
Alla base di un sano rapporto di coppia ci sono diversi elementi: l’amore, il dialogo, la voglia di stare insieme. La fedeltà è un progetto proiettato nel tempo e offre una sicurezza di sentimenti, che permette la costruzione della fiducia e della tenerezza nella coppia. È una condizione utile anche alla famiglia, soprattutto se consideriamo il bisogno di stabilità di cui necessitano i figli per sviluppare la propria identità emotiva al meglio.
L’istituzione della coppia monogamica, stabilizzata da vincoli morali e sociali, ha rappresentato nei secoli, il dispositivo più efficace per garantire la tutela della paternità, il controllo sociale e la protezione dei figli. Rafforzato dalle religioni monoteiste, il matrimonio viene inglobato nel clan familiare e sancisce il legame fra due famiglie e il mantenimento del patrimonio e della discendenza [1] .
Se nel corso della storia l’infedeltà è sempre stata dolorosa, oggi è spesso traumatica, perché minaccia il nostro senso del sé. Quando il matrimonio era un affare economico, l’infedeltà minacciava la nostra sicurezza economica. Ma oggi che il matrimonio è un accordo romantico, l’infedeltà minaccia la nostra sicurezza emotiva. Paradossalmente, un tempo si ricorreva all’adulterio come spazio in cui cercare il vero amore. Oggi che cerchiamo l’amore nel matrimonio, l’adulterio lo distrugge.
Bisogna aspettare l’Ottocento, con la nascita del matrimonio d’amore, per passare dall’unione intesa come mezzo di scambi e fonte di vantaggi economici e sociali, al legame fondato su sentimenti reciproci. Tuttavia la monogamia non sembra essere il comportamento più diffuso tra gli esseri umani, infatti, solo in apparenza rappresenta la modalità di unione più frequente in Occidente. […] Di fatto la modalità più diffusa appare, invece, essere la poligamia, realizzata in diverse forme: la «poligamia in successione» con unioni che si susseguono nel tempo, attraverso separazioni e divorzi, o la «poligamia simultanea» per mezzo della quale uomini e donne vivono simultaneamente una o più relazioni extraconiugali. Nonostante ciò la richiesta di fedeltà, come legame esclusivo e duraturo alla base delle relazioni profonde, dei matrimoni o delle convivenze rimane una prerogativa fondamentale delle unioni fra uomini e donne [2] .
La relazione sentimentale non ha solo lo scopo di far stare bene i due partner, ma è anche e soprattutto “il luogo in cui ognuno dei due desidera colmare il proprio senso di incompletezza e guarire una volta per tutte le proprie ferite d’amore primarie, vale a dire le carenze affettive e le delusioni subite durante l’infanzia, inclusi gli eventuali abusi fisici o morali. É un desiderio per lo più inconscio ma molto potente, che influenza profondamente la dinamica della relazione”, spiega Enrico Cheli, psicologo e psicoterapeuta.
Se la relazione di coppia si presenta come un’opportunità mediante la quale crediamo di poter colmare tutte le nostre carenze affettive e le delusioni subite durante l’infanzia, il partner diviene un sostituto di uno o entrambi i genitori e inconsciamente lo obblighiamo – talvolta sfidiamo – ad amarci in modo totale, ad accettarci per quello che siamo, ad essere quel genitore – o meglio, quell’ideale di genitore – che non abbiamo mai avuto, ma abbiamo sempre desiderato. Si tratta, come è facile intuire, di aspettative eccessive, certo, ma è proprio sulla base di tali aspettative che passiamo dall’innamoramento alla relazione stabile. Abbiamo un ideale romantico per cui ci rivolgiamo a una persona per soddisfare un’infinita lista di bisogni: che lui/lei sia il mio amore più grande, il mio migliore amico, il miglior genitore, il mio fidato confidente, il mio compagno emozionale, il mio pari intellettuale. E io sono: il/la prescelto/a, l’unica/o, l’indispensabile, l’insostituibile, sono la persona giusta. Quando scopriamo che il nostro partner non ci è stato fedele, il suo comportamento ci dice che non siamo nulla di tutto questo. È il tradimento estremo. L’infedeltà manda in frantumi la grande ambizione d’amore.
Ci sono due tipi di bisogni emotivi che cerchiamo di soddisfare nelle nostre relazioni intime: uno è quello di cui siamo consapevoli (fammi felice, dammi la sicurezza economica, sii un buon padre per i miei figli), l’altro è costituito dalle esigenze emotive inconsce che rappresentano il tentativo della nostra personalità di guarire tutto ciò che si interpone alla nostra capacità di sentirci integri.
In ogni relazione esiste dunque un viaggio emotivo nascosto: i bisogni ed i modi di affrontare i problemi variano da persona a persona. Alcuni tendono a nascondere il disaccordo, inscenando una rappresentazione di armonia tutt’altro che veritiera, oppure si rassegnano a convivere con le tendenze distruttive, alternando fasi di litigiosità a fasi di relativa quiete; altri, giunti oltre un certo livello, decidono di cessare la relazione per cercare un’altra persona che gli faccia riprovare l’ebbrezza dell’innamoramento e che sia finalmente quella giusta. Se in passato prevaleva la prima tendenza (rassegnazione e conflitto sotterraneo), oggi sta sempre più affermandosi la seconda (separazione e ricerca di un nuovo partner). In altre parole, come acutamente osserva Esther Perel, terapeuta della famiglia e autrice di L’intelligenza erotica (Ponte Alle Grazie):
Un tempo monogamia significava una persona per la vita. Oggi, monogamia significa una persona per volta.
L’adulterio esiste da quando è stato istituito il matrimonio e il tabù che gli ruota intorno è sentito al punto tale che si è avvertita l’esigenza di vietarlo per ben due volte nei soli Dieci Comandamenti: una volta per l’azione (6 – Non commettere atti impuri) e una volta per l’intenzione (9 – Non desiderare la donna d’altri).
Le motivazioni sul perché oggi si tradisce più spesso rispetto al passato vanno rintracciate nell’aumento dell’aspettativa di vita (quasi il doppio di 100 anni fa), e nei nuovi comportamenti sessuali: il sesso è separato dalla procreazione e a volte anche dal cuore; nel nuovo approccio femminile all’infedeltà. La fedeltà è un modello culturale, l’infedeltà un modello biologico: il 90% degli animali è infedele, soprattutto i mammiferi, come lo scimpanzé, che ha il 98% dei geni della specie umana.
Anche sulla base di queste teorie biologiche ed evoluzionistiche, gli uomini, nel corso della storia, a differenza delle donne, hanno avuto di fatto una licenza per tradire con poche conseguenze, la Perel si chiede:
Ma chi sa davvero cosa succede sotto le lenzuola? Perché quando si parla di sesso, la pressione per gli uomini è di vantarsi ed esagerare, mentre la pressione per le donne è di nascondere, minimizzare e negare, il che non è affatto sorprendente se pensate che ci sono ancora zone nel mondo dove le donne possono essere uccise per adulterio.
[1] Fabiana Corica, Il tradimento immaginato, temuto o scoperto. Come affrontarlo e superarlo, Sovera Edizioni, 2011.
[2] Ivi.


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