Sembrava fosse amore, invece era una truffa. Ne è convinto Daniel Simone, giornalista americano che sta completando il libro sulla vita in carcere di Charles Manson, “The Retrial of Charles Manson”. Simone avrebbe scoperto le carte della giovane Afton Elaine Burton, soprannominata Star, che voleva sposare il criminale ottantenne, passato alla storia per il massacro dell’attrice Sharon Tate, la compagna incinta del regista Roman Polanski.
Secondo il reporter, l’idea di Afton Elaine, d’accordo con l’amico Craig Hammond, sarebbe stata quella di avviare un business turistico attorno al cadavere di Manson: una volta arrivata l’ora dell’ottantenne, la giovane moglie avrebbe esposto la salma in un mausoleo in plexiglass, in California, a disposizione dei turisti che, pagando il biglietto, avrebbero potuto vedere il cadavere ed organizzare tour a tema.
Ma Manson si è accorto che lo stavano prendendo in giro.
Proprio oggi scade la licenza matrimoniale, che era stata richiesta e rilasciata tre mesi fa. La coppia aveva tempo 90 giorni per sposarsi, secondo le leggi della California che autorizzano il detenuto al matrimonio in carcere. La Burton ha dichiarato, invece, che per ora le nozze sono state impedite da problemi “logistici”.
Manson non era mai stato davvero d’accordo e fin dall’inizio aveva assicurato che quei progetti erano «un mucchio di spazzatura». Aveva già rifiutato di sottoscrivere la delibera, che Afton e l’amico volevano fargli firmare da tempo, per autorizzare i due a disporre del suo cadavere dopo la morte. Così Star e Craig avevano ripiegato sulla proposta di matrimonio. Anche il figlio di Manson aveva sentito puzza di bruciato e, alla notizia delle nozze, aveva dichiarato ai giornalisti che la giovane stava solo cercando di appropriarsi dell’immenso patrimonio del padre, ricavato dalla vendita di gadget ed opere d’arte.


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