
Perugia è una perla di rara bellezza, viverla poi vestita dei colori autunnali è come fare un salto nel passato e ritrovarsi catapultati nel 1500. Nessuno avrebbe mai immaginato che proprio in questa cornice incantevole si sarebbe consumato uno dei crimini più controversi e discussi degli ultimi anni.
Meredith Susanna Cara Kercher detta Metz, 22 anni, studentessa inglese di Studi Europei, aderisce al programma Erasmus e arriva a Perugia nel settembre 2007 per completare il corso. In via Pergola divide una villetta con 2 studentesse italiane e con Amanda Marie Knox, 20 anni, studentessa di Seattle. Tanto è riservata e metodica Meredith, quanto esuberante è Amanda. La convivenza, tuttavia, sembra procedere senza grossi problemi.
È la sera del 1 Novembre 2007, Meredith cena dalla sua amica Sophie, rientra verso le 21.00, chiama i genitori e va a letto dopo aver chiuso a chiave la porta della sua camera. Quella notte resta da sola in casa. La mattina seguente i carabinieri, dopo aver ricevuto 2 due richieste di intervento per un presunto furto, si recano alla villetta. Ad attenderli in giardino c’è Amanda stretta al suo ragazzo, Raffaele Sollecito, studente universitario di origine barese (che ha fatto le due telefonate) e poco dopo arrivano, avvertite da lei, anche le altre due inquiline. I due fidanzati sono allarmati perché hanno trovato tracce di sangue in bagno e di Meredith non c’è traccia.
Una volta in casa, i militari sfondano la porta ed irrompono nella camera di Meredith, compromettendo irrimediabilmente la scena del crimine. C’è un gran disordine e dal piumone fa capolino un piede, poi l’orrore: Meredith giace esamine, in un lago di sangue e con la gola tagliata.
Secondo l’autopsia, il decesso risale alla sera precedente, tra le 21.00 e la mezzanotte, e a provocare la morte della ragazza è stata l’emorragia dovuta al taglio alla gola. Dalla sua camera, inoltre, sono spariti 250 euro, prelevati per pagare l’affitto e mai ritrovati. Il 5 novembre vengono sentiti, senza i rispettivi avvocati, Amanda e Raffaele: appaiono entrambi abbastanza confusi e senza un alibi forte, vengono cosi tenuti in stato di fermo. Amanda in quella circostanza fa il nome di Patrick Lumumba, gestore del bar in cui Meredith lavorava, che a quanto pare “la voleva”. Il caso sembra risolto, ma l’uomo si rivelerà estraneo ai fatti.

Perché Amanda ha mentito? Voleva, forse, proteggere se stessa e il fidanzato? Inizia così il cosiddetto “circo mediatico” e la sua vita viene messa sotto i riflettori. Si parla del diario in cui annota i suoi amanti e i suoi gusti sessuali, agli occhi di molti ha una colpa: è bella e questo basta per trasformare i suoi occhi azzurri in quelli di una spietata assassina.
Le indagini proseguono, nei giorni successivi viene isolato il Dna di Meredith sulla lama e quello di Amanda sul manico di un coltello da cucina trovato a casa di Raffaele Sollecito. Viene poi isolata un’impronta palmare che appartiene a Rudy Hermann Guede, 21enne ivoriano che vive da tempo a Perugia, che nel frattempo ha lasciato la città. Viene quindi emesso a suo carico un mandato di cattura internazionale: ricercato per omicidio aggravato e violenza sessuale, viene bloccato a Magonza. Rudy confessa di essere stato con Meredith quella sera e di aver tentato un approccio sessuale, ma afferma di non essere l’assassino. Dichiara di essere andato in bagno, di aver sentito delle urla e di aver visto una figura femminile ed una maschile scappare. Alla vista del sangue, sarebbe poi scappato per paura.
Per gli inquirenti non ci sono dubbi: gli assassini sono loro. Inizia così uno dei processi più travagliati della storia italiana. Guede sceglierà il rito abbreviato, Amanda e Raffaele si sottoporranno a tutti i gradi di giudizio.
19 Giugno 2008: i pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi depositano l’atto di chiusura delle indagini che precede la richiesta di rinvio a giudizio: Meredith Kercher è stata uccisa da Amanda, Raffaele e Rudy durante un tentativo di violenza sessuale. Secondo la loro ricostruzione, Rudy avrebbe tentato di violentarla e al suo diniego sarebbero accorsi Amanda e Raffaele che “eccitati” dalla situazione avrebbero spalleggiato Rudy. I due ragazzi avrebbero poi tenuto ferma Meredith per le braccia, mentre Amanda sferrava la coltellata che l’avrebbe uccisa. Rudy sarebbe andato poi a ballare mentre Amanda e Raffaele, dopo aver rotto il vetro della finestra della camera della vittima per simulare un furto, avrebbero gettato in prossimità della villetta i due telefoni della ragazza (ritrovati poi dai carabinieri) per paura di telefonate improvvise e sarebbero poi andati a casa di Raffaele.
Il 28 Ottobre 2008 il gup Paolo Micheli condanna Rudy Guede a 30 anni di reclusione e rinvia a giudizio Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Amanda scoppia in lacrime e ai due imputati vengono negati gli arresti domiciliari. Il 16 Gennaio 2009 inizia il processo davanti alla Corte d’Assise di Perugia presieduta da Giancarlo Massei. Le accuse per i due ex fidanzati sono: omicidio volontario aggravato dai futili motivi, violenza sessuale, furto; per Amanda c’è anche la calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. Il 5 Dicembre 2009 la Corte d’Assise di Perugia condanna Amanda e Raffaele rispettivamente a 26 (un anno in più per le accuse a Lumumba) e 25 anni.

Il 18 Novembre 2009 inizia il processo d’Appello a Rudy Guede. I suoi legali hanno fatto ricorso contro la decisione del gup. La Corte d’Appello di Perugia riforma parzialmente la sentenza di primo grado, riducendo la condanna da 30 a 16 anni di reclusione, concedendogli le attenuanti generiche.
Novembre 2010: inizia il processo di secondo grado. Raffale Sollecito è assistito dall’avvocato Giulia Bongiorno e Amanda Knox continua a essere nell’occhio del ciclone per il suo aspetto e i vestiti che indossa. Il 3 Ottobre 2011 la Corte assolve i due imputati dall’accusa di omicidio “per non avere commesso il fatto” e ne dispone la scarcerazione. Il procuratore aveva chiesto l’ergastolo. Secondo i giudici, sono venute meno le motivazioni che ne avevano decretato la colpevolezza. Amanda parte per gli Stati Uniti il giorno dopo. Entrambi rilasciano interviste, scrivono libri e provano a condurre nei limiti del possibile una vita “normale”.
Il 16 Dicembre 2010 la prima sezione della Corte di Cassazione conferma la sentenza d’Appello, che diventa così irrevocabile, per Rudy Guede. Il 26 Marzo 2013 arriva il ribaltone: la Cassazione annulla la sentenza di secondo grado e rinvia tutto alla Corte d’Appello di Firenze per un nuovo processo che inizia il 30 Settembre 2013. Amanda resta negli Stati Uniti per paura di finire di nuovo in carcere in caso di sentenza sfavorevole, Raffaele segue tutte le udienze. L’accusa chiede 30 anni per Amanda e 26 per Raffaele. Il movente però è cambiato: non è più il gioco erotico finito male, ma una lite tra Amanda e Meredith per le pulizie di casa.
Il 30 Gennaio 2014, dopo 12 ore di camera di consiglio, la sentenza: Amanda Knox viene condannata a 28 anni e 6 mesi e Raffaele Sollecito a 25 anni. Il giorno che segna la fine dell’iter giudiziario è il 27 Marzo 2015: la quinta sezione penale della Corte di Cassazione accoglie il ricorso presentato dalle rispettive difese e assolve i due imputati.
Rudy Guede resta l’unico condannato per l’omicidio di Meredith, in carcere si è laureto e dovrebbe tornare un uomo libero nel 2023. Ancora oggi si proclama innocente. Raffaele Sollecito si è laureato in ingegneria informatica nel 2014 con una tesi su se stesso. Anche lui, come Amanda, ha scritto un libro e si batte per i diritti civili. La Cassazione ha respinto la sua richiesta di indennizzo di 516mila euro per ingiusta detenzione. Amanda vive negli Stati Uniti dove si è laureata, fa la giornalista, ha scritto un libro, è impegnata in un’associazione che si occupa delle vittime di errori giudiziari ed è fidanzata con lo scrittore Christopher Robinson.
Meredith, protagonista quasi dimenticata di questa triste vicenda, purtroppo non ha realizzato nessuno dei suoi sogni perché una mano omicida le ha tolto brutalmente la vita e possiamo solo immaginare cosa potesse desiderare la ragazza vestita da diavoletto che sorride felice, ignara del fatto che quella sarebbe stata la sua ultima festa. Una storia ambigua, piena di errori, dubbi ed ombre, sulla quale purtroppo non è stata e non sarà mai fatta pienamente luce.

© Riproduzione riservata


Lascia un commento