inferiore dello schermo.

Functional Sempre attivo
The technical storage or access is strictly necessary for the legitimate purpose of enabling the use of a specific service explicitly requested by the subscriber or user, or for the sole purpose of carrying out the transmission of a communication over an electronic communications network.
Preferences
The technical storage or access is necessary for the legitimate purpose of storing preferences that are not requested by the subscriber or user.
Statistics
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. The technical storage or access that is used exclusively for anonymous statistical purposes. Without a subpoena, voluntary compliance on the part of your Internet Service Provider, or additional records from a third party, information stored or retrieved for this purpose alone cannot usually be used to identify you.
Marketing
The technical storage or access is required to create user profiles to send advertising, or to track the user on a website or across several websites for similar marketing purposes.
Statistiche

Marketing

Funzionalità
Sempre attivo

Sempre attivo
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Manage options
  • {title}
  • {title}
  • {title}
Manage your privacy
To provide the best experiences, we use technologies like cookies to store and/or access device information. Consenting to these technologies will allow us to process data such as browsing behavior or unique IDs on this site. Not consenting or withdrawing consent, may adversely affect certain features and functions.
Functional Sempre attivo
The technical storage or access is strictly necessary for the legitimate purpose of enabling the use of a specific service explicitly requested by the subscriber or user, or for the sole purpose of carrying out the transmission of a communication over an electronic communications network.
Preferences
The technical storage or access is necessary for the legitimate purpose of storing preferences that are not requested by the subscriber or user.
Statistics
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. The technical storage or access that is used exclusively for anonymous statistical purposes. Without a subpoena, voluntary compliance on the part of your Internet Service Provider, or additional records from a third party, information stored or retrieved for this purpose alone cannot usually be used to identify you.
Marketing
The technical storage or access is required to create user profiles to send advertising, or to track the user on a website or across several websites for similar marketing purposes.
Statistiche

Marketing

Funzionalità
Sempre attivo

Sempre attivo
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Manage options
  • {title}
  • {title}
  • {title}