Presidente della Serbia dal 1989 al 1997 e a capo della Repubblica Federale di Jugoslavia dal 1997 al 2000 come leader del Partito Socialista di Serbia, nonché tra i protagonisti politici delle Guerre nella ex-Jugoslavia, Slobodan Milošević viene accusato di crimini contro l’umanità per le operazioni di pulizia etnica dell’esercito jugoslavo contro i musulmani in Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo.
Il processo a suo carico, presso il Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia (Tpi), si estingue nel 2006 per sopraggiunta morte prima che venisse emessa la sentenza. Contro di lui era stata mossa anche l’accusa di aver disposto l’assassinio di Ivan Stambolić, suo mentore negli anni Ottanta del XX secolo e suo possibile avversario nelle elezioni presidenziali del 2000.


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