
Di Lara Vanni
Il mondo dell’esoterismo è misterioso: si può credere o meno a ciò che racconta, ma di certo non si può ignorare, soprattutto quando leggiamo fatti di cronaca raccapriccianti legati a questa realtà. Quanto male si crede possa fare una semplice tavoletta di legno su cui sono incise le lettere dell’alfabeto?
Innocua o meno, esiste il diabolico gioco dell’ Oui-Ja: è un vero e proprio rituale, tramite il quale si dice sia possibile mettersi in contatto con i defunti, con entità paranormali, o addirittura con i demoni. È una tavoletta inventata nel 1901 da Elijah Jefferson Bond (1847 – 1921): egli stesso dichiarò che la parola Oui-ja significherebbe sfortuna. Manly P. Hall, famoso occultista del XX secolo e fondatore della Philosophical Research Society, ha dichiarato:
Negli ultimi anni, ho avuto notevoli esperienze personali con persone che hanno complicato la loro vita attraverso giochi con la tavoletta Oui-Ja. Su cento casi, almeno novantacinque raccontano di brutte esperienze: so di famiglie spezzate, estraniate ed anche di suicidi che possono essere ricondotti direttamente a questa fonte.
Suggestione, realtà, paranormale, fenomeni esteriorizzati dalla coscienza: storie che forse sono legate alla famigerata tavoletta di legno, storie di sangue, orrore, delitti reali. Alcuni casi sono noti, soprattutto per la loro crudeltà. Ricordiamo, per esempio, il caso di Jennifer Lynn Springman: Jennifer ha 14 anni ed abita in un piccolo paese dell’Illinois, è sempre stata affascinata da storie di fantasmi, anche se facilmente impressionabile. Nel dicembre del 1972, insieme ad una compagna di classe, a casa sua inizia a giocare con la tavoletta Oui-Ja. Inizialmente, le due ragazzine fanno le domande più comuni alla tavoletta come: Chi sarà il mio futuro fidanzato? o Mi sposerò?. Poi, la compagna di Jennifer chiede:
A che età morirà Jennifer?
Si dice che le due ragazze abbiano visto il puntatore muoversi prima sul numero 1 e poi sull’ 8. Ridono di questa risposta, ma la curiosità è molto forte, Jennifer chiede: Come?. La scritta che compare è agghiacciante: Assassinio. A questa risposta, le due giovani smettono immediatamente di giocare.

Negli anni successivi nessuna delle due pensa più a questa storia fino al 1976, quando, due settimane prima del suo diciottesimo compleanno, Jennifer viene strangolata brutalmente da uno sconosciuto mentre sta tornando a casa: il caso non è mai stato risolto.
Ricordiamo, inoltre, il caso di Ellen Schalchlin (41 anni) e della figlia Elizabeth (13 anni) che vengono accoltellate in casa, pochi giorni prima di Natale. Un caso che sconvolge i cittadini di West Richland. Gli uomini dello sceriffo arrestano Joshua Tucker (16 anni) ed il figlio della vittima, Don Schalchlin (15 anni), come complice di questo delitto efferato. Tucker afferma di essere stato a casa degli Schalchlin quel giorno e che, insieme a Don, aveva utilizzato la tavoletta Oui-Ja. Fra le tante domande fatte, scherzando, Don aveva chiesto:
Joshua diventerà un serial killer?
Alla risposta affermativa del puntatore, si dice che Joshua abbia cominciato a dire cose strane, a parlare da solo. Esce dalla camera e si dirige in cucina: preso un coltello, aggredisce alla gola Elizabeth che stava parlando al telefono con un’amica. I due ragazzi nascondono il corpo della giovane dietro una parete provvisoria e cercano di pulire il sangue; poi aggrediscono la madre colpendola per ben 90 volte. I due vengono trovati dallo sceriffo, seduti in macchina e completamente coperti di sangue. Durante le indagini Joshua afferma di aver ricevuto l’ordine di uccidere da Satana.


L’ultimo caso, sconvolgente e misterioso, è quello di Estefania Gutierrez Lazaro. Tutto ha inizio nel 1990 a Vallecas in Spagna. Estefania è una ragazza di 18 anni che ha appena perso il fidanzato in un incidente stradale. Non riuscendo a superare questa perdita, un giorno, in un’aula vuota della sua scuola, insieme ad un’amica, prova a comunicare con il suo defunto ragazzo attraverso la tavoletta Oui-Ja. Un’insegnante le scopre costringendole a interrompere bruscamente la seduta, le caccia fuori dall’aula e rompe la tavoletta.
Da quel giorno, cominciano a verificarsi eventi misteriosi e inquietanti: Estefania inizia ad avere episodi di forti convulsioni e di stati alterati di coscienza, dice di vedere un gruppo di persone alte, magre, che si muovono nel buio della sua stanza, la chiamano e la invitano a seguirli. Anche i familiari della ragazza sostengono di sentire rumori sospetti nel cuore della notte e suoni spaventosi durante il giorno: dicono di sentirsi osservati da qualche entità misteriosa. Nei mesi successivi Estefania viene visitata da molti medici, ma nessuno di loro riesce a fare una diagnosi precisa finché la ragazza, logorata fisicamente e mentalmente, entra in coma e viene ricoverata il 14 agosto 1991. Morirà poco tempo dopo.
In seguito alla morte della giovane, la famiglia comincia a vivere un vero e proprio incubo: in casa cominciano ad aprirsi e chiudersi le porte, i crocifissi si staccano con violenza dalle pareti, sentono voci durante la notte e le presenze diventano sempre più invadenti e violente. Talvolta al mattino la famiglia trova i muri graffiati e i mobili spostati di vari metri.
Una notte questi fenomeni diventano talmente violenti che la famiglia Gutierrez decide di chiamare la polizia: escono in strada alle 2 di notte. Gli agenti entrano in casa e vengono travolti da diversi eventi paranormali, tutti documentati nel loro rapporto: la temperatura all’interno della casa è molto bassa, vedono crocifissi ruotare, quadri che si muovono da soli, segni di graffi sui muri e in corridoio una presenza oscura, molto alta. Escono terrorizzati da quella casa. La famiglia trova una foto di Estefania, scaraventata a terra con estrema violenza: la parte interna è bruciata.




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