Autore: Lara Vanni
Casa editrice: Sidebook
Prezzo: 15 euro
Pagine: 288
Quante volte abbiamo sognato di incontrare il principe azzurro, di avere una fantastica storia d’amore come quella dei film, avere l’abito bianco innanzi all’altare…molte storie vanno davvero in questo modo, non temete, ma, purtroppo alcune di queste hanno finali diversi, inaspettati, imprevedibili, violenti.
La Bella e la Bestia: una storia come tante è un libro che riguarda un fenomeno molto discusso, ma fino ad ora poco approfondito: la violenza domestica ed intrafamiliare. Frutto dell’osservazione di fatti di cronaca giudiziaria e di molteplici colloqui con vittime di violenza, questo testo mette insieme le caratteristiche delle varie esperienze vissute, con l’intenzione, prima di tutto, di dare voce alle vittime silenziose, uomini e donne, che ogni giorno soffocano il proprio dolore causato da violenze subite tra le mura domestiche o in costanza di rapporti intimi. Un riferimento per quelle donne e quegli uomini che vogliono trovare la forza di prevenire situazioni che potrebbero degenerare, sia in costanza di fidanzamento che di matrimonio.
L’autrice cerca di fornire a vittime ed operatori le linee guida indispensabili per poter riconoscere il fenomeno, in modo da potersi difendere e riuscire a liberarsi da una spirale di violenza e vessazioni. Importante, a tal proposito, è ricercare aiuto presso le strutture preposte che insistono sul territorio. Fondamentale per la difesa diventa il riconoscimento di determinate dinamiche e la conoscenza di nozioni di base per la protezione della vittima, sia dal punto di vista socio-sanitario che dal punto di vista legale.
Questo lavoro è rivolto, ancora, anche a coloro che raccolgono le denunce delle vittime di maltrattamenti, in modo che abbiano o acquisiscano la sensibilità necessaria per riconoscere l’emergenza e per poter intervenire nel modo giusto.
Anche gli uomini potrebbero riconoscersi in determinati comportamenti violenti o manipolatori descritti nel testo, il libro spiega loro cosa prova e cosa sente la propria compagna durante quelle vessazioni poiché, solo comprendendo certi comportamenti, c’è la possibilità di uscire dal silenzio.
Infine, non dobbiamo pensare che questo fenomeno riguardi solo le donne: l’autrice si rivolge anche agli uomini vittime di violenza domestica, cercando di cancellare in loro la vergogna e la paura di denunciare. Per combattere la violenza, bisogna essere uniti, è necessaria una maggiore sensibilità a livello del tessuto sociale, con il coinvolgimento dell’area legale, sanitaria, scolastica, etc.
Tutto questo con lo scopo di sottolineare che stare in silenzio potrebbe portare a conseguenze gravi e che non esistono scuse plausibili per la violenza, per gli abusi e le vessazioni. La violenza non è una cosa destinata ad accadere, una situazione dalla quale è impossibile uscire, ma la cosa importante è non esitare a chiedere aiuto. Perché uscire dal silenzio è possibile.


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