
Di Lara Vanni
Eric Harris (18 anni) e Dylan Klebold (17 anni) sono due giovani che frequentano un istituto superiore vicino Littleton, più precisamente al 6201 South Pierce Street nella Contea di Jefferson (Colorado). Sono diventati il simbolo della violenza nelle scuole degli Stati Uniti, l’emblema di un’esistenza ispirata a musica rock/metal come quella di Marilyn Manson o industrial come quella dei Rammstein, la rappresentazione di giovani pessimisti e nichilisti che, come unica via d’uscita dai problemi quotidiani, scelgono la violenza e la vendetta. Scelgono di seguire il male.
Eric e Dylan sono fissati con le teorie naziste, soprattutto con quelle relative alla superiorità della razza bianca. Forse fanno anche parte di un gruppo denominato Trench Coat Mafia (La Confraternita dell’Impermeabile), formato da una ventina di ragazzi esaltati che pensano di essere viglilantes razziali. Girano, infatti, per i corridoi della scuola, anche d’estate, vestiti con impermeabili neri lunghi fino alle caviglie. Ma l’appartenenza a questo gruppo non sarà mai smentita né confermata.
Vogliono far vedere a tutti chi sono. Studiano vecchi manuali di tattica militare, libri riguardanti la Seconda Guerra Mondiale, e giocano spesso a DOOM, un videogioco sparatutto. Tengono dei diari sui quali scrivono gli appunti riguardanti un’approfondita ricerca su Charles Manson, che paragonano a Gesù, frasi e simboli nazisti, inneggiano alle armi e alla morte, disegnano persone con la gola tagliata.
Sugli stessi diari scrivono la pianificazione di una strage:
Arriverà il giorno in cui io finalmente ucciderò. Ci sono, al massimo, cento persone nella scuola che sono sole e che io non voglio uccidere. Tutti gli altri devono morire (dal diario di Harris – ottobre 1998).
L’inferno sulla terra, questo è il mio libro favorito (scrive Klebold, sopra al disegno di un soldato decapitato).



Noi, gli Dei, ci divertiremo… a uccidere i nemici, distruggere tutto, uccidere i poliziotti… Lo sapete cosa odio? Odio la gente.
Ho l’intenzione di distruggere il più possibile… E non devo essere distratto dalle mie simpatie, dalla pietà o dalle preghiere. La cosa più bella è odiare (dal diario di Harris).
I compagni di scuola non li considerano e li prendono in giro per le loro fissazioni, i due ragazzi non riescono ad integrarsi e spesso vengono isolati, rimanendo senza amici e sviluppando un rancore enorme. Studiano su internet come si costruiscono le bombe, come si utilizzano le armi che hanno ordinato qualche mese prima. Pianificano ogni singolo dettaglio.
20 Aprile 1999: Eric Harris e Dylan Klebold arrivano a scuola alle 11.10, separatamente. Armano due bombe al propano da 9 kg e le piazzano nella sala mensa ancora deserta, dopodiché escono in attesa delle esplosioni: la loro intenzione è quella di sparare sugli studenti mentre escono dalla scuola in preda al panico. Harris incontra un compagno di classe, Brooks Brown, che lo sgrida perché sta saltando un altro compito in classe: Harris gli risponde di andare via da lì. Le bombe non esplodono e i due giovani decidono di entrare nella scuola e di mettersi in un punto strategico in cima alle scale, in modo da vedere bene l’entrata della mensa. Harris e Klebold mietono le loro vittime, a caso, con l’unica colpa di essere lì in quel momento: estraggono i fucili a pompa e cominciano a fare fuoco.
Rachel Scott viene colpita da proiettili alla testa e al petto in un prato, ma dato che si muove ancora uno dei due chiede alla ragazza se crede in Dio e, data la risposta affermativa, la finisce.
Richard Castaldo viene colpito ad un braccio, al petto, alla schiena e all’addome nello stesso prato.
Daniel Rohrbough viene ucciso da un proiettile al petto.
Sean Graves viene colpito alla schiena e all’addome.
Lance Kirklin viene colpito ad una gamba, al collo e alla mascella.
Michael Johnson scappa, ma si ferisce al viso, alle braccia e alle gambe.
Mark Taylor viene colpito al petto, alle braccia e ad una gamba.
Anne-Marie Hochhalter viene colpita al petto, ad un braccio, all’addome, alla schiena e alla gamba sinistra vicino all’entrata della mensa.
Brian Anderson viene ferito da schegge di vetro.
Patti Nielson è un’insegnante che entra nella scuola per dire ai due giovani di smetterla, credendo che stessero girando un video per il corso di cinematografia. Viene colpita ad una spalla da una scheggia, ma riesce a fuggire: corre per le aule urlando ai ragazzi di stare in silenzio sotto i banchi e chiama il numero per le emergenze 911.
Stephanie Munson viene colpita alla caviglia.
Dave Sanders muore per emorragia dopo essere stato colpito al collo e alla schiena: è un insegnante che ha tentato di fuggire prendendo, però, il corridoio sbagliato.


Si aggirano nei corridoi della scuola, sparando a vista a chiunque si trovi sulla loro strada. Colpiscono quelli che scappano fuori dalla scuola attraverso le finestre, calpestano volontariamente i morti e i feriti, sparano anche contro le forze dell’ordine. Gettano a caso tubi bomba, alcuni dei quali scoppiano danneggiando solo gli arredi scolastici, mentre molti, per fortuna, non detonano.
Entrano nella biblioteca dove 53 persone, tra studenti e insegnanti, cercano di nascondersi sotto i banchi: urlano frasi come: “Tutti quelli col cappello bianco o da baseball, in piedi! “, oppure, “Tutti gli atleti, in piedi! Prenderemo i tipi col cappello bianco!”. Ma nessuno si alza e sparano comunque. Uno studente chiede cosa stiano facendo e loro rispondono:
Oh, stiamo solamente uccidendo gente!
Evan Todd subisce lievi ferite dalle schegge del banco sotto al quale si nasconde.
Kyle Velasquez viene ucciso da ferite d’arma da fuoco alla testa e alla schiena.
Patrick Ireland viene ferito ad un braccio, ad una gamba, alla testa e ad un piede.
Daniel Steepleton viene ferito ad una coscia e Makai Hall viene ferito ad un ginocchio.
Steven Curnow viene ucciso da uno sparo al collo.
Kacey Ruegsegger viene ferita ad una mano, ad un braccio e ad una spalla.
Cassie Bernall viene uccisa da uno sparo alla testa: è una studentessa che fa parte del gruppo religioso della scuola. Le viene chiesto se crede in Dio, la sua risposta è affermativa.
Isaiah Shoels viene ucciso da uno sparo al petto, così come Matthew Kechter.
Lisa Kreutz viene colpita ad una spalla, ad una mano e alle braccia.
Valeen Schnurr viene ferita al petto, alle braccia e all’addome. Supplica dicendo “Oh Signore aiutami!”. Harris le chiede se crede in Dio, la ragazza risponde dicendo: “Credo in Dio perché è quello in cui crede la mia famiglia”. Harris la prende in giro e se ne va.
Mark Kintgen viene colpito alla testa e ad una spalla.
Lauren Townsend viene uccisa da ferite multiple alla testa, al petto e al basso ventre.
Nicole Nowlen viene colpita all’addome.
John Tomlin viene ucciso da spari multipli alla testa e al collo: ancora vivo tenta di scappare, ma Kebold lo prende in giro per quel tentativo, lo prende a calci e poi lo uccide.
Kelly Fleming viene uccisa da uno sparo alla schiena.
Jeanna Park viene colpita a un ginocchio, a una spalla e a un piede.
Daniel Maser viene ucciso da uno sparo in faccia.
Jennifer Doyle viene colpita ad una mano, ad una gamba e ad una spalla.
Austin Eubanks viene colpito alla mano e ad un ginocchio.
Corey DePooter viene ucciso da spari al petto e al collo.
Lasciata la biblioteca, girano ancora per la scuola alla ricerca di altre vittime. Circa 45 minuti dopo l’inizio della carneficina, in un corridoio prendono la decisione: Eric Harris si suicida sparandosi in bocca con il fucile da caccia, mentre Dylan Klebold si spara alla testa con una TEC-DC9. I morti sono 13, tra cui un insegnante; i feriti sono 24. I media dicono che gli assassini sono stati vittime di bullismo, che facevano parte della sottocultura Gothic/Dark, che erano depressi e rancorosi.
Cominciano anche le critiche ai gruppi musicali che i due giovani ascoltavano: Marilyn Manson è il primo ad essere condannato mediaticamente. In un’intervista il musicista, alla domanda “Cosa avrebbe detto ai due assassini?”, risponde:
Non avrei detto niente… Avrei ascoltato cosa avevano da dire, cosa che nessuno ha fatto.
Vengono criticati anche i Rammstein, considerati nazisti, ma anche loro, in un comunicato dichiarano:
I membri dei Rammstein esprimono le loro condoglianze a tutti coloro che sono stati colpiti dai tragici eventi di Denver. Vorrebbero fare chiarezza sul fatto che non hanno testi o convinzioni politiche che avrebbero potuto influenzare certi comportamenti. Inoltre, i membri dei Rammstein hanno bambini, che educano con valori sani e non violenti.
Altri criticano anche il film Natural Born Killer (Assassini Nati) che i giovani hanno visto molte volte. Ma al di là di critiche e dubbi, di colpe e domande, due giovani hanno ucciso dei coetanei in una scuola, in nome di un odio represso, di cui nessuno si è accorto. In nome di falsi ideali, del male e della cieca vendetta.




come mai lo zio del bambino di 6 anni di Flint (Michigan) che ha ucciso una sua coetanea a scuola ha lasciato una pistola carica in giro per casa sapendo di avere il nipotino a casa? Michael Moore ne parla nel film ma perchè non è andato a intervistarlo? Le armi dovrebbero essere sempre chiuse in cassaforte, scariche. Sulla cultura della paura siamo tutti d’accordo.
intendevo dire che ovviamente siamo tutti contrari a questa cultura della paura aspramente criticata nel film, sempre il solito negro cattivone vicino di casa, ma guardacaso chi sono stati i primi a partire per il Vietnam nei primi anni sessanta? i neri ovviamente! e perchè? perchè tenuti in uno stato di emarginazione e povertà, lasciati senza scelta, quindi obbligati a farlo per non morire di fame. Ma è sempre stata la politica del governo americano e dei mass media, dividi et impera, tieni le masse nella ignoranza e nella diffidenza, alimenta la discriminazione razziale, e tutti compreranno armi e ti ubbidiranno. Ma è un’arma a doppio taglio, la caduta dell’impero romano ne è la dimostrazione.
Ci sarebbe da parlare all’infinito su questo argomento e sulle cause scatenanti di questi massacri.