
Di Nunzia Procida
Nel 1969, esce nelle sale Sequestro di persona di Gianfranco Mingozzi. Ambientato nella Sardegna di quegli anni, il film racconta uno tra i momenti più tragici della storia dell’isola: è il 1966 quando inizia la prima grande ondata di sequestri di persona del dopoguerra per mano dell’Anonima Sarda (o Anonima Sequestri) – è questo il nome col quale si indicano i collettivi delinquenziali impegnati nei sequestri sull’isola – che, in 28 anni (1966-1994), compie 173 sequestri (con relative centinaia di miliardi di lire derivanti dai riscatti).
Protagonista della pellicola è Francesco (Pierluigi Aprà) che, appena rientrato da Roma dove frequenta l’università, viene sequestrato dai banditi. Cristina (Charlotte Rampling), romana, che è con lui al momento del rapimento, raggiunge il paese e pretende di denunciare alla polizia l’accaduto. I genitori e un amico di Francesco, Gavino (Franco Nero), le impediscono tassativamente di rivolgersi alle forze dell’ordine perché è solo con il silenzio che potranno rivedere il ragazzo.
La trattativa per il riscatto si svolge in contemporanea alla messa in scena della partenza di Francesco per Roma: nessuno in paese deve avere il sospetto che il giovane sia nelle mani dei banditi, meno che mai la polizia. La richiesta dei rapinatori, fatta scrivere dallo stesso Francesco, è di 80 milioni. Il padre del ragazzo, sinceratosi che il figlio stia bene e che sia ancora vivo, inizia a cercare il denaro per il riscatto ma si accorge ben presto che la somma richiestagli è più alta delle sue disponibilità: deve svendere, per guadagnare tempo, molte delle sue terre.
Come aveva già osservato Alfredo Niceforo, la Barbagia e le zone pastorali più interne della Sardegna si sono dimostrate, spesso, fecondi sfondi di attività criminali: omicidi, rapine, sequestri. Se osserviamo la storia della Sardegna postunitaria, risulta evidente quanto le politiche governative nazionali relative alla distribuzione dei terreni abbiano danneggiato le comunità rurali e le fasce di popolazione più povere, che si videro sottratte intere aree boschive a vantaggio delle imprese del Regno. Secondo la versione barbaricina, dunque, il reato nasce da uno stato di necessità derivante dalla vita economica precaria del mondo agro-pastorale isolano, che vedeva nel sequestro una diretta rivalsa politica; per questo motivo, i banditi erano considerati, a differenza delle forze dell’ordine, degli eroi e non dei criminali.
In Sequestro di persona, infatti, è la polizia che, facendo fuoco sul mezzo dei rapitori di Francesco, uccide inconsapevolmente il ragazzo. Se Cristina, lascia intendere la sceneggiatura, non avesse allarmato gli agenti, Francesco sarebbe ancora vivo. Questa scelta narrativa – da più punti di vista discutibile – fa tornare alla memoria la vicenda di Farouk Kassam, il bambino di origini egiziane, catturato nel 1992 e liberato grazie all’intercessione di Graziano Mesina, il più famoso bandito sardo dell’epoca. Ciò che accade sull’isola può essere risolto solo dai suoi abitanti: non sono ammesse intromissioni di agenti esterni.
Cristina fa fatica a comprendere e condividere queste dinamiche: lei, sull’isola, rappresenta l’altro, il diverso, il nemico, il Continente; lo stesso Continente che troppo spesso ha dimenticato e continua a dimenticare l’intera popolazione sarda. Se lo Stato – e i suoi rappresentanti – si percepiscono lontani, quando si avverte l’esigenza di giustizia si può far ricorso all’unico potere che si conosce: la vendetta. Quando il Continente obbliga la sua presenza l’esito che ne deriva è, in alcuni casi, catastrofico: il Continente/Cristina che agisce, condanna e reprime un popolo, senza conoscerlo, sta solo prevaricando sulla sua libertà.
Nello stesso anno di uscita del film, con la legge n. 755 del 27/10/1969 venne istituita una Commissione Parlamentare d’Inchiesta sui fenomeni della criminalità in Sardegna per comprendere – e non più solo per giudicare – ciò che in quegli anni stava turbando le vite di molti abitanti dell’isola, che si ritrovarono carnefici e vittime delle loro stesse azioni.



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