
Il 24 Giugno 1995, al termine di un inseguimento in auto, gli agenti della Direzione Investigativa Antimafia arrestano a Palermo il capomafia Leoluca Biagio Bagarella, considerato l’erede di Totò Riina all’interno di Cosa Nostra e simbolo della mafia stragista. Il boss corleonese, soprannominato Don Luchino, viene fermato in Corso Tukory, affollata via di Palermo che collega la Stazione Centrale al campus universitario.
Gli inquirenti individuano il boss mafioso grazie ad un suggerimento del collaboratore di giustizia Tullio Cannella, che consiglia di seguire il suo “autista”, Antonio Calvaruso detto Tony, titolare di un negozio di abbigliamento, che viene arrestato e in seguito comincia a collaborare con la giustizia. Da allora Bagarella è sottoposto al 41 bis, il regime del carcere duro.


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