Il negoziatore deve scegliere accuratamente le parole, il tono e il modo con cui rivolgersi al sequestratore; adattare la conversazione al livello culturale dell’interlocutore; parlare piano e in tono pacato; porre domande chiare e semplici.
Sarà comunque indispensabile evitare:
- i movimenti che possano insospettire l’avversario;
- sollecitare le richieste;
- offrire qualsiasi cosa;
- concedere più di quanto richiesto;
- rispondere negativamente alle richieste senza offrire spiegazioni e, soprattutto, offrire qualcosa senza ottenere nulla in cambio.
Ma veniamo agli argomenti che sono negoziabili, quelli che, cioè, ne costituiscono l’oggetto:
- luce e riscaldamento;
- cibo e bevande, purché non siano alcoliche;
- denaro;
- rilascio di ostaggi;
- richiesta di mezzi di trasporto;
- pubblicità.
Alcuni beni e argomenti che non possono costituire oggetto di trattativa sono:
- lo scambio di ostaggi;
- il rilascio dei detenuti;
- la richiesta di armi;
- le bevande alcoliche.
Inoltre non possono costituire oggetto della negoziazione: beni e argomenti che potrebbero essere utilizzati come ulteriore mezzo di ricatto; qualsiasi scambio che possa incentivare l’emulazione da parte di altri gruppi delinquenziali o soggetti che gravitano in ambito malavitoso; utilizzare un negoziatore che non sia uno specialista.
Tratto da “Operare in situazioni complesse” di Massimo Picozzi, 2014.


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