Di Francesca Iervolino
La vicenda di Simone Borgese, colpevole di stupro ai danni di una tassista, nonostante presenti ancora numerosi riscontri da fare e punti da chiarire, è un ottimo spunto per riportare l’attenzione su un tema molto dedicato e tremendamente frequente, quello degli stupri seriali. Borgese, cameriere trentenne separato con una figlia di 7 anni, venerdì 8 maggio intorno alle 7:00 sale su un taxi guidato da una donna di circa 30 anni. Dopo numerosi cambi di tragitto, fa in modo che la tassista arrivi in una stradina in aperta campagna nella zona di Ponte Galeria. Qui si consuma l’orrore: dopo averla stordita con un pugno in pieno viso, abusa sessualmente della donna, costringendola a un rapporto orale e derubandola di 80 euro. Dopo aver consumato la violenza l’uomo si dà alla fuga, che termina domenica pomeriggio in zona Pineta Sacchetti, alla periferia di Roma. La sua cattura è stata possibile grazie alle numerose segnalazioni pervenute, nonché alle celle agganciate nella zona dove è avvenuto lo stupro.
Agli inquirenti il cameriere 30enne ha confessato lo stupro, ma afferma di essere stato vittima di un raptus sfociato poi nella violenza sessuale. Dieci giorni dopo l’arresto, una ragazzina di 17 anni ha riconosciuto nel Borgese il suo aggressore. La giovane, infatti, nel giugno 2014 è stata vittima di una violenza sessuale mentre si trovava nell’ascensore del palazzo dove abita il suo fidanzatino. La minorenne è sicura di essere stata aggredita proprio dal trentenne arrestato e afferma di averne riconosciuto il volto, grazie all’identikit fornito dai giornali e Tv.
Dalle indagini in corso è spuntata fuori anche un’altra aggressione sospetta, sempre ai danni di una tassista, avvenuta lo scorso aprile e dalle modalità simili a quella addebitata al reo confesso. I magistrati hanno avviato le verifiche sul caso. È troppo presto per stabilire se Borgese sia uno stupratore seriale o no, ma come detto precedentemente la sua vicenda può costituire un interessante spunto di approfondimento sul fenomeno degli stupratori seriali.
In criminologia, il termine stupratore seriale indica quel soggetto che compie ripetutamente lo stesso grave reato, lo stupro, ai danni di più vittime. Secondo Malamuth (1998) ciò che molti stupratori seriali hanno in comune è in primis l’ostilità elevata verso le donne. Lo stupratore è un soggetto tendenzialmente violento e rabbioso e con un’indole marcatamente aggressiva. Oltre a queste spiccate tendenze violente, gli stupratori seriali possono avere specifiche difficoltà sessuali. Dai risultati di un ampio studio è emerso infatti che gli uomini che avevano aggredito sessualmente delle donne avevano 3,5 volte maggiori probabilità di riferire la disfunzione erettile (Laumann, 1999).
Nella letteratura medico-psichiatrica (Holmes & Holmes) esistono 4 tipologie di stupratore seriale:
STUPRATORE PER “COMPENSAZIONE”
È il tipo di stupratore meno violento e aggressivo. Generalmente, è un soggetto scarsamente dotato di competenze sociali e con un senso di autostima estremamente basso in quanto prova profondi sentimenti di inadeguatezza.
Profilo psicologico
- Il background familiare: Knight e Prentky (1987) evidenziano come la schiacciante maggioranza (88%) provenga da famiglie nelle quali sono presenti entrambi i genitori. Molti soggetti hanno problemi scolastici, anche se non particolarmente rilevanti, e raggiungono un livello d’istruzione medio.
- Spesso, non è fidanzato né sposato e vive con i genitori.
- Non ha un fisico atletico, è tranquillo e il carattere tende alla passività.
- Ha pochissimi amici e non ha partner sessuali e, in molti casi, è dominato da una madre aggressiva che mostra un atteggiamento seduttivo nei suoi riguardi.
- Trascorre buona parte del suo tempo nelle librerie per adulti del suo quartiere.
- A causa del suo modesto titolo di studio, generalmente svolge qualche lavoro umile, ma è considerato un lavoratore affidabile.
- Mostra una molteplicità di deviazioni sessuali e può essere dedito al travestitismo, comportamento sessuale promiscuo, esibizionismo, voyeurismo, feticismo e masturbazione compulsiva.
Modalità esecutive dello stupro
- Lo scopo principale è quello di aumentare la propria autostima attraverso l’atto sessuale. Si percepisce come un perdente e il fatto di dominare un altro essere umano, anche solo per poco tempo, gli crea l’illusione di sentirsi importante.
- Utilizza solo la forza strettamente necessaria per sottomettere la vittima, ma la violenza può aumentare durante la prosecuzione dello stupro.
- Se ha bisogno di un’arma, la sceglie dalla casa della vittima e, da essa, può portare via anche dei “trofei”.
- Il comportamento durante lo stupro è l’espressione delle sue fantasie sessuali.
- È preoccupato del benessere fisico della vittima e non le fa male intenzionalmente. Durante l’atto, si auto-convince che la vittima si diverta ad essere stuprata.
- Può chiedere alla donna di “parlare sporco” e insultarlo, mentre lui tende a non pronunciare oscenità quando si rivolge a lei.
- Chiede gentilmente alla vittima di spogliarsi e sta attento a denudare solo le parti del corpo necessarie per commettere l’azione.
- Tende a scegliere vittime della sua stessa età, razza, e che vivono nel suo stesso quartiere o vicino al luogo di lavoro, posti che conosce bene anche perché si sposta a piedi.
- Di solito, commette gli stupri di notte, in un orario compreso fra la mezzanotte e le 5 del mattino.
- Il periodo di intervallo fra uno stupro e l’altro è, in media, di 7-15 giorni.
- Può contattare la vittima, in un secondo momento, per assicurarsi del suo stato di salute ed è talmente convinto che la donna si sia divertita a essere violentata da prometterle anche di ritornare a trovarla.
- Spesso, il soggetto soffre di qualche disfunzione sessuale, la più comune è l’impotenza.
- Scrive un diario nel quale riporta i nomi delle vittime e una descrizione degli stupri.
- Come la maggior parte degli stupratori, continuerà ad agire finché non viene fermato.
STUPRATORE PER “RABBIA”
Lo scopo principale di questo soggetto è “far male alle donne” e, nelle sue fantasie, vorrebbe violentare tutte le donne del mondo per far pagare a tutto il genere femminile le ingiustizie, vere o presunte, che crede di aver ricevuto dalle donne della sua vita. È un aggressore piuttosto violento e socialmente competente.
Profilo psicologico
- La situazione familiare del soggetto è piuttosto problematica. Più della metà degli uomini di questa categoria (56%) ha subito abusi fisici durante l’infanzia da uno o da entrambi i genitori. Circa l’80% proviene da famiglie in cui i genitori hanno divorziato. Nel 20% dei casi, il futuro stupratore è stato un bambino adottato e il 53% ha trascorso diversi anni in case di estranei.
- Circa l’80% è stato cresciuto da un genitore singolo di sesso femminile o, comunque, da un’altra figura femminile di riferimento. A causa delle esperienze relazionali con queste figure di riferimento, il soggetto ha sviluppato sentimenti negativi e di ostilità verso tutte le donne in generale.
- La percezione di sé di questo individuo è molto importante: si considera muscoloso e un concentrato di virilità e, spesso, si dedica ad attività sportive che implicano un contatto fisico diretto o a occupazioni lavorative centrate sull’azione (ad esempio, il poliziotto o il pilota d’auto).
- Può essere sposato e, come la maggior parte degli stupratori, non è aggressivo verso la compagna.
- Per rafforzare la sua immagine di “macho”, spesso intrattiene diversi rapporti extraconiugali.
- Ha un temperamento violento e incline a passare all’azione. Prova un impulso incontrollabile di violentare le donne e, generalmente, gli stupri sono commessi dopo delle discussioni con la propria compagna, la madre, oppure qualche altra donna che rivesta un ruolo significativo nella sua vita. L’evento scatenante fa uscire la sua rabbia e questa si trasforma immediatamente in impulso ad agire.
Modalità esecutive dello stupro
- Tendenza a commettere i crimini vicino la propria abitazione.
- Gli attacchi sono improvvisi e mostrano poche tracce di pianificazione.
- Per questo tipo di soggetto, lo stupro non ha una valenza prettamente sessuale, ma è principalmente una manifestazione di rabbia. Lo scopo primario durante l’aggressione è quello di “far male” alla donna.
- L’aggressione nei confronti della donna parte da un minimo di ingiurie verbali, passa attraverso l’aggressione fisica e può arrivare anche all’omicidio, dipende dalla quantità di rabbia che il soggetto deve far esplodere.
- Di solito, lo stupratore cerca di umiliare e degradare la vittima in ogni modo possibile ed è frequente che strappi i vestiti alla donna, colpendola anche con pugni e calci.
- Lo stupratore di questa categoria ha effettuato, nella sua mente, una connessione diretta fra la gratificazione sessuale e la modalità di esprimere la sua rabbia.
- Una volta che il soggetto è sicuro di poter disporre della vittima a suo piacimento, la degradazione presenta un duplice scopo: incrementare la sua eccitazione sessuale e instillare il terrore nella vittima.
- Lo stupratore sente il bisogno di manifestare la sua rabbia con una moltitudine di comportamenti. Ad esempio, può stuprare la vittima analmente e poi costringerla a praticare un rapporto orale subito dopo; alla fine del sesso orale, può decidere di eiaculare sulla sua faccia come ulteriore segno di umiliazione.
- Cerca donne della sua razza e della sua età oppure un po’ più grandi.
- Caccia le vittime vicino casa sua spostandosi in automobile.
- Dopo lo stupro, non cerca più di contattare la stessa vittima in alcun modo.
- Fra ogni stupro, ci sono periodi di intervallo piuttosto lunghi, anche 6 mesi o un anno.
STUPRATORE PER “POTERE”
Per questo tipo di soggetto, lo stupro rappresenta uno degli strumenti migliori per manifestare la propria virilità e il dominio su di un’altra persona. È un individuo che prova un senso di superiorità molto forte semplicemente perché è un uomo e stupra perché è convinto che si tratti di un diritto connaturato all’uomo nei confronti delle donne. Lo stupro non è soltanto un atto sessuale, ma è un’azione impulsiva predatoria. Il livello di aggressività molto alto impiegato nell’approccio alla vittima ha lo scopo di garantirsi la completa sottomissione della stessa. Il violentatore è completamente indifferente al benessere della donna che ha attaccato: lei è ai suoi ordini e deve fare tutto quello che lui desidera.
Profilo psicologico
- Circa il 70% di questi soggetti è stato allevato in famiglie monoparentali e un terzo di essi ha trascorso svariati anni in case adottive.
- Circa il 75% ha subito abusi fisici di varia natura durante l’infanzia.
- Da adulto, molteplici problemi domestici e può aver avuto più di un matrimonio infelice.
- È un narcisista, tremendamente attento alla sua immagine e, spesso, indossa vestiti appariscenti.
- Frequenta regolarmente i locali per singoli e sembra sempre in caccia di qualche donna. Parla a voce alta e ha un comportamento chiassoso, alla ricerca continua di confermare la sua immagine da “macho”.
- Spesso, guida una macchina sportiva e vistosa per dare un’immagine “di successo”.
- Spesso, è impegnato in una professione tipicamente mascolina, come il poliziotto o l’operaio.
- Può indossare un’uniforme di qualche tipo, per rafforzare la sua percezione di “maschio virile”.
Modalità esecutive dello stupro
- Cattura la sua preda specialmente nei locali per singoli, dove trova sempre un’ampia scelta di materiale femminile disponibile.
- L’attacco avviene con un mix di violenza fisica e verbale. Se trova resistenza, cerca di sopraffare con un eccesso di violenza la vittima per costringerla a ubbidire ai suoi ordini.
- Taglia o strappa i vestiti della donna e può violentare una stessa vittima in diverse occasioni.
- Sceglie vittime prevalentemente della sua stessa età.
- Stupra la donna vaginalmente, in seguito spesso la sodomizza e la obbliga a praticargli un rapporto orale.
- Può soffrire di eiaculazione ritardata, così costringe la donna al sesso orale finché non è eccitatissimo e solo allora la stupra.
- Per questo tipo di soggetto, il sesso ha la funzione di un atto predatorio e impulsivo.
- Tende a commettere gli stupri con un intervallo di 20-25 giorni.
- La motivazione primaria non è il sesso, ma il bisogno di esercitare il potere “andando a caccia”.
- Spesso, ha una relazione con una donna che dura da molto tempo.
- Sente il bisogno di violentare e la sua aggressione ha lo scopo di obbligare la donna ad avere un atteggiamento collaborativo.
- Il livello di violenza impiegato tende ad aumentare nel tempo, così come si ripetono gli stupri.
- Porta con sé un’arma per minacciare la donna, abitudine che dimostra pianificazione.
- Non nasconde la propria identità, infatti non indossa maschere e non agisce solo di notte. Si sente sicuro di terrorizzare a tal punto la sua vittima da non farla parlare e non ha nessuna intenzione di rivederla una seconda volta, a meno che non capisca di trovarsi di fronte una donna particolarmente sottomessa.
- Non prova alcun tipo di rimorso dopo lo stupro, non colleziona “trofei” e non scrive diari.
- Generalmente, sceglie in modo razionale di violentare donne della sua stessa razza.
STUPRATORE PER “SADISMO”
Si tratta del soggetto più pericoloso e il suo obiettivo principale è di esprimere nella realtà le sue fantasie aggressive e sessuali. Desidera infliggere dolore fisico e psicologico alla sua vittima. Un elevato numero di questi stupratori rientra in una diagnosi di «disturbo antisociale di personalità», sono abbastanza aggressivi anche durante le normali attività quotidiane, soprattutto se vengono criticati oppure se le loro richieste di soddisfazione personale sono posticipate. Nella mente di questo stupratore, esiste una connessione diretta fra aggressione e gratificazione sessuale, perché la violenza ha acquisito un significato erotico.
Profilo psicologico
- Circa il 60% dei soggetti è cresciuto in una famiglia monoparentale.
- La maggior parte dei soggetti ha subito ripetuti abusi fisici durante il periodo evolutivo e molti di essi provengono da una famiglia in cui erano presenti diverse devianze sessuali (ad esempio, il padre era uno stupratore a sua volta).
- Un numero elevato di violentatori di questa categoria ha manifestato patologie della sfera sessuale durante l’adolescenza (voyeurismo, sesso promiscuo, masturbazione compulsiva).
- Da adulto, il “sadico” è sposato e viene generalmente considerato “un buon padre di famiglia”.
- Spesso, vive in una zona residenziale tipicamente borghese dove avvengono pochi crimini, si dedica ad attività per il miglioramento delle condizioni di vita nel quartiere, possiede un’educazione superiore alla media e lavora in un ruolo impiegatizio.
- Questo tipo di stupratore mostra una personalità compulsiva ed è sempre molto curato nell’abbigliamento che indossa e nell’automobile che guida, tenuta costantemente in perfetta efficienza.
- È intelligente e, nella maggior parte dei casi, non ha precedenti penali.
- Riesce a farla franca per molto tempo, non si fa scoprire facilmente dalla polizia. Pianifica attentamente ogni azione e non esce mai dai confini del piano prestabilito.
- La sua intelligenza, la conoscenza del lavoro di polizia, la personalità antisociale e la cura mostrata nella pianificazione e nell’esecuzione dei crimini, lo rendono un soggetto particolarmente difficile da catturare.
Modalità esecutive dello stupro
- C’è un significato espressivo molto forte in questo tipo di stupro, vuole mandare un “messaggio”.
- La componente di aggressione nello stupro non è semplicemente finalizzata al controllo: il suo obiettivo principale è causare personalmente il livello di dolore più alto possibile alla vittima.
- Se questo stupratore non viene catturato in tempo, prima o poi, inizierà a uccidere le sue vittime.
- Si sposta in macchina per dare la caccia alle vittime.
- Mette molta cura nella scelta della vittima, assicurandosi che non ci sia in giro nessuno nella fase della cattura che lo possa vedere, e prende tutte le precauzioni necessarie per controllare la zona in cui deve operare. Non vuole essere scoperto e non vuole essere catturato: gli piace molto quello che fa e vuole continuare a farlo più a lungo possibile.
- Non colpisce necessariamente vicino al luogo di abitazione o di lavoro, anzi gli piace spostarsi. Comunque, la zona operativa deve essere un posto che lui conosce bene e dove ha potuto fare dei sopralluoghi in precedenza.
- Sia per controllare la vittima, ma soprattutto per instillare il terrore assoluto, utilizza bavagli, nastro adesivo, manette e altri attrezzi facenti parte del “kit del perfetto stupratore” per immobilizzare la vittima e garantirsi la sua assoluta sottomissione. Può mettere anche una benda sugli occhi della vittima, sempre allo scopo di accrescere lo stato di paura.
- Prima di mettere in atto il comportamento, molto spesso lo stupratore si diverte a descrivere alla vittima tutto quello che le farà, dettaglio per dettaglio, insultandola pesantemente e usando un linguaggio umiliante.
- È un crimine decisamente ritualistico. Ogni stupro viene eseguito in modo tale che il soggetto riesca a sperimentare quelle sensazioni che ha immaginato per tanto tempo nella sua fantasia e che sono necessarie per la sua soddisfazione.
- Ha bisogno che anche la vittima gli dica certe parole, per aumentare la sua eccitazione.
- Spesso, costringe la donna al sesso orale prima dello stupro vero e proprio.
- Può soffrire di eiaculazione ritardata.
- Più stupri commette, più diventa sofisticato nell’esecuzione, imparando velocemente nuovi metodi per cacciare la vittima e, se uccide, modi migliori per disporre il cadavere. In ogni caso, l’omicidio ha un’importanza secondaria rispetto al bisogno di infliggere dolore.
- Può essere un consumatore abituale di droga e non sente alcun tipo di rimorso per i crimini commessi. Continua finché non viene catturato.
- È abbastanza comune che uno stupratore seriale di questo genere possa diventare un assassino seriale.
Il significato mentale della vittima (D. Canter)
OGGETTO
L’aggressore manca totalmente di empatia, di emozioni, assenti o quasi sono le relazioni sociali. Può mostrare un comportamento bizzarro e tratta la vittima come un oggetto che deve procurare piacere. Lega, imbavaglia e denuda la vittima, utilizza armi per aumentare il livello di controllo.
VEICOLO
La vittima ha la funzione di farsi carico delle frustrazioni e del senso di fallimento dell’aggressore. La rabbia verso se stesso e le vicissitudini che hanno precipitato il soggetto in una situazione di desolazione, sono il tema centrale della sua storia di vita. Egli si percepisce come l’eroe tragico di un dramma infinito. Le aggressioni sessuali sono caratterizzate da rapporti orali attivi e passivi, violenza verbale e conoscenza pregressa della vittima.
PERSONA
La vittima è aggredita da un soggetto che crede, in maniera distorta, di avere con lei qualche legame privilegiato: ad esempio, lo stupratore potrebbe, dopo l’aggressione, mettere in guardia la vittima di prestare attenzione a qualche malintenzionato. L’aggressore sollecita la donna a partecipare verbalmente e fisicamente al rapporto, fa complimenti, formula domande di natura personale, non sessuale. Altri aggressori sono mossi dalla rabbia, dal desiderio di vendetta verso le donne, credono che la violenza assicuri loro la sudditanza della vittima ponendola ai loro piedi. Lo stupro può essere l’unico modo in cui questi soggetti possono avere una relazione sessuale: spesso il soggetto ha stabilito in precedenza un contatto con la vittima.
Bibliografia
Lezione Dott. De Luca / Lo stupratore seriale.


La descrizione assomiglia alla scena del delitto di Simonetta Cesaroni di Via Poma