
Febbre alta, tosse, naso che cola e occhi arrossati. Piccole macchie bianche all’interno della bocca ed un rash cutaneo rosso che in genere appare prima sul viso per poi diffondersi su tutto il corpo. Il morbillo, malattia infettiva altamente contagiosa, torna a far paura. Secondo una Circolare del Ministero della Salute, infatti, la diffusione di questa grave patologia sarebbe in costante e preoccupante aumento.
L’epidemia di morbillo nel nostro Paese ormai rappresenta una realtà da non sottovalutare, basti pensare che in Europa siamo secondi solo alla Romania per numero di persone contagiate. Dall’inizio dell’anno al 26 marzo 2017, l’Istituto Superiore di Sanità ha registrato oltre 1000 casi di contagio e, a conferma delle preoccupazioni degli esperti sul calo delle vaccinazioni, il 90% dei soggetti colpiti non era vaccinato. L’età media dei contagiati è di 27 anni: il 57% dei casi riguarda la fascia di età 15-39 anni, mentre il 6% si riferisce ai bambini al di sotto di un anno, quindi troppo piccoli per essere vaccinati. Dato ancor più allarmante è il grande numero di operatori sanitari contagiati, 113 i casi in tutta Italia, a testimoniare l’assoluta gravità della situazione e la necessità di promuovere con forza l’offerta attiva della vaccinazione, non solo nei confronti del target indicato nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale ma anche rispetto a tutti gli altri soggetti suscettibili di infezione.
Sono 13 i casi di morbillo rilevati nel territorio di competenza dell’ASL di Caserta, dal 1 gennaio al 4 maggio di quest’anno, e addirittura in 12 sono stati ricoverati in ospedale. L’età media dei contagiati è di 20 anni e la mediana 25, tutti i soggetti non erano stati vaccinati.
Il Ministero della Salute, quindi, ha chiesto espressamente all’Azienda sanitaria locale di valutare lo stato immunologico dei contatti nei confronti del morbillo, pregressa malattia o vaccinazione con due dosi; offrire il vaccino in maniera fortemente pro-attiva a tutti i soggetti a rischio; e allontanare i soggetti suscettibili, anche se appena vaccinati, dal posto di lavoro fino al termine del periodo di sorveglianza. La mano dura del Ministero si è resa necessaria sia per l’esponenziale aumento dei contagi sia per l’inquietante crescita del numero di genitori che decidono di non sottoporre i propri figli alle vaccinazioni obbligatorie.
A tal proposito, va rimarcato che presso i Centri Vaccinali dell’ASL di Caserta è disponibile il vaccino del tipo trivalente (MPR), utile pure alla prevenzione della parotite epidemica e della rosolia, che può essere somministrato a qualsiasi età e anche a persone che abbiano già superato una delle tre malattie naturali. E’ bene ricordare, infatti, che la vaccinazione di persone già immuni non aumenta il rischio di effetti collaterali né di reazioni avverse.
Nonostante in provincia di Caserta non siano stati registrati casi di contagio a carico di operatori sanitari per i quali la vaccinazione è raccomandata e gratuita, di recente tutti gli ospedali sono stati invitati a verificare lo stato di protezione vaccinale dei propri dipendenti. L’epidemia di morbillo è legata alla presenza di soggetti suscettibili perché non vaccinati nei loro primi anni di vita, per questo è di fondamentale importanza sfruttare tutte le occasioni utili, come ad esempio un viaggio all’estero in Paesi a rischio infezione, per recuperare la protezione.
Chi lavora per gran parte della giornata in ospedale o ambulatorio facilmente può trasformarsi in “sorgente di infezione”, favorendo il propagarsi della patologia, per questo è opportuno che nei luoghi di cura vengano adottate tutte le misure necessarie a far sì che un nosocomio non si trasformi in un luogo di contagio.
Partendo dal presupposto che la profilassi personale andrebbe inserita tra i doveri deontologici di chiunque lavori a contatto con molte persone, il Ministero della Salute sta pensando di intervenire con misure drastiche come l’introduzione delle vaccinazioni obbligatorie per i dipendenti pubblici come elemento contrattuale. Solo un’elevata copertura vaccinale, infatti, può garantire alla popolazione sia la prevenzione che il controllo di malattie tanto pericolose da portare in alcuni casi addirittura alla morte.



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