Il 15 Settembre 1993, giorno del suo compleanno, verso le 22:45 don Giuseppe Puglisi viene ucciso davanti al portone di casa in piazzale Anita Garibaldi, traversa di viale dei Picciotti nella zona est di Palermo. Il sacerdote arriva a bordo della sua Fiat Uno bianca: scende dall’auto, qualcuno lo chiama, si gira e subito dopo un killer di Cosa nostra gli spara alla nuca.
Don Pino nei tre anni precedenti si era contrapposto ai boss, cercando di sottrarre i più giovani ad un futuro fatto di violenza e criminalità. Decisero così di ucciderlo, dopo una lunga serie di minacce di morte di cui non parlò mai con nessuno. Nel 1992 era stato nominato direttore spirituale presso il seminario arcivescovile di Palermo e il 29 gennaio 1993 aveva inaugurato a Brancaccio il centro Padre Nostro per la promozione umana e la evangelizzazione.
Il prete era una spina nel fianco. Predicava, predicava, prendeva i ragazzini e li toglieva dalla strada. Faceva manifestazioni, diceva che si doveva distruggere la mafia, insomma ogni giorno martellava e rompeva le scatole. Questo era sufficiente, anzi sufficientissimo per farne un obiettivo da togliere di mezzo.
(Giovanni Drago, collaboratore di giustizia)


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