Titolo: Scudo con testa di Medusa
Autore: Caravaggio
Dimensioni: 60×55 cm.
Tecnica: olio su tela
Ubicazione: Galleria degli Uffizi, Firenze
La Medusa venne sottoposta a restauro (conclusosi nel 2002), dopo l’attentato del 1993 in via dei Georgofili, nei pressi degli Uffizi, in conseguenza del quale aveva riportato danni strutturali di minima entità, ma che ne avevano compromesso il già precario stato di conservazione.
Il restauro ha permesso di approfondire il valore dell’opera, che rientra nella tradizione degli scudi da parata cinquecenteschi. Dalle analisi è stato accertato che il pittore utilizzò una rotella dell’epoca. La testa della Gorgone era infatti una delle immagini più utilizzate su questa particolare tipologia di scudi.
Lo scudo dipinto da Caravaggio è un saggio stimabile delle capacità ottiche del pittore, che riesce ad annullare gli effetti della convessità del supporto. La luce, proveniente dall’alto, proietta l’ombra della testa sul fondo verde dello scudo. L’osservatore ha dunque l’impressione che l’ombra venga proiettata su di un fondo concavo e quindi che la testa vi fluttui sopra. Il volto della Medusa è colto nel momento dell’urlo, scaturito dall’improvviso taglio della testa dalla cui base sgorga un fiotto di sangue.
Gli occhi spalancati ed allucinati, la tensione del corrugamento della fronte, la bocca spalancata che mostra i denti e il fondo oscuro dell’interno, sono esaltati dalla luce calda e improvvisa. La luce evidenzia anche l’orrore prodotto dalla capigliatura di serpi.



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