
Henry Lee Lucas e Ottis Toole sono stati tra i più efferati mostri che la storia ricordi.
Lucas nacque a Blacksburg in Virginia il 23 Agosto 1936, secondogenito di una coppia povera e piena di problemi. Sua madre a 40 anni aveva già avuto 9 figli (compreso Henry), 7 dei quali con un altro uomo che, di comune accordo con la donna, li aveva abbandonati in un orfanatrofio. Il padre, Anderson Lucas, era un ex operaio delle ferrovie che all’età di 21 anni aveva avuto un gravissimo incidente perdendo entrambe le gambe all’altezza del ginocchio. Entrambi i genitori diluivano i loro problemi nell’alcol e potevano permettersi solo una baracca di montagna vicino a Craig Creek, al limite del Parco Nazionale di Jefferson. La madre di Henry Lee Lucas era una donna deviata e malvagia: era quasi sempre ubriaca o comunque poco lucida.
Non meno degradata fu l’infanzia di Ottis Toole. Nacque il 5 Marzo 1947 a Jacksonville (Florida) in una famiglia numerosa. Il padre era un imbianchino a cui piaceva l’alcol e picchiare la moglie Sarah, una fanatica religiosa che pare abbia abusato del figlio facendolo vestire da donna e chiamandolo “Becky”. La nonna era una satanista e da bambino lo iniziò a varie pratiche e riti satanici, affibbiandogli il soprannome di Bambino del diavolo. Ottis era il figlio più fragile di tutti, aveva gravi problemi mentali e un quoziente intellettivo di soli 75 punti: riuscì ad arrivare alla settima classe con promozioni pro forma in una classe speciale per bambini con problemi di apprendimento. Era anche affetto da epilessia e aveva frequenti attacchi che lo facevano stare molto male. In quegli anni spesso scappava di casa e amava dormire in case abbandonate. Sessualmente eccitato dal fuoco, divenne fin da bambino un accanito piromane. Probabilmente fu abusato da un vicino e visse le sue prime esperienze sessuali con la sorella Drusilla. A soli 10 anni scoprì di essere omosessuale e in seguito affermò di avere avuto una relazione omosessuale con un ragazzo del quartiere all’età di 12 anni. Da adolescente abbandonò la scuola e iniziò a frequentare bar gay diventando un gigolò a cui piaceva travestirsi da donna. Il primo omicidio lo commise a 14 anni, quando, dopo aver rifiutato delle avances da un uomo, lo investì con la propria auto.
Nel febbraio del 1976 le strade di quelli che diventeranno due degli assassini seriali più spietati di sempre si unirono. Lucas raggiunse Jacksonville, senza soldi né un posto dove poter passare la notte. Chiese in giro e seppe che in città c’era un gruppo di volontari che forniva un pasto caldo e un letto per dormire. Quando si mise in fila per la distribuzione del pasto, fu avvicinato da Toole. Per Henry quell’uomo non era uno sconosciuto, lo aveva già incontrato tempo prima in un locale della Pennsylvania. Non ci volle molto prima che Ottis lo invitasse a passare la notte a casa sua, dove vivevano la madre Sarah col suo nuovo marito Robert, sua moglie Novella e i suoi nipoti rimasti orfani, Frank Jr. e Frieda “Becky” Powell.
I familiari non si stupirono di vedere l’ennesimo sconosciuto entrare in casa, ormai l’appartamento era diventato un porto di mare in cui aveva imposto le sue regole. Portava a casa chi voleva e spesso lasciava gli uomini in compagnia di Frieda, godendo nell’osservarli di nascosto mentre questi facevano sesso con la bambina, o addirittura con sua moglie Novella. Henry si adattò molto bene a quel clima familiare, tanto che prolungò indefinitamente il soggiorno. In poco tempo condivise il letto con Ottis, che nel frattempo aveva cacciato di casa la moglie mandandola a stare dai vicini. L’amicizia e il rapporto sessuale tra i due uomini si fece sempre più stretto e diversi erano i punti in comune: primo fra tutti, una speciale attitudine al crimine. Cominciarono a girovagare in auto, in lungo e largo, in cerca di divertimento, terrorizzando la gente e assalendo piccoli negozi, o qualche banca. La coppia assassina aveva appena dato vita alla sua lunga carriera criminale.
Iniziarono ad ammazzare commessi e impiegati, se questi abbozzavano una resistenza. La polizia non riusciva a collegare i vari delitti poiché non c’erano quasi mai testimoni e i crimini avvenivano in zone isolate. Henry e Ottis cambiavano auto di continuo, rubandole o facendo l’autostop e uccidendo il guidatore. Poi portavano la vettura in un altro Stato, l’abbandonavano e ne prendevano un’altra. Inoltre, le vittime erano di estrazione sociale diversa e il modus operandi era sempre differente.
Toole a volte cucinava parti delle vittime e le mangiava, le sue inclinazioni al cannibalismo lo portarono addirittura a ideare una salsa speciale per barbecue. Henry l’assaggiò, ma il sapore non gli piacque per niente. L’attività della coppia aveva già raggiunto livelli di ferocia inaudita eppure il delirio di violenza e distruzione dei due doveva trovare uno sviluppo ancora più incredibile: il culto satanico.
Durante l’ennesimo omicidio, i due serial killer furono avvicinati da uno sconosciuto, che cercò di attirarli con una proposta di lavoro: consegnare automobili a domicilio. Henry rifiutò, l’uomo allora propose ai due un altro tipo di impiego: eseguire omicidi su commissione, per conto di un’organizzazione molto riservata. Non ci pensarono su molto e accettarono, ma l’uomo pose una condizione: dovevano entrare a far parte di una setta adoratrice di Satana, chiamata La Mano della Morte. Qualche settimana dopo si diressero a Miami in Florida, dove si incontrarono con un inquietante personaggio di nome Don Meteric, che era ben informato sui crimini da loro commessi: sapeva tutto perché aveva contatti con Ottis, che aveva lavorato per lui per anni. Quella notte furono trasportati all’interno di una zona paludosa e portati su un’isola, dove Henry uccise un uomo per entrare nella setta. Più tardi, durante una messa nera, il cadavere fu fatto a pezzi, cucinato e mangiato dai membri dell’organizzazione. Da allora, Henry e Ottis avrebbero compiuto varie missioni per conto della Mano della Morte: in particolare fu assegnato loro il compito di rapire bambini, che avrebbero dovuto passare la frontiera ed essere portati in Messico, per essere utilizzati per i riti della setta, o venduti a peso d’oro a famiglie benestanti.
Di certo la coppia di assassini più perversa che si possa immaginare: uno psicopatico necrofilo ed uno schizofrenico cannibale. Cambiavano bersaglio di continuo e non avevano un modus operandi identificabile: colpivano le vittime nelle loro case, le sequestravano per strada, le ammazzavano sul posto o le conducevano in zone isolate; a volte commettevano anche sevizie sessuali, sia prima che dopo la morte. Fu un periodo di intensa attività criminale, al termine del quale Henry tornò da solo a Jacksonville mentre Ottis contava di riunirsi al suo amico più tardi, ma la cosa non avvenne mai. Nel 1996, infatti, Toole morì in prigione per insufficienza epatica, all’ età di 49 anni. Fu sepolto nel cimitero del carcere poiché nessuno reclamò il suo corpo.
Per i detective furono un vero rebus e molti dei loro crimini non sarebbero stati scoperti se Lucas non se li fosse attribuiti. Catturati separatamente, entrambi una volta in carcere diedero segni di scompenso e cominciarono una serie di lunghe e controverse confessioni, nelle quali l’uno tirò in ballo l’altro in molti dei crimini commessi.
Le peculiarità del background di questi due serial killer meritano attenzione in quanto sono il terreno comune su cui si è sviluppato il loro particolarissimo delirio condiviso, non come reazione ma piuttosto come necessaria conseguenza di quella che era stata la loro personale storia di vita. Quest’ultima li ha portati a condividere e a replicare ciò che veramente conoscevano: una realtà totalmente allucinante, segnata da abbrutimento, bestialità e solitudine, in cui l’orrore ha rappresentato per anni l’unica certezza della loro esistenza.





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