
Socrate invitava a “conoscere se stessi”, un concetto filosofico che si è evoluto nel tempo, portando in epoca moderna tutta la sua importanza filosofica e sociale. È dalla conoscenza di se stessi, infatti, che si prende consapevolezza e coraggio di intraprendere la strada del successo.
Il processo che accompagna tale consapevolezza è detto Coaching, una metodologia di sviluppo personale nella quale un “coach” supporta il discente, o coachee, al fine di raggiungere uno specifico obiettivo personale, professionale o sportivo. Un coach fornisce un supporto specifico verso l’acquisizione di un più alto grado di consapevolezza, responsabilità, scelta, fiducia e autonomia.
In realtà, di coaching si comincia a parlare nel mondo del business con l’emergere del movimento Umanista, per diventare solo più tardi una vera e propria disciplina affiancata allo sport per il raggiungimento degli obiettivi degli atleti, in termini di risultati. Tuttavia, oggi il coaching esula dallo specifico mondo del business o dello sport ed è diventato uno strumento utilizzabile in ogni campo, atto ad aiutare le persone nel far quadrare il bilancio della propria vita privata o professionale e nel migliorare i rapporti con gli altri, scoprendo le strategie più adeguate per raggiungere i propri obiettivi.
Non si tratta dunque di una semplice tecnica applicata in determinate circostanze, ma di un modo di guidare e gestire le persone, una maniera di pensare, e quindi anche un modo di essere. Alla base del coaching vi è la conoscenza e la consapevolezza di sé, delle proprie risorse e delle aree migliorabili. Si tratta di focalizzare mete specifiche per trovare le strategie più adeguate. E’ un progetto di crescita mirato, con traguardi specifici, che facilita il cambiamento, attraverso un percorso autorigenerativo.
In questo percorso il discente è responsabile di ogni suo passo, ed il Coach lo aiuta a diventare consapevole dei suoi obiettivi e a realizzarli al meglio. Attraverso tale attività, si apprendono ed elaborano le tecniche e le strategie di azione che permettono di migliorare sia le performance che la qualità della propria vita.
Emerge quindi che il coaching rappresenta uno stimolo, uno strumento di cambiamento sia a livello culturale, sia individuale che organizzativo. Visto come una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirando chiunque lo segua a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.
Il coach, come professionista, non svolge attività di prevenzione o cura e non fa diagnosi di personalità, né valutazioni della persona di alcun genere. Egli non offre sostegno psicologico, bensì si concentra sulla crescita e sullo sviluppo della persona accompagnandola nella definizione di traguardi raggiungibili, sviluppo di consapevolezza, creazione di possibilità ed infine di scelta di un piano di azione che vada nella direzione dell’obiettivo prefissato. Le sue uniche responsabilità sono:
- scoprire, rendere chiari ed allineare gli obiettivi che il discente desidera raggiungere;
- guidare il cliente nella scoperta personale di tali obiettivi;
- fare in modo che le soluzioni e le strategie da seguire emergano dal cliente stesso;
- lasciare piena autonomia e responsabilità al cliente.
Posti tali scopi, il coach affianca, stimola, incoraggia l’assistito a vivere la propria vita e le proprie aspirazioni. Così, aumentando le performance e focalizzando il punto di arrivo, il coaching permette semplicemente e concretamente di arrivare diritti alle destinazioni prefissate.


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