Gli Ordigni Esplosivi Improvvisati, più comunemente conosciuti come IED (Improvised Explosive Device), sono ordigni realizzati in maniera improvvisata, anche tramite l’impiego di ordigni regolamentari. Sono definiti ordigni e non bombe, perché queste ultime hanno una costruzione regolamentata ed il loro uso è supervisionato da leggi internazionali.
Tali dispositivi, costruiti artigianalmente, utilizzano soprattutto materiale di derivazione bellica abbandonato dalle truppe di occupazione oppure rinvenuto dopo uno scontro a fuoco con pezzi di artiglieria. La creazione di questi ordigni non ha regole né schemi, tutto ciò di cui si ha bisogno è la fantasia umana e qualche sostanza chimica che si può trovare anche nelle nostre case, come ammoniaca o fertilizzante.
Gli IED possono essere di varie dimensioni e forme e contenere quantitativi differenti di esplosivo, o altro materiale, destinato a nuocere e/o arrecare danni; questo rende difficoltoso prevederne la potenza, che può essere anche molto superiore ad una mina anticarro di produzione industriale.
Anche i detonatori possono variare: a volte gli attentatori impiegano parti di ordigni militari regolamentari, ma possono anche utilizzare sistemi di attivazione artigianali – non per questo meno efficaci – come, ad esempio, sistemi radio controllati e attivati a distanza da un telefono cellulare. In alcuni casi, lo IED viene “indossato” dal terrorista-suicida che si fa esplodere in prossimità del bersaglio.


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