
Di Gianfrancesco Coppo
Un serial killer che pedina le ragazze durante la notte e le uccide a colpi di Calibro 44. Un assassino spietato spesso torna sulle scene dei suoi crimini e che fa fatica a non andare ai funerali delle sue vittime. I demoni gli ordinano di uccidere, non può farne a meno.
David Berkowitz nasce il 1 giugno 1953: sua madre, Betty Broder, appartiene ad una famiglia ebrea molto povera. Rimasta incinta, viene abbandonata dal padre del bambino. Poco dopo si sposa con un uomo che minaccia di lasciarla se non avesse rinunciato al piccolo. La donna organizza l’affidamento, prima che il figlio nasca. Vengono scelti Nat e Pearl Berkowitz che, non potendo avere figli, ricoprono il bambino di attenzioni esagerate e regali. David trascorre la sua infanzia nel Bronx: si dimostra un bambino asociale e solitario, si sente a disagio nei confronti dei coetanei, essendo molto più robusto di loro. Diventa litigioso, iperattivo e ingestibile: comincia ad assumere un atteggiamento sempre più violento.
Nel 1967 muore sua madre, uccisa da un tumore al seno. Il rendimento scolastico di David crolla e viene compromessa anche la sua fede in Dio. Nel 1971 suo padre si risposa e si trasferisce in Florida, lasciando il figlio solo, senza prospettive né obiettivi.
Dal 1971 al 1974 milita nell’esercito diventando un tiratore provetto, soprattutto con i fucili. Nel frattempo si innamora di una ragazza, ma lei lo considera solo un amico. Rintraccia la sua madre biologica ma, dopo averla incontrata, non sentendosi felice la lascia quasi subito. Il rancore che prova nei confronti delle donne cresce a dismisura. Il suo unico rapporto sessuale completo lo ha con una prostituta di origine coreana, che lo infetta con una malattia venerea.
Lasciato l’esercito l’uomo appicca ben 1488 incendi dolosi, annotandoli su un diario con dovizia di particolari. Nel novembre del 1974, Berkowitz scrive una lettera al padre:
È fredda e triste, ora, New York, ma va bene, perché questo tempo mi fa sentire…triste. Papà, il mondo sta divenendo scuro. Lo sento sempre di più. La gente ha sviluppato un odio nei miei confronti. Non puoi credere quanta gente mi odi. Molte persone vorrebbero uccidermi. Io non le conosco, ma loro vogliono uccidermi. Molti di loro sono giovani. Io cammino lungo la strada e loro mi sputano e mi danno calci. Le ragazze mi chiamano brutto e questo mi fa più male. I ragazzi ridono. In ogni modo, presto tutto andrà per il verso giusto…
Dopo si chiude in casa per un mese, uscendo solo per procurarsi da mangiare. Sulle pareti della sua abitazione scrive strane frasi con un pennarello:
In questo buco vive The Wicked King. Uccidere per il mio Maestro. Io trasformo i bambini in assassini.
Nel 1975 durante una festa conosce dei ragazzi vicini all’ambiente esoterico, all’occultismo e alla stregoneria. Coinvolto da questo mondo, comincia a guardare molti film horror (rimane molto colpito da Rosemary’s Baby); inoltre, legge e studia la Bibbia di Satana, opera scritta nel 1969 da Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana a San Francisco. Ovunque vede simboli esoterici che gli indicano la strada, simboli satanici che rimandano al Maligno. Berkowitz dichiara di essere agli ordini dei demoni, di ascoltare le loro voci e di fare quello che vogliono: il 24 dicembre 1975 impugna un coltello, esce di casa e si mette alla ricerca di una vittima di genere femminile. Ne trova due: una si salva fuggendo, l’altra viene pugnalata 6 volte ma sopravvive. Subito dopo, David va a mangiare in un fast food.
Successivamente si trasferisce a Yonkers prendendo in affitto una casa appartenente ad una famiglia che ha un cane, un pastore tedesco che abbaia ed ulula tutta la notte. Berkowitz interpreta l’ululato dei cani come una sorta di comunicazione con i demoni che gli ordinano di andare a caccia di ragazze. Il padrone del cane diviene, nella sua mente, il padrone di tutti i “cani del male” che si aggirano a New York. Si trasferisce nuovamente, anche in questa nuova sistemazione i padroni di casa possiedono un cane. Il padrone di quest’ultimo, secondo David, è posseduto da un demone potente quanto Satana, Sam, che può essere sconfitto solo da Dio. Da qui Berkowitz comincia ad appellarsi Figlio di Sam. Deve sottostare agli ordini di Sam e ammazzare i due cani non serve a placare i demoni: deve uccidere.
25 Luglio 1976: Donna Lauria (18 anni) e l’amica Jody Valenti (19 anni) se ne stanno tranquille a chiacchierare sedute in una macchina parcheggiata sotto l’abitazione di una di loro. Ad un tratto, si avvicina un uomo dal lato del passeggero che estrae una Calibro 44 Charter Arms Bulldog e spara per 5 volte all’interno dell’auto. Donna muore sul colpo, mentre Jody si salva riportando solo una ferita alla coscia. Il misterioso aggressore continua a premere il grilletto anche a caricatore vuoto, colto da follia incontrollabile. La polizia, intervenuta sul luogo del delitto, ritiene che sia stata un’esecuzione ma con le vittime sbagliate.
23 Ottobre 1976: Carl Denaro (20 anni) si trova con alcuni amici in un bar del Queens a bere una birra. Di lì a poco, si sarebbe arruolato nell’Aeronautica Militare per un periodo di quattro anni. Gli ultimi momenti di libertà vuole passarli con la sua ragazza, Rosemary Keenan. Alla fine della festa Carl si offre di accompagnare la ragazza a casa e, giunti davanti all’abitazione di lei, si intrattengono a chiacchierare. Ad un tratto, sempre dal lato del passeggero, si avvicina un uomo che esplode 5 proiettili nell’abitacolo: Carl viene ferito alla testa (si salva, ma gli viene impiantata una placca metallica al posto di una parte del cranio) mentre Rosemary salta al posto di guida e scappa tornando al bar.
26 Novembre 1976: Joanne Lomino (18 anni) e Donna DeMasi (16 anni) stanno tornando a casa dopo essere state al cinema. Scese dall’autobus si accorgono di essere seguite da un individuo sospetto, accelerano il passo, ma l’individuo riesce a raggiungerle, estrae una pistola e spara: Donna rimane illesa (i proiettili, pur trapassandole il corpo, non ledono alcun organo vitale), Joanne sopravvive ma costretta a vita su una sedia a rotelle in quanto colpita alla spina dorsale.
30 Gennaio 1977: Christine Freund (26 anni) ed il suo fidanzato Joh Diel lasciano un locale del Queens dove hanno passato la serata. Stanno andando verso la loro auto, ma non si accorgono di essere seguiti da un individuo. Giunti in macchina, l’individuo si avvicina e spara due colpi che raggiungono la ragazza alla testa: morirà in ospedale poche ore dopo.
Intervengono due poliziotti: Joe Coffey, (43 anni, di origini irlandesi) e Joe Borrelli (italo-americano). Durante le indagini giungono alla conclusione che, dietro a queste aggressioni, vi sia un unico responsabile: uno squilibrato che sceglie le sue vittime a caso.
17 Aprile 1977: Valentina Suriani (18 anni, aspirante attrice e modella) e il fidanzato Alexander Esau (20 anni, autista di carro attrezzi) sono insieme, in auto, presso l’Hutchinson River Parkway verso le 3.00 del mattino. All’improvviso vengono affiancati da un altro mezzo: il conducente esplode 4 colpi verso i giovani, due a testa. La ragazza muore sul colpo, mentre il giovane morirà poco dopo in ospedale.
Sulla scena del crimine i due detective rinvengono una lettera indirizzata a Joe Borrelli:
Salve, Capitano Joe Borrelli,
Sono veramente ferito dal fatto che pensiate che io odio le donne. Non è vero. Io sono un mostro! Io sono Il Figlio di Sam e sono un monello. Quando il padre Sam beve, diventa malvagio. Picchia la sua famiglia. Delle volte mi porta sul retro della casa. Altre mi chiude a chiave nel garage. Sam ama bere il sangue. Esci e uccidi, comanda padre Sam. Riposa dietro la nostra casa. Soprattutto giovani…violentate e sgozzate…il loro sangue defluisce…solo ossa adesso. Padre Sam mi tiene chiuso nell’attico anche. Non posso uscire, ma guardo dalla finestra il mondo che scorre al di fuori. Mi sento un estraneo. Sono su una lunghezza d’onda diversa da quella di chiunque altro… programmato per uccidere. Comunque, per fermarmi devi uccidermi. Questo è un avviso per la polizia: sparatemi per primi, per uccidermi, o scappate se non volete morire! Padre Sam è vecchio, adesso. Ha bisogno di sangue per preservare la propria giovinezza. Ha frequenti attacchi di cuore. Ugh, fa male, ragazzo mio. Più di tutti mi manca la mia deliziosa principessa. Lei riposa nella nostra casa delle signore. Ma la rivedrò presto. Sono il Mostro… Beelzebub… chebby behemouth. Amo cacciare. Aggirarmi per le strade cercando un bel gioco, carne da assaggiare. Le donne del Queens sono le migliori. Dovrebbe essere quella l’acqua da bere. Io vivo per cacciare…la mia vita. Sangue per il Padre, Mr. Borrelli, sir, non voglio più uccidere. No, sir, non più, ma devo: onora tuo padre. Voglio portare amore al mondo. Io amo la gente. Io non appartengo alla terra. Return me to the yahoos. Questo è per la gente del Queens, vi amo. E voglio augurare a tutti una buona Pasqua. Possa Dio benedirvi in questa vita e in quella successiva. Per adesso vi dico arrivederci e buonanotte. Polizia: lasciate che vi lasci con queste parole. Tornerò, Tornerò! Da interpretare come bang, bang, bang, bang_ugh!! Vostro nell’omicidio,
Mr. Mostro.
Sulla busta e sulla lettera, come è prevedibile, non ci sono impronte né tracce utili. Vengono indette diverse conferenze stampa per rassicurare i cittadini. Viene organizzata una task-force e un’operazione denominata Operation Omega: si scatena una vera e propria caccia al Killer della Calibro 44.
Viene redatto un profilo dell’aggressore: maschio, bianco, di età compresa tra i 25 ed i 30 anni, alto circa 1,80 m, corporatura media, capelli scuri. Risulta essere un individuo paranoico schizofrenico, convinto di essere posseduto dai demoni e di essere dotato di poteri sovrannaturali di origine demoniaca; è un individuo solitario, con grandi difficoltà relazionali, soprattutto nei confronti delle donne.
Mentre gli investigatori verificano ogni possibile segnalazione, il Figlio di Sam si sente onnipotente e, imitando Jack Lo Squartatore, decide di far recapitare una sua lettera a Jimy Breslin, reporter del Daily News:
Un saluto dalle crepe sui marciapiedi di NYC, e dalle formiche che vi dimorano, e che si nutrono del sangue secco che si deposita nelle crepe. Un saluto dalle grondaie di NYC (New York City), piene di merda di cane, di vomito, di vino stantio, di piscio e di sangue. Un saluto dalle fogne di NYC, che inghiottono quelle delicatezze quando queste sono spazzate via dai camion della spazzatura. Non pensate che solo perché è un po’ che non mi faccio sentire, io sia andato in letargo. No, al contrario, sono ancora qui. Come lo spirito che vaga nella notte. Triste, affamato, raramente mi fermo; ansioso di pregare Sam. Sam è un triste ragazzo. Non vuole che smetta di uccidere fino a che non si riempirà di sangue. Cosa pensi accada, Jim, il 29 Luglio? Voi potete dimenticarmi, perché a me non interessa la pubblicità. Ma non dovete dimenticare Donna Laurie, e non lasciate che la gente lo faccia. Perché lei era un ragazza deliziosa. Non sapendo cosa ci porta il futuro, posso mai sapere se ti rivedrò al prossimo lavoro, o se tu vedrai me metter mano al prossimo lavoro? Ricorda Miss Laurie. Grazie. Nel loro sangue e dalla fogna, la Creazione di Sam. 44
Qui ci sono alcuni nomi che potrebbero aiutarvi. Passateli all’ispettore per uso del NCIC (National Crime Information Centre). Loro hanno qualunque cosa sul computer, qualunque. Potrebbero collegare altri crimini. Forse potrebbero fare delle associazioni. Duke of Death. Wicked King Wicker. I ventidue discepoli dell’Inferno. E in ultimo, John Wheaties, violentatore e strangolatore di giovani ragazze.
P.S. muovetevi, pensate positivo, fatevi coraggio, bussate alle bare, ecc.
Sulla lettera vengono ritrovate delle impronte digitali parziali che possono servire per i confronti, ogni qual volta venga fermato un individuo sospetto.
26 Giugno 1977: Judy Placido chiede ad un amico, Sal Lupo, di accompagnarla a casa dopo essere stati in una discoteca del Queens. Una volta saliti in macchina, mentre chiacchierano, un uomo li aggredisce con una pistola: se la cavano con ferite lievi perché quella notte Cofey è di pattuglia proprio in quella zona. Intanto il 29 luglio, data annunciata nella lettera, si avvicina. La mobilitazione è totale: in città c’è tensione, allarme, nervosismo, anche per il fatto che il soggetto sconosciuto colpisce a caso, ma non accade nulla.
31 Luglio 1977: Stacy Moskowitz e il suo fidanzato, Bobby Violante, dopo essere stati al cinema decidono di andare a fare una passeggiata in un parco di Brooklyn. La ragazza si accorge che qualcuno li sta osservando, nascosto nel buio. Saliti in macchina, vengono raggiunti da un uomo che esplode tre colpi di pistola: Stacy muore durante la successiva operazione chirurgica in ospedale, mentre il fidanzato perde l’uso dell’occhio sinistro e subisce la riduzione della vista all’occhio destro.
Dopo alcune strane lettere recapitate alle famiglie che hanno affittato la casa a Berkowitz e ad un detective, attuale vicino di casa del serial killer, in cui si parla di una setta satanica presente nella zona, gli investigatori decidono di seguire la pista e indagare proprio su David Berkowitz: scoprono che il profilo criminale stilato dagli esperti e le testimonianze dei sopravvissuti corrispondono all’uomo, che tra l’altro ha una certa esperienza con le armi da fuoco.
Decidono, quindi, di organizzare una sorveglianza presso l’abitazione di Berkowitz, al 35 di Pine Street: ad un tratto, dal portone della palazzina, esce un uomo con i capelli scuri che lentamente si dirige verso il parcheggio, portando con sé una busta di carta. Lo lasciano salire nella sua auto e poi decidono di accerchiarlo. Gli chiedono chi sia e lui, sorridendo, risponde: “Sono Sam, David Berkowitz”. Lo portano in centrale per interrogarlo: in tutta calma e tranquillità, rilassato, cortese e sicuro, racconta ogni delitto commesso, con tutti i particolari e alla fine dell’interrogatorio augura una buona notte agli agenti.
Per lui l’arresto è liberatorio perché in cella nessun cane demoniaco lo avrebbe raggiunto per ordinargli di uccidere ragazze. Durante il processo che lo vede imputato, viene considerato perfettamente sano di mente e condannato a 365 anni da scontare nel carcere “Sullivan Correctional Facility” di Fallsburg, a New York. Nel corso della detenzione Berkowitz manifesta un radicale cambiamento: si converte al Cristianesimo, riconosce i crimini commessi e la sofferenza che ha procurato, assiste il cappellano del carcere.
Non riesco a capire cosa sia accaduto. È stato un incubo. Ero tormentato nella mente e nello spirito. La mia vita era senza controllo e ancora oggi non posso fare altro che rammaricarmi per quello che è accaduto. […] La mia mente non era a posto, pensavo di essere un soldato del diavolo e credevo ad un sacco di cose folli, come la bibbia satanica che leggevo. […] Non cerco la libertà. Non ci credo più. Ho accettato la mia sentenza e la punizione che ne è conseguita. Ammetto di meritare di restare in carcere per il resto della mia vita. Non cerco nemmeno la vostra pietà, voglio solo mostrarvi come mi sento e in cosa credo. […] Spero che ciò che ho scritto possa portare nella vostra vita un po’ di conforto e tranquillità. Grazie, che Dio possa benedirvi.
(Brano tratto dal sito che cura personalmente: “Forgiven For Life”)







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