Nel 1953, Enrico Mattei viene nominato presidente dell’Ente Nazionale Idrocarburi (ENI). Deve smantellare l’Agip, ma decide di dare nuovo impulso alle trivellazioni. Trova il metano in Val Padana ed il petrolio in Emilia, a Cortemaggiore.
Nel 1956, finanzia la nascita del quotidiano Il Giorno. Ha molti nemici: esponenti delle correnti centriste della Democrazia Cristiana, di Confindustria e dell’Eni. È osteggiato anche dalle Sette Sorelle, le più grandi compagnie petrolifere del mondo, per i suoi accordi con il Medio Oriente e per la sua politica filosovietica.
Il 27 ottobre del 1962, è a bordo del Morane Saulnier partito da Catania e diretto a Milano Linate. Il velivolo precipita a Bascapè, in provincia di Pavia. Con Mattei, muoiono il pilota Irenio Bertuzzi ed il giornalista William McHale, inviato del Time.
Le indagini accreditano la tesi dell’incidente, ma le perizie indicano anche una seconda pista: una bomba. La prima inchiesta viene chiusa a Milano nel 1966, ma nel 1994 la procura di Pavia riapre il caso. Secondo il boss Tommaso Buscetta, la mafia americana avrebbe chiesto a Cosa Nostra di eliminare Mattei nell’interesse delle compagnie petrolifere americane. I giudici decidono di archiviare il caso nel 2005 come sabotaggio, ma mancano le prove sui mandanti.
Un altro mistero riguarda la scomparsa, il 16 settembre 1970, del giornalista de L’Ora di Palermo, Mauro de Mauro che stava indagando sulla morte di Mattei. Il corpo non viene trovato, ma Buscetta indica i nomi degli assassini, affiliati a Cosa Nostra.



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