Di Luisa Minichiello
L’aumento della criminalità, parallelamente a una maggiore alfabetizzazione, portò ad un crescente interesse per i casi penali tanto che tra il XVII e il XIX secolo, in Inghilterra, si sviluppò un fiorente mercato dell’editoria criminale.
Processi, storie di crimini e delinquenti, esecuzioni capitali, contribuirono a una serie di pubblicazioni ad opera di stamperie specializzate in questo tipo di letteratura, il cui profitto dipendeva prevalentemente dalla tempestività con cui riuscivano a diffondere le notizie. In questo modo, veniva assicurata la conoscenza dei dettagli del caso, a volte anche molto scabrosi, delle persone coinvolte, della storia degli imputati.
Queste biografie criminali divennero, al tempo stesso, una forma di intrattenimento e di lezioni morali, affinché quanto narrato fungesse da monito per i lettori. Durante le esecuzioni pubbliche, si diffusero i Broadsides, si trattava di grandi fogli di carta stampati su un solo lato, contenenti un’illustrazione cruda del crimine o un ritratto del criminale che stava per essere giustiziato, o ancora una xilografia del luogo dell’impiccagione, accompagnata da un resoconto del reato e del processo nonché la presunta confessione del reo, posta in forma di versi per mettere in guardia il lettore contro un destino affine.
Questa letteratura da strada – così chiamata perché fu pensata per la classe medio-bassa del popolo a cui era venduta per strada a un penny o anche meno – era nota con il nome di Last Dying Speeches (ultime parole in punto di morte) o Bloody Murders (sanguinosi omicidi).
Prima dell’esecuzione, infatti, si concedeva al condannato il diritto dell’ultima parola: il popolo era curioso di conoscere i suoi pensieri mentre si avvicinava alla morte ed era anche un modo per pentirsi dei propri peccati e presentarsi di fronte a Dio con la coscienza pulita.
Probabilmente, questa occasione offerta al reo aveva anche lo scopo di legittimare quel sistema di giustizia agli occhi degli spettatori, posto che generalmente i condannati accettavano la loro sentenza di morte, anche se alcuni si dolevano di come era stato trattato il loro caso mentre altri dichiaravano di essere innocenti e, quindi, di essere condannati per un crimine che non avevano commesso.
Per i reati che avevano suscitato maggiore scalpore nell’opinione pubblica, spesso venivano pubblicate più versioni: prima dell’esecuzione per denunciare il fatto ed annunciare la condanna al patibolo e una successiva – nota col nome di Dying Behavioru (comportamento durante la morte) – per aggiornare sugli sviluppi del caso o sulla persona del colpevole, o per illustrare la scena del crimine.
La Harvard Law School Library ha raccolto oltre 500 Crime Broadsides, che comprendono esecuzioni per reati quali rapina, incendio, stupro, omicidio, tradimento, aggressione e contraffazione, il cui processo si è celebrato nell’Old Bailey, il tribunale penale situato nel centro di Londra. Ne ha poi digitalizzato l’immagine ed il testo e pubblicato l’intera collezione sul suo sito [1], rendendone il contenuto liberamente accessibile e facilmente consultabile con una ricerca strutturata attraverso parole chiavi (tipo di crimine, nome del giudice, del reo, della vittima, città, anno, età…).
[1] Il materiale è consultabile al seguente link: http://broadsides.law.harvard.edu/home.php





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