
Di Nunzia Procida
Il Gioco d’azzardo esiste da sempre e si propone al pubblico in molteplici modi e luoghi: sale gioco, bar, autogrill (luogo dove vengono venduti maggiormente gratta e vinci), internet. Questa potentissima industria ha creato così non solo la sua fortuna ma anche il suo morbo: la ludopatia. In Italia si contano oltre 900mila giocatori d’azzardo problematici (di cui 250mila patologici). Ogni anno lo Stato incassa dal gioco legale almeno 8 miliardi di euro; le mafie, invece, ricevono da quello illegale non meno di 23 miliardi.
La crisi economica non frena questo fenomeno, anzi ne è moltiplicatrice poiché per la disperazione si tenta la fortuna anche in tante famiglie povere, che così finiscono per impoverirsi sempre di più. Scrive Michele Sabatino in Gioco d’azzardo e crisi economica:
In tempi di crisi emerge l’illusione di poter vincere facile e cambiare vita col gioco d’azzardo, un settore che lo Stato ha contribuito a promuovere su larga scala con un conseguente aumento del numero di persone che sviluppano dipendenze patologiche dal gioco d’azzardo. Infatti è vero che le vincite sono tassate e quindi le casse dello Stato ne trovano un beneficio, ma è necessario considerare che chi soffre di questa malattia ha una diminuzione della produttività sul lavoro (ed eventuale perdita del posto) che può sfociare in criminalità. Si aggiungano eventuali fenomeni di bancarotta e i costi sanitari. Inoltre il gioco ha un elevato impatto sul singolo individuo soggetto a stress e depressione, e può essere uno dei principali motivi di divorzio e suicidio.
Lo Stato italiano, incentivato anche dalle politiche europee, attraverso il DDL n.1958 del 13/09/2012 ha previsto e prevede dei livelli di assistenza, con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione (con percorsi strutturati sul singolo soggetto), rivolti alle persone affette da ludopatia. Il giocatore che diventa compulsivo non è semplicemente un soggetto che ha un vizio, è una persona malata che va seguita, compresa e curata. La Ludopatia si manifesta in 3 fasi distinte:
- Forte sicurezza e atteggiamenti di superiorità: il ludopatico si considera un grande professionista, convinto di poter smettere di giocare in qualsiasi momento. Questa negazione del problema porterà il soggetto alla perdita dell’autostima.
- Crollo psicologico e crisi d’ansia: dopo continue e pensanti perdite, dopo gli scontri verbali e fisici con i compagni di gioco e molto spesso gli usurai, il giocatore inizia a manifestare in famiglia il suo malessere con attacchi di ira violenta. Il soggetto manifesta un urgente e convulso bisogno di soldi da poter giocare.
- Bugie e furti simulati: in questa fase il giocatore inizia ad avere una visione della realtà completamente distorta. Cerca di recuperare denaro in tutti i modi possibili, vendendo ogni tipo di bene che gli capita tra le mani. Ruba in casa propria e a casa di amici, simulando il furto degli oggetti sottratti. Aumentano in maniera esponenziale le richieste private di credito.
Per guarire dalla ludopatia è fondamentale una grande forza di volontà per riconoscere i sintomi, chiedere aiuto e accettarlo. In rete è presente l’associazione Giocatori Anonimi (www.giocatorianonimi.org) alla quale è possibile rivolgersi per condividere la propria esperienza e per conoscere il gruppo di auto-aiuto più vicino.
© Riproduzione riservata


Lascia un commento