
Fiumi d’inchiostro sono stati versati su una delle vicende di cronaca più efferate dell’ultimo decennio: la Strage di Erba. Nonostante tre gradi di giudizio abbiano condannato all’ergastolo Olindo Romano e Rosa Bazzi, una buona parte degli addetti ai lavori – così come dell’opinione pubblica – continua a nutrire dubbi in merito alla colpevolezza di entrambi.
C’è un dettaglio, infatti, che molti sembrano ignorare. Quando i soccorritori fecero irruzione nel palazzo di via Diaz, sentirono Valeria Cherubini – moglie di Mario Frigerio – gridare disperatamente aiuto. Le urla provenivano dalla mansarda della coppia. La via verso quell’appartamento era bloccata dal fumo, di conseguenza i soccorsi furono impossibilitati a raggiungere la donna, rimanendo bloccati sulle scale. La signora Cherubini fu uccisa proprio in casa sua, ma se gli assassini fossero stati Olindo e Rosa di certo avrebbero dovuto attraversare quelle stesse scale, incrociando i soccorritori.
Le tracce ematiche conducevano ad un terrazzino dal quale gli assassini – dopo aver ucciso la donna – fuggirono. Le sentenze, invece, hanno stabilito che la Cherubini non fu assassinata nella sua mansarda. Stando agli atti, una donna che aveva subito 43 colpi di fendente sul corpo, 8 colpi al cranio e una recisione della lingua, avrebbe attraversato, in quelle condizioni così critiche, una rampa di scale e – giunta in mansarda – con la lingua recisa, avrebbe poi urlato aiuto. Un particolare non trascurabile.
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