Nell’utile riassunto di Taylor, Walton e Young – Criminologia sotto accusa, Guaraldi, Firenze 1975 – compaiono tre aspetti che caratterizzano in particolare la Teoria dell’Etichettamento:
- L’idea che, malgrado le attività definite devianti possano essere estremamente estese e diffuse nella società, viene a essere definito come deviante ciò che viene visto come tale, ciò che viene prima di tutto percepito socialmente come deviante o criminale. Naturalmente a percepire un certo tipo di attività come deviante o criminale sono i membri di strutture di controllo sociale informale o di strutture formali.
- L’idea che il controllo sociale induce alla devianza, nel senso che vi è un processo interattivo fra il deviante e chi lo controlla che risulta in una trasformazione dell’identità del deviante, il quale finisce per considerarsi come tale.
- L’idea, forse sostenuta più dagli etnometodologi che dai seguaci della teoria dell’etichettamento, che non vi potrebbe essere devianza in assenza di strumenti di controllo sociale. La stessa esistenza di istituti preposti al controllo sociale, siano essi di tipo giudiziario, medico, terapeutico o assistenziale, produce la rilevazione di fenomeni di devianza, anche da un punto di vista meramente statistico.


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