Di Francesca Iervolino
La vita di “Pogo il clown”
John Wayne Gacy, passato alla storia come il clown killer , nasce il 17 Marzo 1942 a Chicago. È figlio di due irlandesi emigranti e cresce insieme alle due sorelle. E’ un bambino tranquillo, si impegna in numerose attività come i Boy Scout o in piccoli lavoretti.
Ben presto però John decide di abbandonare gli studi e la propria casa e si trasferisce a Las Vegas, senza però riuscire a trovare un lavoro stabile. Si iscrive ad un corso di business, riuscendo a laurearsi con facilità e scoprendo di essere particolarmente portato per il mondo degli affari. Successivamente viene assunto come tirocinante alla Nunn-Bush Shoe Company e dopo poco viene promosso come manager in un negozio di vestiti da uomo a Springfield, nell’Illinois.
Gacy diventa un cittadino molto attivo nella comunità di Springfield: collabora infatti con numerose organizzazioni a scopo umanitario, aiutando persone in difficoltà e bambini sfortunati. Per il suo impegno al servizio dei cittadini e dei meno fortunati, viene nominato vice-presidente della Jaycees, un’associazione di volontariato.
Nel Settembre del 1964 sposa Marlynn Myers, figlia del proprietario della catena di fast food Kentucky Fried Chicken: il suocero fa al genero una prestigiosa offerta di lavoro, che questi prontamente accetta. Gacy e sua moglie si trasferiscono così nello Stato dell’Iowa. La coppia avrà due figli.
Nel 1968, tuttavia, cominciano a girare voci maligne sul conto di John: si sospetta che sia omosessuale e che offra passaggi ai giovani dipendenti del fast food di cui è titolare per sedurli e portarli a letto. Tali voci trovano conferma nella primavera dello stesso anno, viene citato in tribunale per un’accusa di sodomia nei confronti di un adolescente, Mark Miller. Nonostante riesca a vincere la causa, affermando che il ragazzo si è prostituito per soldi, lo scandalo oscura la reputazione di Gacy che viene rimosso dalla vice-presidenza della comunità Jaycees.
Quattro mesi più tardi John deve ricomparire nuovamente in tribunale: l’accusa è di aver pagato un diciottenne per far picchiare Mark Miller. Alla fine del processo viene dichiarato dai medici un uomo dalla personalità antisociale, che non riuscirebbe mai a trarre nessun beneficio da cure mediche e per questo viene condannato a 10 anni di carcere per sodomia. Nel frattempo il matrimonio con Merylin entra in crisi e i due divorziano nello stesso anno. Il 18 Giugno 1970 viene rilasciato sulla parola e ritorna nella sua città natale, Chicago.
Dopo un lungo periodo di depressione, riesce ad ottenere un lavoro come chef in un ristorante e ricomincia a lavorare. Si trasferisce in una casa alla periferia di Chicago ed entra a far parte attivamente della comunità cittadina. Il 1 Giugno 1972 si sposa per la seconda volta con una donna divorziata e madre di due bambine, Carole Hoff. Nel 1974 decide di lanciarsi nel mondo degli affari e fonda una ditta dal nome Painting Decorating and Maintenance, assumendo alle proprie dipendenze solo ragazzi molto giovani.
“Perché?” chiedono gli amici, lui si giustifica rispondendo a chi dimostra curiosità per questa scelta che:
I ragazzi costano meno di un lavoratore adulto.
Ma la terribile verità è un’altra: i veri intenti di Gacy sono quelli di sedurre e portarsi a letto i propri dipendenti, dando sfogo alle sue fantasie perverse e pericolose. La sua omosessualità violenta e deviata, infatti, viene prepotentemente e pericolosamente a galla e ne risente anche il suo matrimonio con la debole Carole, dalla quale divorzia nel 1975.
John, nonostante i problemi familiari, si dedica anima e corpo al volontariato. La sua iniziativa di mascherarsi da Pogo il Clown per intrattenere i bambini negli ospedali ha molto successo e la comunità di Chicago si sente commossa e fiera della bontà del suo cittadino. Inoltre entra in politica, divenendo prima Presidente della Commissione per l’illuminazione stradale e successivamente Assessore all’economia. La carriera politica di “Pogo il clown” però non dura molto: le voci sulla sua omosessualità cominciano a girare ancora una volta insistentemente.
Gli omicidi
Il 2 Gennaio 1972 Gacy adesca il quindicenne Timothy Jack McCoy alla fermata dell’autobus di Greyhound. L’uomo porta McCoy a fare un giro turistico di Chicago, per poi condurlo a casa sua con la promessa che lì avrebbe potuto passare la notte e che sarebbe stato riaccompagnato in tempo per prendere il primo autobus il giorno dopo. Successivamente affermerà di essersi svegliato la mattina seguente e di aver trovato McCoy in piedi sulla soglia della sua camera da letto con un coltello in mano. Alzatosi dal letto di scatto, disarma il giovane lottando con lui sul pavimento, finendolo con numerose coltellate. Gacy seppellisce il ragazzo in cantina e poi copre la tomba con del calcestruzzo. Nel corso di un’intervista dopo l’arresto, asserisce che immediatamente dopo aver ucciso McCoy si era reso conto di aver avuto un orgasmo completo, aggiungendo:
Fu allora che realizzai che la morte era l’emozione più grande.
Il secondo omicidio avviene nel gennaio 1974: la vittima è un adolescente non identificato dai capelli castani, tra i 15 e i 17 anni, che Gacy strangola prima di rinchiuderne il corpo nell’armadio di casa. Il cadavere dello sconosciuto viene poi sepolto in, vicino alla zona barbecue.
Nel luglio 1975 Gacy si reca a casa di un suo dipendente mentre questi è da solo, costretto a stare a riposo a causa di un infortunio al piede. Gacy lo fa ubriacare, poi comincia a lottare con lui sul pavimento per scherzo e gli lega le mani dietro la schiena con un paio di manette. La manetta sul polso destro è allentata così il giovane riesce a liberarsi, appena John lascia la stanza. Quando ritorna il ragazzo lo colpisce violentemente, lo getta a terra riuscendo ad ammanettarlo a sua volta. Spaventato, promette di andarsene e lasciare in pace Antonucci, se lui lo avesse liberato. Il giovane acconsente e John va via.
Una settimana dopo il fallito assalto ad Antonucci, il 29 Luglio 1975, un altro degli operai di Gacy, il diciassettenne John Butkovitch, scompare. Il giorno prima della sparizione, si era recato a casa del suo capo per riscuotere lo stipendio arretrato. Gacy lo uccide, lo violenta e ne seppellisce il cadavere in garage. Altri due giovani, non identificati, si pensa siano stati uccisi tra l’agosto e l’ottobre 1976: uno di questi viene sepolto in una fossa sul cadavere di William Carroll, ucciso il 13 giugno precedente.
Il 24 Ottobre 1976 il clown killer adesca e ammazza due teenagers di nome Kenneth Parker e Michael Marino. Entrambi vengono violentati, strangolati e sepolti nella stessa fossa. Due giorni dopo William Bundy, diciannovenne operaio dell’impresa di Gacy, scompare nel nulla dopo aver informato la famiglia di dover andare a una festa. Anche Bundy viene sepolto nelle fondamenta della casa.
Nel dicembre 1976 un altro impiegato della PDM, Gregory Godzik, sparisce. I genitori del ragazzo e la sorella maggiore, Eugenia, contattano Gacy per sapere qualcosa di Greg. L’uomo informa la famiglia del fatto che il ragazzo gli aveva confidato di voler scappare di casa sostenendo di aver ricevuto un messaggio sulla segreteria telefonica da parte sua, poco tempo dopo la scomparsa.
Il 20 Gennaio 1977 scompare John Szyc. Il giovane viene attirato da John in casa sua con una scusa e, dopo essere stato strangolato e violentato, viene sepolto accanto al corpo di Godzik. In seguito Gacy ne rivende l’auto ad un suo operaio.
Tra il dicembre 1976 e il marzo 1977, il serial killer uccide un uomo non identificato di circa 25 anni. Il suo cadavere viene sepolto accanto a quello del ventenne Jon Prestidge, un ragazzo originario del Michigan ospite da alcuni amici di Chicago, che Gacy aveva ucciso il 15 marzo. Dopo l’omicidio di Prestidge, si pensa che l’assassino seriale abbia ucciso ancora un altro adolescente sconosciuto, rinvenuto cadavere nel suo cortile e di cui non si conoscerà mai l’identità.
Maggio 1977 John uccide Matthew Bowman, 19 anni. La vittima viene sepolta in cortile con la corda utilizzata per l’omicidio. Nell’agosto del 1977 finalmente emerge un indizio circa la sparizione di John Szyc: l’operaio a cui John aveva venduto l’auto del giovane viene arrestato per furto di benzina da una pompa di rifornimento. Il poliziotto nota la targa del veicolo e risale a Gacy. Interrogato, l’uomo dice agli agenti che Szyc gli aveva venduto la macchina a febbraio perché aveva bisogno di denaro per lasciare la città. La polizia quindi decide di non indagare ulteriormente.
Tra settembre e dicembre 1977, il clown killer assassina altri sei giovani ragazzi di età compresa tra i 16 e i 21 anni. Il 30 Dicembre 1977 adesca uno studente diciannovenne di nome Robert Donnelly, incontrato ad una fermata dell’autobus a Chicago. Gacy porta Donnelly a casa, lo violenta e lo tortura ripetutamente, infliggendogli svariate sevizie. Dopo numerose ore di supplizio, porta il ragazzo sul posto di lavoro, gli slega le mani e, incredibilmente, lo lascia libero di andarsene. Donnelly racconta e denuncia gli abusi subiti, John viene interrogato dalla polizia circa l’accaduto. Ammette di aver fatto sesso sadomaso con lui, ma insiste sul fatto che il giovane fosse consenziente. La polizia gli crede e nessuna denuncia di reato gli viene imputata.
Il mese seguente Gacy uccide William Kindred, 19 anni, che scompare il 16 febbraio 1978 dopo aver detto alla propria fidanzata che sarebbe andato a passare la serata in un bar. Kindred è l’ultima vittima del clown killer ad essere sepolta nella sua proprietà, dato che le successive saranno da lui gettate nel Des Pleins River. Nel marzo del 1978, John dà un passaggio al ventiseienne Jeffrey Rignall. Appena entrato nell’auto, il ragazzo viene addormentato con del cloroformio e portato a Summerdale, dove viene sodomizzato e torturato con vari strumenti. Anche Rignall fu rilasciato dal suo aguzzino. La polizia viene informata dell’accaduto, ma anche questa volta incredibilmente decide di non investigare.
Il 12 Ottobre 1978 il quindicenne Robert Piest scompare dal luogo di lavoro, una farmacia di Chicago. Prima di sparire, però, Piest aveva raccontato a parenti e amici di aver conosciuto il titolare della PDM, l’impresa che aveva da poco ristrutturato il negozio e che l’uomo gli aveva offerto un posto di lavoro nella sua ditta. Aggiunge, infine, che avrebbe dovuto incontrarlo a casa sua la sera della scomparsa. La polizia si reca quindi a casa di Gacy per interrogarlo e nota immediatamente il forte odore di marcio che proviene dal giardino e dalla cantina dell’abitazione. Insospettiti dalla puzza, i poliziotti riescono ad ottenere un mandato di perquisizione, ma il serial killer giustifica l’odore di putrefazione dei corpi con la scusa di avere problemi al sistema fognario. Cominciano gli scavi: tra le persone presenti c’è il dott. Robert Stein, che riconosce immediatamente l’odore di morte proveniente dalle fondamenta dell’abitazione. Stein comincia così ad organizzare la ricerca di più corpi, delineando e organizzando le aree di scavo.
Mentre gli scavi nella casa dell’orrore continuano, venerdì 22 Dicembre 1978, Pogo il clown finalmente confessa:
Credo di aver ucciso quasi 30 persone…
Racconta come aveva adescato le vittime, confessando di averle ammanettate mentre ne abusava sessualmente. Dichiara di averle uccise strangolandole, o tagliando loro la gola, mentre le stuprava e abusava di loro. In bocca i ragazzi avevano un calzino o un paio di mutande, in modo da non poter urlare e chiedere aiuto. Gacy ammette anche di aver tenuto per diverse ore i cadaveri sotto il letto e nella mansarda, in attesa di poterli seppellire di nascosto. Nel frattempo iniziano ad affiorare diversi cadaveri: alcuni seppelliti tanto vicini che l’assassino è costretto ad ammettere di aver ucciso anche più di una volta al giorno.
Il 28 dicembre terminano gli scavi nella villetta dell’orrore: i corpi rinvenuti sono 27. A John vengono attribuiti anche gli omicidi di due ragazzi ritrovati in un fiume fuori città: lui stesso ammette di aver utilizzato spesso il corso d’acqua perché cominciava a mancare lo spazio sotto casa. Inoltre, vengono ritrovati due corpi di uomini adulti nel cemento sotto lo studio dell’uomo e un altro ancora viene restituito dal fiume. L’ultimo ad essere ritrovato è il corpo di Robert Priest, presso una diga nell’aprile del 1979. Solo 9 corpi verranno identificati.
Epilogo
Il processo a John Wayne Gacy inizia il 6 febbraio 1980. L’uomo è accusato dell’omicidio di 29 minorenni e 3 adulti. Durante le udienze il clown killer rimane impassibile, ascolta con totale apatia tutte le testimonianze e le accuse sul suo conto. Non prova il minimo rimorso per i terribili crimini di cui si è macchiato e per l’immenso dolore che ha causato alle famiglie.
Il giorno del verdetto la giuria impiega solamente due ore per deliberare: John Wayne Gacy è ritenuto colpevole dei 30 omicidi e condannato a morte tramite iniezione letale. Durante i 14 anni di carcere da lui scontati dipinge moltissimi quadri, tutti raffiguranti lo stesso soggetto: Pogo il clown. Nel 1994 John W. Gacy viene giustiziato.




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