L’aborto è l’interruzione prematura di una gravidanza con espulsione del feto. Questa può avvenire per cause naturali (aborto spontaneo) o essere provocata artificialmente (aborto provocato o interruzione volontaria della gravidanza).
In Italia, prima del 1978, l’interruzione volontaria di gravidanza, in qualsiasi sua forma, era considerata dal codice penale un reato, come previsto dagli artt. 545 e seguenti.
Con l’introduzione della legge 194/1978 tale pratica è stata tutelata e disciplinata, in particolare il testo normativo individua due momenti in cui vi è la possibilità per la futura madre di interrompere la gravidanza:
- nei primi 90 giorni, alla donna è riconosciuto il diritto di abortire in base ad una sua libera decisione;
- dopo i primi 90 giorni, solo nei casi tassativamente indicati dalla legge.
Se la donna è minore di anni 18, per l’interruzione della gravidanza è richiesto il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale o la tutela.


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