Dopo anni di accese discussioni, come previsto dal Regolamento attuativo della legge istitutiva della Banca Dati Nazionale del DNA, sono cominciati i prelievi di campioni di mucosa del cavo orale sui detenuti di diverse carceri italiane.
La prima operazione di raccolta del campione biologico è stata eseguita su un detenuto straniero nel carcere romano di Regina Coeli. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha fatto sapere che ad eseguire il prelievo – “nel rispetto della dignità, del decoro e della riservatezza di chi vi è sottoposto” – è stato personale della Polizia penitenziaria appositamente formato.
Una volta raccolto, il campione viene immediatamente inviato al Laboratorio Centrale per la Banca dati nazionale del DNA, istituito presso il DAP a Rebibbia e dotato di macchinari robotizzati per le varie fasi di tipizzazione del DNA. In seguito, lo stesso viene mandato alla Banca dati nazionale istituita presso il Dipartimento della Pubblica sicurezza.
Il DNA non può essere prelevato in maniera indiscriminata, l’operazione può essere posta in essere solo nei confronti di alcuni soggetti:
- detenuti per reati non colposi, per i quali è consentito l’arresto facoltativo in flagranza;
- arrestati in flagranza di reato o sottoposti a fermo di indiziato di delitto;
- soggetti nei confronti dei quali venga applicata una misura alternativa alla detenzione a seguito di sentenza irrevocabile, per un delitto non colposo.
Esclusi tutti i reati non violenti, come illeciti societari o tributari.
L’accesso alla Banca dati nazionale è consentito alla polizia e all’autorità giudiziaria esclusivamente per finalità di identificazione personale e di collaborazione internazionale di polizia.
A seguito di assoluzione con sentenza definitiva perché il fatto non sussiste, perché l’imputato non lo ha commesso o perché il fatto non costituisce reato, è disposta d’ufficio la cancellazione dei profili del DNA e la distruzione dei relativi campioni biologici.
40 anni il termine massimo per cancellare il profilo del DNA, 20 quello per distruggere il relativo campione biologico.
Una grande conquista in campo investigativo, soprattutto per quanto riguarda la lotta alla criminalità organizzata, il contrasto al terrorismo, la ricerca degli scomparsi e la risoluzione dei cosiddetti “cold case”.


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