
E’ possibile classificare le sostanze stupefacenti in base ai loro effetti. In particolare si distinguono:
- sostanze Sedative
- sostanze Stimolanti
- sostanze Allucinogene
Tra le sostanze sedative troviamo gli oppioidi. Tra questi, si annoverano sia i derivati naturali del papavero da oppio (codeina, morfina, tebaina) sia le molecole che agiscono con un meccanismo di azione analogo (eroina, metadone). Nell’ambito delle sostanze sedative, rientrano anche gli ipnotici, prodotti generalmente utilizzati per il trattamento dell’insonnia e dell’ansia, quali i barbiturici, le benzodiazepine e il GHB. Quest’ultimo, liquido incolore, inodore ed insapore, facilmente diluibile in una bevanda, è tristemente noto perché utilizzato molto spesso per compiere violenze sessuali o rapine, causando torpore e stato confusionale nella vittima.
Tra gli stimolanti la sostanza più nota è sicuramente la cocaina, alcaloide naturale estratto dalle foglie della pianta di Coca. Assunta sotto forma di base libera insolubile in acqua (crack), ha un effetto ancora più rapido e psicostimolante. Rientrano in questa categoria anche le anfetamine, insieme di sostanze che condividono la struttura chimica della feniletilamina. Tra queste, ricordiamo l’anfetamina e la metanfetamina, caratterizzate da effetti del tutto analoghi alla cocaina ma dalla durata maggiore e dai costi di produzione decisamente più bassi. L’ecstasy, invece, generalmente è associabile al componente attivo della metilendiossimetanfetamina (MDMA), anche se dalle analisi chimiche molto spesso è possibile ritrovare una costellazione di altri principi attivi.
Tra le sostanze allucinogene, psichedeliche o psicoalteranti, si trova un gran numero di droghe eterogenee. Le più conosciute sono sicuramente l’LSD (dietilamide dell’acido lisergico), la psilocilina e la psilocibina (presenti in alcuni funghi allucinogeni), tutte caratterizzate da una struttura chimica di tipo indolico. L’LSD in particolare può causare fortissime alterazioni mentali anche con un dosaggio estremamente basso. Tra gli allucinogeni, ritroviamo anche i derivati della canapa indiana (Marijuana, Hashish, Olio di hashish). Questi contengono sostanze denominate cannabinoidi tra cui uno dei principi attivi riscontrabili è il delta-9-tetraidrocannabinolo (anche chiamato delta – 9 – THC).
I derivati della canapa indiana rappresentano sicuramente il tipo di droga più diffuso e che, al tempo stesso, ha alimentato un notevole dibattito politico. Nonostante tutto, dal punto di vista tossicologico non si può negare in alcun modo la presenza di qualità psicoalteranti in tali sostanze.


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