
Di Francesco Stancapiano
The Catcher in the Rye, titolo originale de Il Giovane Holden, è uno dei romanzi più venduti al mondo. Ancora oggi, se ne stampano e vendono decine di migliaia di copie in tutto il mondo. Additato ingiustamente come “romanzo maledetto” a causa del suo proselitismo violento, rappresenta solo lo spaccato di una adolescenza americana inquieta e indomabile, che rifiuta le regole, i conformismi, trattenendo in seno odio e rancore verso una società stereotipata incapace di accettare le diversità, le scelte, gli ideali.
Protagonista è Holden Caulfield, il prototipo del giovane di buona famiglia, che non riesce ma soprattutto non vuole integrarsi con le regole che la società ha scritto per lui. Proprio questo aspetto lo ha trasformato, in qualche modo e per «colpe» altrui, in una sorta di simbolo del «male», anche senza averne le caratteristiche. Le menti deboli, soprattutto in un periodo senza ideali e alla deriva morale come gli USA degli Anni ’70 , sono rimaste turbate da questa pubblicazione. Ricordiamo, infatti, l’ossessione per il libro da parte di Mark David Chapman, l’assassino di John Lennon, e John Hinckley, autore del fallito attentato a Ronald Reagan.
Pur riconoscendo che dalla sua pubblicazione il romanzo di Salinger si è andato affermando come un documento essenziale dell’adolescenza americana, un testo che ogni insegnante di scuola superiore dovrebbe mettere nella lista dei libri da leggere durante l’estate, non si capisce che cosa abbia suscitato tutto quell’entusiasmo che all’epoca si respirò attorno al libro. Anche se in parte si può spiegare con il celebrato isolamento dell’autore che aveva avuto l’effetto di mantenerlo sempre presente all’attenzione del pubblico, quasi mitizzandolo.
Un soliloquio interiore di cui Salinger si serve per esprimere il suo pensiero affidandolo alle pagine bianche, quasi come un segreto scrigno. Lo scrittore ha presentato la ribellione piagnucolosa come connaturata all’adolescenza ed essa è rimasta tale fin da allora, tanto da essere definito da alcuni critici letterari come uno stucchevole e mal scritto diario terapico.
Holden e tanti altri giovani che vivono nel benessere conducono una vita destinata all’insuccesso poiché mancano di validi punti di riferimento. Possiedono ricchezza, bellezza, potere ma non sono felici. La loro gioventù è completamente perduta negli eccessi, vittime di una società corrotta e perversa nella quale l’innocenza infantile di un adolescente non trova posto.
Queste le parole del professor Antolini, noto studioso di Salinger. Pensandoci bene, tale pubblicazione è ancora più attuale, se si pensa che oggi l’isolamento dalla società è dettato da smartphone, social e computer. Ambienti in cui menti deboli possono dare sfogo ai loro sentimenti neri.
Sostengo che gli uomini colti e preparati, se sono intelligenti e creativi tendono a lasciare, del proprio passaggio, segni di gran lunga più preziosi che non gli uomini esclusivamente intelligenti e creativi.


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