
Il termine di derivazione inglese vuol dire pesce gatto, ma in gergo urbano indica coloro che sui Social Network fingono di essere qualcun altro, solitamente per intrecciare delle storie amorose virtuali. Il fenomeno è stato messo in risalto dal film-documentario basato sulla vera storia di Nev Shulmann, che ha sperimentato sulla sua pelle che non tutto quello che c’è dietro lo schermo di un computer è reale. Avere un profilo virtuale fasullo comporta il rischio, oltre a provocare notevoli danni emotivi, di compiere il reato di sostituzione di persona (Art.494 Codice Penale), perseguibile penalmente.
Art. 494 Codice Penale
Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome , o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino ad un anno.


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