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Ti trovi qui: Home / Delitti & Biografie Criminali / L’Omicidio di James Bulger, il delitto che sconvolse l’Inghilterra e il Mondo intero

L’Omicidio di James Bulger, il delitto che sconvolse l’Inghilterra e il Mondo intero

29 Giugno 2020 da Webmaster 3 commenti

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Di Nunzia Procida

C’è una foto che negli Anni ’90 ha fatto il giro del mondo ed è stata capace, nonostante i colori poco nitidi e le immagini sgranate, di trasmettere non solo tutto il dolore di un dramma che da lì a poco si sarebbe consumato ma anche il fallimento di un’intera società: due bambini di età diversa che, mano nella mano, si dirigono fuori da un centro commerciale per non farvi rientro mai più.

Alle ore 16.00 del 12 febbraio 1993, all’interno del Centro Commerciale New Strand di Bootle, la mamma di un bambino di due anni, James Bulger, denunciò la sua scomparsa. Quel giorno il piccolo si trovava in compagnia di sua madre Denise nel consueto giro di spese quotidiane: mentre passeggiavano la donna entrò in un negozio lasciando per pochi minuti la mano di James che, spinto dalla curiosità di toccare tutto e osservare i giocattoli nelle vetrine, si mise a gironzolare tra i negozi.

Quello stesso giorno, però, due bambini – Jon Venables e Robert Thompson – marinarono la scuola e si recarono nello stesso centro commerciale per rubare vari oggetti: caramelle, un orsetto, delle pile, della vernice blu. Successivamente si misero a giocare con dei soldatini sulle scale mobili, ma ben presto furono ripresi e allontanati. Così uno dei due propose all’altro di rapire un bambino. In un primo momento, fuori dal centro commerciale, tentarono di avvicinare un bimbo di 2 anni che giocava con la sorellina ma furono dissuasi dalla presenza della madre.

Alle 15.40 Jon e Robert rientrarono nel centro commerciale; in quel momento, James Bulger si trovava in prossimità di una macelleria mentre sua mamma ordinava delle costolette d’agnello. Fu allora che i due si avvicinarono e poco dopo, prendendolo per la mano, riuscirono a far sì che James li seguisse all’esterno. Alle 15.42, quando sua madre uscì dalla macelleria, si accorse della scomparsa del piccolo e da lì cominciò il suo incubo.

Usciti dal centro commerciale, camminarono per 4 km incrociando 38 persone, che chiesero loro chi fossero e dove stessero andando poiché James piangeva e continuava a chiamare la mamma. Ad alcuni risposero di essere fratelli, ad altri che stavano accompagnando il piccolo in una stazione della polizia locale. In realtà, Jon e Robert portarono James in prossimità di un canale e lì, secondo la testimonianza del primo, Robert iniziò a scherzare sulla possibilità di gettarvici il piccolo. Uno dei due lo fece cadere, provocandogli una ferita sulla fronte, che coprirono con il cappuccio del giubbotto di Jon prima di dirigersi verso il paese.

Trascinarono il piccolo nei pressi della stazione ferroviaria ed uno dei ragazzini gli gettò sul viso la suddetta vernice blu. Iniziarono a colpirlo con dei sassi e una sbarra d’acciaio pesante 10 kg. Il bimbo, ormai a terra e pieno di ferite, fu preso più e più volte a calci. Prima in bocca e poi nel retto gli furono messe le pile prese al centro commerciale. Robert gli abbassò i pantaloni, gli manipolò i genitali e gli diede ancora una pedata in pieno volto così forte che l’impronta rimase impressa fin dopo il ritrovamento del corpicino.

Prima di scappare, lasciarono James – forse ancora vivo – sui binari ferroviari, coprendogli la testa con dei sassi, sperando che un treno lo investisse e la sua morte sembrasse accidentale. Poco dopo che gli aggressori si erano allontanati dal luogo del delitto, un treno tranciò in due il corpo del bambino che fu ritrovato due giorni dopo, il 14 febbraio. La scena del crimine, ancora oggi, è tra le più strazianti della storia: il caso di James Bulger sconvolse l’Inghilterra e il mondo intero; non solo per le atrocità subite dalla vittima, ma anche perché a commettere il crimine erano stati due bambini di poco più di 10 anni.

Si riuscì a risalire ai colpevoli mediante le immagini delle telecamere di sorveglianza del centro commerciale: i due bambini – entrambi provenienti da famiglie multiproblematiche – furono interrogati, arrestati e processati. Il processo, svoltosi per motivi di ordine pubblico davanti alla Corte di Preston ad una quarantina di chilometri da Liverpool, durò 17 giorni: secondo la giuria i due ragazzi non solo avevano rapito ed ucciso Bulger, ma erano anche perfettamente coscienti della gravità delle loro azioni e, dunque, secondo la legge inglese, penalmente imputabili.

Durante l’interrogatorio, gli assassini si accusarono vicendevolmente dell’omicidio; ma a destare interesse e perplessità furono gli atteggiamenti di Thompson che piangeva in maniera platealmente falsa, dimostrandosi freddo ed emotivamente distaccato dagli eventi. La sua giustificazione fu:

Se avessi voluto uccidere un bambino, avrei potuto uccidere mio fratello.

Il 24 novembre 1993 i ragazzini furono giudicati colpevoli e condannati alla prigionia in un carcere minorile per almeno 10 anni; il giudice dispose che i loro nomi dovessero essere rivelati in ragione dell’entità del crimine e del suo effetto sull’opinione pubblica. Nell’ottobre del 2000, premiando la buona condotta in carcere dei due baby killer e il rimorso mostrato negli anni di detenzione, la sentenza scese a 8 anni e nel giugno del 2001 Jon e Robert furono rilasciati con una nuova identità segreta. Nel 2010 Venables è tornato sotto i riflettori della Giustizia per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

© Riproduzione riservata

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Commenti

  1. Maria dice

    15 Ottobre 2021 alle 20:28

    Scusate ma la colpa esclusivamente è uno di tutti gli adulti è chi commenta si vergogni, perché due bambini di 10 anni per fare tali azioni terribili ed atroci perché qualcuno li ha fatto molto male dunque capisco l’ignoranza del popolo putroppo empatici è intelligenti. Nel mondo c’è né davvero pochi tolto il mio parere è una storia atroce, dove c’è una dinamica si colpa alle istituzioni americane ché hanno permesso ché due creature di pochi anni diventassero dei killer è poi una mamma distratta dove non era attenta a guardare un neonato di soli 2 anni abbiate pazienza vergogna a tutti gli adulti. Buona vita ha chi giudica con superficialità di un asino

    Rispondi
  2. Stefano Cattaneo dice

    30 Giugno 2020 alle 0:51

    Spero che i due piccoli mostri paghino per sempre!

    Rispondi
    • Maria dice

      15 Ottobre 2021 alle 20:29

      Lei ha davvero una intelligenza inferiore è dal suo basso commento si capisce si vergogni la colpa esclusivamente di adulti!!!!!!!

      Rispondi

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