Un Ibis eremita, specie migratrice reintrodotta di recente attraverso un progetto dell’Unione Europa, è stato trovato morto in località Angone, Val Camonica, nel Comune di Darfo Boario Terme. Le Guardie del Wwf Lombardia, in allarme già da venerdì scorso perché il trasmettitore GPS dell’animale segnalava l’esemplare fermo da oltre 24 ore nella stessa posizione, hanno trovato il raro volatile, soprannominato Enno, devastato dalle fucilate.
In corpo aveva 80 pallini da caccia, estratti dai veterinari dell’Oasi di Valpredina. Enno faceva parte del progetto Waldrappteam (promosso da Italia, Austria e Germania, nell’ambito del programma LIFE+) diretto alla reintroduzione in Europa della specie, estintasi nel XVII secolo a causa della caccia indiscriminata.
In Italia, gli episodi di uccisione da parte di cacciatori sono purtroppo frequentissimi:
- Nel 2014 due Ibis eremita, Goja e Jedi, sono stati uccisi in provincia di Livorno da un cacciatore, condannato dal Tribunale di Livorno a risarcire il danno economico e morale con 20.000 euro, con sospensione della licenza.
- Nel settembre 2016, il giovane Ibis Kato è stato trovato morto nelle vicinanze di Punto Ala, provincia di Grosseto. Rinvenuti diversi pallini di piombo nel corpo dell’animale.
- Sempre a settembre 2016 un altro Ibis eremita, Tara, è stato ucciso da un bracconiere e lasciato morire nei pressi di un torrente, stavolta in provincia di Vicenza. Si trattava di un esemplare di 5 anni, che aveva imparato la rotta di svernamento grazie ad una passata migrazione guidata dall’uomo e ora stava accompagnando il giovane Enno (l’Ibis ucciso in Val Camonica) da Salisburgo verso Orbetello, nel pieno della migrazione autunnale. La radiografia post mortem ha evidenziato numerosi pallini in tutto il corpo e un proiettile nell’area dorsale.



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