
Marco Furlan (Padova, 16 gennaio 1960) e Wolfgang Abel (Düsseldorf, 25 marzo 1959) commettono omicidi nel Nord-Est dell’Italia, in Germania e in Olanda, tra il 25 Agosto 1977 ed il 7 Gennaio 1984, rivendicando i propri crimini con volantini neonazisti firmati con la sigla Ludwig. La coppia di amici, rampolli della “Verona bene” condividono il sogno di liberare il mondo da tossicodipendenti, prostitute, barboni ed omosessuali (specie se sacerdoti). Naturalmente, ce l’hanno anche con discoteche, cinema a luci rosse e sexy shop.
Accoltellate, arse vive, uccise a colpi d’ascia e martello: questa la sorte delle vittime del fantomatico commando neonazista Ludwig. Iniziano nel ’77 con il bersaglio più facile, un senzatetto bruciato vivo nell’auto in cui dormiva, terminando la loro carriera nel 1984, con un totale di 28 vittime. Senza contare i molti feriti causati dai roghi appiccati dai due serial killer.
Abel lavora in una compagnia assicurativa, Furlan invece è figlio del primario del Centro ustionati dell’Ospedale Civile Maggiore di Verona. Conosce bene quali sono gli effetti irreversibili di uno dei più crudeli metodi di infliggere sofferenza agli esseri umani: il fuoco. I due cominciano le loro attività criminali nella città in cui vivono, poi si allargano al nordest italiano ed infine prendono ad operare su scala europea, con azioni in Germania e Olanda. Questa la rivendicazione, con tanto di aquila nazista e motto delle SS, del rogo di un edificio abbandonato in cui si rifugiavano di notte i senzatetto veronesi:
LUDWIG LA NOSTRA FEDE È NAZISMO. LA NOSTRA GIUSTIZIA È MORTE. LA NOSTRA DEMOCRAZIA È STERMINIO RENDIAMO NOTO CHE ABBIAMO PUNTUALMENTE RIVENDICATO IL ROGO DI SAN GIORGIO A VERONA CON IL MESSAGGIO INVIATO A ‘LA REPUBBLICA’. ALLEGHIAMO UN DISCHETTO METALLICO IDENTICO A QUELLO APPLICATO SULLA PIÙ GRANDE DELLE TRE TORCE USATE. GOTT MIT UNS.
Stranamente, per questo delitto vengono assolti. Tra i roghi, quello del cinema a luci rosse “Eros” di Milano, del sexy club “Casa rossa” di Amsterdam, della discoteca “Liverpool” di Monaco.
Ci provano ancora il 4 Marzo 1984, mentre si trovano presso la discoteca “Melamara” di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. Si sta svolgendo una festa di Carnevale, i due serial killer, travestiti da Pierrot, cercano di dare fuoco alla moquette. Sfortunatamente per loro, dopo la tragedia del cinema “Statuto” di Torino (40 vittime dovute ad un incendio accidentale) avvenuto l’anno prima, la normativa italiana si è adeguata ai migliori standard internazionali. La moquette, in ossequio alle norme di legge, è realizzata con materiali ignifughi e l’incendio non si propaga. Interviene un addetto alla sicurezza che li coglie sul fatto: i due cercano di aggredirlo per poter fuggire, ma questa volta, diversamente da quando assalivano i senzatetto, si trovano di fronte un professionista ed hanno la peggio. Poco dopo, vengono consegnati alla polizia. Entrambi continuano a professarsi innocenti e dichiarano agli occasionali intervistatori di essere stati incastrati, ma dopo la condanna dei due, Ludwig cessa di operare.
Il 18 Aprile 2008, viene diffusa la notizia della decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano di affidare Marco Furlan in prova ai servizi sociali. Attraverso il suo legale, il milanese Corrado Limentani, l’uomo ha chiesto di poter lasciare il carcere di giorno per tornarvi la notte e nei fine settimana. L’organismo giudiziario decide però di non concedere la semilibertà, ma l’affidamento ai servizi sociali, tenendo conto della buona condotta del serial killer e dell’ormai imminente fine pena, prevista per l’inizio del 2009. La notizia suscita immediatamente scalpore e disappunto nell’opinione pubblica e numerose proteste al riguardo arrivano a quotidiani e settimanali. Il 24 aprile 2008, Furlan prende la seconda laurea con lode in Ingegneria Informatica e il 12 novembre 2010 torna libero, a seguito del suo comportamento positivo durante la libertà vigilata.




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