
Mario Cerciello Rega: Amore!
Moglie: Dimmi…
Mario Cerciello Rega: Faccio tardi… Hanno aggredito una persona, andiamo ad aiutarla.
Moglie: Va bene… Ti aspetto, stai attento!
Mario, che è successo?
Come è stato possibile?
Ti eri appena sposato… E oggi arrivi così, come un pugno in faccia, a ricordarci che la vita e’ una, a ricordarci che nel nostro lavoro si MUORE….
Abbiamo giurato assieme, siamo diventati Carabinieri,
e fino ad oggi, seppure in città diverse, abbiamo svolto insieme il Nostro lavoro…No, non doveva andare così…
Quando muore un collega, una parte di noi se ne va togliendoci per sempre quella capacità di respirare.
Quando muore un collega, capisci che cosa vuol dire avere un amico e quanto è importate lasciarsi bene con tutti perché non sai mai quando sarà il tuo momento.
Quando muore un collega, ripercorri il tuo passato con lui ed ecco che vengono pensieri belli, ricordi di un viso sorridente.
Quando muore un collega, capisci che fai un lavoro simile a nessun altro.
Quando muore un collega non hai tempo di stare male perché al prossimo intervento, alla prossima rissa, devi andare.
Quando muore un collega, non vuoi piangere per non togliere le lacrime ai suoi cari o in fondo per non dirti che potevi esserci tu.
Quando muore un collega, TUTTO VIENE MESSO IN DISCUSSIONE, ma poi tutto rimane fermo, quasi immobile.
Quando muore un collega…
Non dovrebbe morire così, NESSUNO DI NOI!
(Al Vice Brigadiere Mario Rega Cerciello, da un collega Paricorso)



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