
Ricordo che mi ha abbordato nel locale e poi siamo usciti. All’altezza del parco di Colle Oppio mi ha aggredito, mi ha colpito con un pugno al volto e io ho perso i sensi, non ricordo cosa sia accaduto dopo.
Queste le parole della turista australiana di 49 anni, stuprata e rapinata la notte tra il 2 e il 3 ottobre, durante l’incidente probatorio davanti al gip Giulia Proto. Presunto autore del feroce atto di violenza è Eduard Oprea, romeno di 40 anni, attualmente detenuto nel carcere di Regina Coeli. L’arrestato, accusato di violenza sessuale e rapina, era presente in aula mentre la donna, in collegamento video da una aula protetta, ricostruiva tutte le fasi della serata da incubo.
Ero arrivata a Roma per trascorrere qualche giorno di vacanza insieme ad un amico. Quella sera ho deciso di recarmi in un locale che si trova a poca distanza dalla stazione Termini. Ricordo di avere bevuto due drink e di essere stata avvicinata da Oprea.
A causa delle pesanti percosse subite, che l’hanno ridotta in uno stato di semi incoscienza, non ricorda chiaramente di essere stata violentata, ma ha negato fermamente di essere stata avvicinata da due arabi, così come raccontato dall’Oprea per scagionarsi.
Mi sono risvegliata dopo alcuni minuti, avevo dolori in più parti del corpo. Non avevo più i soldi e i gioielli.
Nell’interrogatorio di garanzia Eduard Oprea ha negato ogni addebito, ma al termine dell’udienza di oggi la donna ha riconosciuto come suoi alcuni gioielli trovati in possesso proprio dell’indagato. Le parti sono ancora in attesa dei risultati del test del DNA, che nei giorni scorsi è stato prelevato all’arrestato.


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