Un detenuto, che sconta la pena nel carcere catanese di Bicocca, ha denunciato all’Associazione Consumatori un episodio ai limiti della realtà: la sua casa sarebbe stata messa all’asta e venduta, senza fornire adeguate informazioni e ad un prezzo irrisorio, dalla banca presso la quale aveva acceso un regolare mutuo.
Il carcerato sostiene che le procedure di vendita sono state avviate quando era in cella già da due anni e non era più in grado di pagare la rata mensile di 400 euro.
Nella mia vita ho sbagliato – scrive nella lettera – e ancora oggi sto pagando il mio debito con le leggi dello Stato Italiano, quello stesso Stato che consente a una banca di togliere a un individuo in sua forzata assenza il sangue dalle vene e forse anche la dignità.
Ora tocca al Codacons che ha già annunciato che presenterà un esposto alla Procura della Repubblica “affinché sia accertato l’episodio e verificato il rispetto delle procedure e delle dovute garanzie nella vendita dell’immobile”.


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