
Di Luigi Cavallo
Investigare su un delitto collegato al satanismo richiede particolari doti di osservazione e studio della scena del crimine. Chi si approccia ad una situazione del genere deve sempre tener conto della distinzione tra satanismo acido e satanismo occultista, in quanto, ad un occhio non esperto, la scena del crimine può risultare senza alcuna differenza.
L’investigatore dovrà essere astuto e notare anche elementi che a prima vista potrebbero non essere collegati al satanismo, ma in realtà sono parte integrate della scena del crimine. A tal proposito è importante utilizzare la Symbolic Analysis di Perlmutter, ossia:
Un metodo per identificare l’autore (o gli autori) di un crimine sulla base dell’analisi della natura simbolica del reato e della modalità rituale in cui il delitto è stato commesso dagli aggressori. Vari aspetti delle credenze magiche o religiose del criminale (o dei criminali) possono infatti essere determinati esaminando la scelta delle azioni effettuate prima, durante e dopo la commissione del delitto. Queste informazioni vengono combinate con altre informazioni pertinenti e prove materiali, e poi confrontate con i simboli conosciuti, i rituali e le pratiche religiose o magiche attuate da persone appartenenti a particolari culture religiose o a gruppi religiosi alternativi, in modo da permettere agli investigatori di collegare i reperti recuperati sulla scena del crimine a specifici colpevoli e da attribuire i delitti commessi a uno dei vari tipi di omicidio rituale: sacrificio, assassinio rituale, assassinio millenaristico, omicidio inserito nell’ambito della guerra santa o delitto collegato all’iconoclastia. [1]
La prima analisi della scena del crimine viene definita “sopralluogo”, ovvero quel complesso di attività a carattere scientifico che ha come fine la conservazione dei luoghi, la ricerca e l’assicurazione delle cose e delle tracce pertinenti al reato, utili per l’identificazione del reo e/o della vittima, nonché per l’accertamento delle circostanze in cui esso si è realizzato, anche in relazione alla verifica del modus operandi e alla firma dell’autore del reato. L’evento criminoso, infatti, secondo la “Teoria dell’Interscambio” di Locard, si configura come il realizzarsi di un’interazione tra reo, vittima e ambiente attraverso la quale avviene un vero e proprio scambio di tracce tra i soggetti/oggetti.
Nei crimini satanici, l’accuratezza di tale analisi è ancora più importante per cercare di comprendere se un determinato crimine è realmente riconducibile ad una pista “satanista”. In queste situazioni così complesse, infatti, è molto semplice cadere in errore e giungere a conclusioni estremamente affrettate. Come precedentemente accennato, il primo passo da compiere, quando ci si approccia ad una scena del crimine apparentemente a sfondo satanico, è riuscire a capire con che tipo di satanismo si ha a che fare, perché normalmente si tende sempre a generalizzare. In questo caso è utile fare dei brevi cenni alle due categorie di satanismo più pericolose, il satanismo cosiddetto “acido” o giovanile, ed il satanismo “occultista”.
Con riferimento al satanismo acido, è importante ricordare che a questi piccoli gruppi aderiscono soprattutto adolescenti con problematiche principalmente collegate al nucleo familiare, è molto facile che un adolescente che abbia gravi problemi familiari o conflitti con se stesso, possa trovare conforto, e possa trovare nella setta satanica, una nuova famiglia. Il reclutamento dei giovani ragazzi avviene in maniera mirata attraverso il flirty fishing, una pratica di adescamento elementare messa in atto dalle adepte già inserite e consolidate all’interno della setta, infatti queste giovani ragazze avvicinano il mal capitato iniziando un vero e proprio corteggiamento che terminerà con l’accesso del giovane all’interno del gruppo, a quel punto il soggetto inizierà ad entrare in contatto con la setta che metterà in atto dei processi di indottrinamento molto rozzi per aumentare la permanenza del nuovo adepto. La manipolazione mentale del nuovo adepto si basa soprattutto sull’uso smodato di droghe sintetiche, proprio per questo tale gruppo viene definito “acido”, oltre a sistematici comportamenti orgiastici da parte di tutto il gruppo. Sotto il punto di vista penale i crimini commessi dalle sette sataniche giovanili sono molto cruenti, si parla infatti di dissacrazione di tombe, danneggiamenti di luoghi sacri, furti all’interno di chiese, soprattutto di ostie e oggetti ornamentali che verranno poi utilizzati durante le “messe nere”; in casi particolari si possono palesare anche omicidi rituali, uccisione di animali, stupri e istigazione a suicidio. Prima di concludere il discorso relativo alle sette acido-giovanili, è importante ricordare che gli adepti appartenenti a questi gruppi utilizzano l’adorazione di Satana come semplice scusante per il consumo droghe e per mettere in atto riti pseudo satanici.
L’analisi della scena del crimine, in base a quanto precedentemente affermato, risulterà essere estremamente disorganizzata. La scena è normale all’aperto, difficilmente questi gruppi utilizzano luoghi privati per mettere in scena i riti satanici, infatti proprio a causa della loro giovane età molto spesso non hanno a disposizione immobili da adibire a questi scopi, tutt’al più potranno utilizzare chiese sconsacrate oppure edifici abbandonati.
Gli elementi da prendere in considerazione su una scena del crimine all’aperto sono quindi:
- la presenza di pentacoli rovesciati all’interno di un cerchio, un particolare rilevante è la posizione della singola punta rivolta verso il basso, verso gli inferi;
- la presenza di murales occulti o di incisioni sulle cortecce degli alberi, si parla quindi del classico “666”, “Hail Satan”, vari tipi di blasfemie, ma anche la presenza di simboli e disegni particolari come il Bafometto, ossia il disegno di una testa di capra che spesso viene disegnato all’interno del pentacolo, oppure la “doppia croce infinita” che simboleggia la meschina attività del doppio gioco, la “croce di Nerone”, il classico simbolo della pace che in realtà ha un significato anti cristiano per i satanisti, e la “croce rovesciata” che non ha bisogno di spiegazioni;
- anche la presenza di resti di carbone o di fuochi spenti deve attirare l’attenzione dell’investigatore, infatti è utile effettuare una ricerca scavando sotto le tracce di fuochi spenti perché potrebbero essere seppelliti feticci umani, animali, o armi cerimoniali;
- se nelle immediate vicinanze della scena del crimine è presente una fonte d’acqua è importante effettuare un attento studio della zona circostante, l’acqua per i satanisti è considerata pura ed è possibile che questi l’abbiano inquinata.
- eventuale presenza di candele nere, ossa umane o animali e oggetti collegati al mondo dell’occulto.
Il satanismo occultista, a differenza del satanismo acido, ha alla base una vera e propria credenza dei suoi adepti nella figura di Satana, a questo gruppo aderiscono soprattutto persone adulte e ben inserite all’interno della società, si parla di imprenditori, medici, professionisti, i classici “insospettabili”. Questa tipologia di satanismo è tra le più pericolose a causa della segretezza dei sui membri, se infatti i satanisti acidi non si pongono il problema di essere riconosciuti, i satanisti occultisti fanno di tutto per mantenersi nell’ombra, proprio per non essere stigmatizzati in modo negativo dalla società. Questi adepti entrano in una setta satanica per un motivo specifico, la richiesta di beni materiali alle forze oscure, si parla del ben noto patto col diavolo, un rito che mette in atto chi vuole donare l’anima a Satana in cambio di benefici, sarà poi Satana a sottrarre l’anima dell’adepto in caso di morte o di grave pericolo, secondo la credenza. I satanisti occultisti vengono anche definiti “veri credenti” proprio per la loro devozione al diavolo; mettono in atto riti satanici ben strutturati e durante la messa nera utilizzano come altare il corpo nudo di una delle adepte, con cui il gran sacerdote alla fine della celebrazione avrà un rapporto sessuale, infatti le sette occultiste danno una grande importanza all’elemento della sessualità. Anche in questo caso sotto un punto di vista penale i reati perpetrati da questi soggetti sono molto violenti, si parla di omicidio rituale, torture, stupri, sequestro di persona, infanticidio e pedofilia.
I luoghi dove vengono messi in atto questi reati sono molto spesso al chiuso, i riti satanici avvengono spesso in grandi ville isolate o lontane da occhi indiscreti. La scena del crimine contiene alcuni elementi in comune con quella relativa alle sette acido-giovanili, soprattutto per ciò che concerne la simbologia, anche in questo caso possono essere presenti murales e simboli già evidenziati in precedenza.
Gli elementi che possono far collegare un crimine ad una setta satanica occultista sono la presenza di:
- tendaggi neri o viola;
- scarpe rosse, simboleggianti la sessualità;
- candele nere o viola;
- presenza di coltelli o armi cerimoniali;
- presenza di ostie;
- presenza di libri e manoscritti che hanno per tema la magia nera e il satanismo;
- presenza di alfabeti incomprensibili e tavole ouija.
L’analisi della scena del crimine deve essere particolarmente accurata e la ricerca deve essere effettuata in ogni angolo dell’immobile. Molto spesso resti umani vengono conservati in frigoriferi o congelatori, ed ogni satanista occultista ha con se un proprio libro di magia nera, una sorta di agenda personale dove inserisce tutti i dati relativi alle messe nere e ai riti satanici. In questi casi è molto più facile la ricerca di tracce collegate agli adepti, per due motivi in particolare: il primo si ricollega all’ambiente chiuso nel quale vengono messi in atto tali comportamenti, quindi la degradazione delle tracce avviene in maniera molto più lenta; il secondo è collegato all’uso dell’elisir, un cocktail di sangue umano, umori femminili, sangue mestruale, ed altre secrezioni del corpo, che viene consumato durante le messe nere, risulta evidente quindi che la composizione di questo mix possa contenere tracce dalle quali si potrebbe estrapolare anche qualche profilo di DNA.
L’ausilio dell’esperto è quindi molto importante per lo sviluppo delle indagini. Negli USA esiste un’agenzia specializzata, facente parte dell’FBI, che analizza i crimini a sfondo rituale e apparentemente senza motivo, l’Institute for Research of Organized and Ritual Violence della Pennsylvania; in Italia esiste invece un reparto specializzato della Polizia di Stato, la Squadra Anti Sette, composta da specialisti di vari settori, a cui è affidato il compito di indagare su scene del crimine che presentano elementi settari. In questo ambito la formazione è molto importante, perché a livello investigativo, scene del crimine apparentemente senza movente possono nascondere elementi rituali e settari.
[1] Russo F. Elementi di criminologia. Il criminal profiling per l’investigazione dei crimini rituali e dell’occulto. 2014, Celid.


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