Di Francesco Stancapiano
La domanda di sicurezza cresce a tutti i livelli, dalle case private alle attività commerciali, dagli uffici alle grandi infrastrutture, dalle strade cittadine ai grandi eventi.
Le aziende rispondono con nuovi prodotti sempre più tecnologici e sofisticati, proponendo soluzioni che hanno spesso anche nel design il loro punto di forza. Si caratterizzano per la semplicità d’uso e in molti casi non richiedono investimenti elevati.
Secondo gli ultimi dati del Censis, i furti in abitazione commessi nell’ultimo anno sono 689 al giorno: 29 ogni ora, uno ogni due minuti. Per questo motivo, in fiera trovano grande spazio sistemi senza fili che controllano porte e finestre, videocitofoni intelligenti, telecamere dal design gradevole e facilissime da usare, sistemi di allarme che comunicano con noi attraverso le App. Si diffondono anche le mini-telecamere IP, utili per controllare che la casa sia al sicuro, ma anche per monitorare da lontano i nostri amici animali o verificare che i parenti anziani stiano bene. E ancora sistemi di allarme antintrusione per spazi aperti attorno alle abitazioni. Sono queste le soluzioni più gettonate, installabili a seconda delle esigenze di ogni utente. Coniugate sempre più spesso a sistemi “domotici”, offrono il miglior controllo anche in termini di risparmio energetico e gestione delle fonti luminose e del riscaldamento, ma anche dell’intrattenimento domestico, oltre che di finestre e ingressi, trasformando la sicurezza in una nuova dimensione del comfort.
Allarme che non preoccupa solo le famiglie, ma anche i negozi. Fenomeno che colpisce il retail non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Secondo gli ultimi dati del Barometro mondiale dei furti nel retail promosso da Chekpoint System, infatti, nel 2014 il costo delle differenze inventariali per furti e frodi è stato di 96 miliardi di euro, contro gli 88,6 dell’anno precedente. Si tratta di perdite che includono i furti (subiti per mano di clienti, criminali o dipendenti), le frodi dei fornitori e gli errori amministrativi e che rappresentano, in media, una percentuale pari all’1,29% delle vendite retail.
L’Italia non fa eccezione: nel nostro Paese, le differenze inventariali corrispondono a un valore di 3,1 miliardi di euro di perdite annue per gli esercenti, che si tramutano in una maggiore spesa di circa 94 euro a persona. Per difendere al meglio il settore commerciale, a Sicurezza 2015 sono stati proposti telecamere a circuito chiuso, sistemi di allarme e antintrusione, nebbiogeni, sistemi antitaccheggio, casse automatiche, ma anche innovativi strumenti per la gestione del denaro.
Per ovviare ai nuovi crimini , se cosi possiamo definirli, le aziende hanno risposto applicando le più moderne tecnologie alla sicurezza. Dal riconoscimento facciale nei punti sensibili (aeroporti, luoghi di pubblico interesse, musei) ai body scanner (una sorta di RX portatile).
Molte solo le aziende che operano in tale settore , poche le eccellenze. La tecnologia compie ormai passi da giganti e il dubbio chiama all’attenzione l’etica: rinunciare alla privacy a vantaggio della sicurezza o vivere meno sicuri, tutelando il diritto alla riservatezza?



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