29 novembre 2014. La scomparsa di Loris e il ritrovamento del cadavere
La mattina del 29 Novembre, a Santa Croce Camerina in provincia di Ragusa, Veronica Panarello dà l’allarme per la scomparsa di suo figlio, Andrea Loris Stival. Dice di averlo portato a scuola, ma le maestre rispondono che Loris in classe non è mai arrivato. Forze dell’ordine e cittadini sono impegnati nella ricerca. Poi il tragico ritrovamento del cadavere del piccolo, in un canale nei pressi di un mulino abbandonato, a quasi 4 chilometri dal paese. A scoprire il corpo è Orazio Fidone, cacciatore. Appresa la notizia, la madre è in stato confusionale e sotto choc. Le prime indagini si concentrano sul “buco” di quattro ore, dalle 08.30 alle 12.30, della mattina.
30 novembre 2014. La Procura apre un fascicolo per omicidio volontario
Omicidio volontario. La Procura di Ragusa rompe gli indugi e indica la strada privilegiata nell’inchiesta sulla morte di Loris. Il fascicolo viene aperto a scopo cautelare e senza indagati, anche se la polizia sequestra l’auto del cacciatore Orazio Fidone perché “tutta l’area del ritrovamento è sotto sequestro”. Fidone viene anche sentito come persona informata sui fatti: “Sono sereno, ho chiarito tutto e non sono indagato”. Gli investigatori cominciano a passare al setaccio i video di negozi, scuola e banche, per cercare di vedere se in qualche immagine compaia Loris. La famiglia è chiusa nel dolore, la madre trascorre la notte dopo il ritrovamento nell’obitorio dell’ospedale di Ragusa, piangendo e urlando. Il paese scende in piazza con una fiaccolata ed una veglia di preghiera.
1 Dicembre 2014. Le prime risposte dall’autopsia: Loris è stato strangolato
Sequestro di persona e omicidio volontario, ma senza indagati. Assenza di segni di violenza a scopo sessuale. Sono i punti fermi della Procura di Ragusa sull’uccisione del piccolo Loris. Prime risposte arrivano dall’autopsia: il bambino è morto per asfissia da strangolamento, in seguito è stato gettato nel canale in cui è stato trovato privo di vita. Nessuna prova di violenza sessuale subita, ma comunque si segue anche la pista del pedofilo. Loris viene descritto come un bambino introverso ed i sospetti vertono su chi lo conosceva.
2 Dicembre 2014. Cacciatore indagato, primi dubbi sulla versione della madre
L’inchiesta apre nuovi scenari. Non c’è traccia di Loris nelle immagini delle telecamere che la mattina del 29 Novembre hanno ripreso l’auto con cui la mamma lo stava portando a scuola. Ci sono ancora altri video da visionare, ma intanto la mamma di Loris viene sentita nuovamente come persona informata sui fatti per chiarire alcuni aspetti relativi al suo racconto. Davanti alla scuola del piccolo, viene ritrovato un paio di slip blu: si crede siano quelli del bambino che, quando è stato trovato, non li indossava. Iscritto nel registro degli indagati il cacciatore Orazio Fidone, per sequestro e omicidio: atto dovuto per consentire di fare gli accertamenti irripetibili sulla sua auto e sui suoi vestiti. Per indagare arrivano anche i Ros del caso Yara.
3 Dicembre 2014. Le riprese smentiscono la mamma di Loris
C’è un video che smentisce il racconto di Veronica Panarello, la mamma del piccolo Loris. La mattina di sabato 29 Novembre, il bambino non è mai arrivato a scuola come ha sostenuto la donna, ma è rientrato a casa. Le immagini, registrate da una telecamera, a 50 metri dall’abitazione della famiglia, confermano dunque i dubbi di investigatori ed inquirenti che ora vogliono capire perché Veronica ha dato loro una versione diversa da quella immortalata nei frame video. Nel pomeriggio, poliziotti e carabinieri effettuano rilievi nell’abitazione di Loris.
4 Dicembre 2014. Loris strangolato con fascette, la madre ripete il percorso con la Polizia
Nuovi dettagli emergono dall’autopsia su Loris. Il bambino è stato strangolato con una fascetta di quelle utilizzate dagli elettricisti. Dove è stato ucciso è ancora un mistero. Gli esami evidenziano anche graffi sul viso e sul collo del bambino. Gli investigatori scavano nel racconto della madre di Loris. Almeno 3 le contraddizioni nei due verbali firmati finora: la distanza dalla scuola alla quale è stato lasciato Loris: 500 metri nella prima versione, una decina nella seconda. C’è poi il discorso relativo al corso di cucina, dove in un caso la donna dice di esserci andata subito dopo aver lasciato il figlio piccolo alla ludoteca e in un altro di essere passata prima da casa per delle “faccende domestiche”. Infine il sacchetto della spazzatura gettato in strada, lungo un percorso che non ha nulla a che fare con la scuola di Loris, ma che invece è compatibile con la strada per il Mulino Vecchio. Veronica sale a bordo di una delle due auto della polizia e rifa la strada tra la casa di via Garibaldi e la scuola Falcone e Borsellino frequentata dal bimbo.
5 Dicembre. Il giallo delle fascette consegnate da Veronica alle maestre
Le telecamere di sorveglianza sparse per il paese di Santa Croce Camerina svelano dettagli agli atti dell’inchiesta sulla morte di Loris: la Polo nera della mamma, il giorno della scomparsa del figlio, non ha mai raggiunto la scuola del bambino, ma viene ripresa mentre passa a 50 metri dalla strada che porta al Mulino Vecchio, dove lo stesso giorno, il 29 Novembre, viene trovato il cadavere del piccolo. Questa la ricostruzione degli investigatori: la mattina del 29 Novembre, il bambino non arriva a scuola, ma torna a casa alle 8:32. Trascorsi 17 minuti, alle 8:49, rientra anche la madre, che esce nuovamente 36 minuti dopo, alle 9:25. C’è poi il giallo delle fascette: gli esperti lavorano sulle fascette di plastica che Veronica Panarello, due giorni dopo la morte del bambino, consegna alle due maestre che la vanno a trovare per farle le condoglianze: sarebbero compatibili con quella utilizzata per strangolare Loris.
6 Dicembre. Veronica Panarello trascorre sei minuti vicino alla strada del Mulino
Sono 6 minuti quelli che potrebbero cambiare il destino di Veronica Panarello. 360 secondi che, senza una spiegazione plausibile, la donna passa, quella maledetta mattina, a poche decine di metri dal punto in cui troveranno, ore dopo, suo figlio morto. Perché si trova lì? Perché impiega 9 minuti per percorrere un tratto di strada che gli investigatori, rifacendolo in auto con lei, hanno percorso in 3 minuti? Domande che il marito e papà di Loris sembra non volersi porre, difendendo a spada tratta la moglie. “E’ una mamma speciale – dice Davide Stival – non voglio che si infanghi il suo nome“. Intanto elicotteri di polizia e carabinieri sorvolano le campagne attorno a Santa Croce Camerina, nella speranza di individuare dall’alto il punto dove potrebbe essere stato gettato lo zainetto di Loris.
7 Dicembre. La telefonata di Veronica al Marito
In quei 36 minuti, tra le 8:49 e le 9:25, di sabato 29 Novembre in cui secondo gli investigatori e gli inquirenti Veronica Panarello rimane sola in casa con il figlio Loris, che non è mai andato a scuola a differenza di quanto afferma la madre, la donna riceve una sola telefonata, dal marito, due minuti prima di uscire. Ignoto il contenuto della conversazione. La donna continua a non essere indagata. Ancora nessuna traccia dello zaino.
8 Dicembre. Madre sotto torchio in Procura
Nove giorni dopo il ritrovamento del piccolo Loris nel fosso di contrada Mulino Vecchio a Santa Croce Camerina, arriva il momento della verità per Veronica Panarello. La Procura di Ragusa rompe gli indugi e in serata convoca la madre del bambino per interrogarla e chiarire una volta per tutte cosa accadde la mattina di sabato 29 Novembre. Veronica viene sentita per ore. Il marito: “Se è stata davvero lei mi cade il mondo addosso”.
9 Dicembre. Veronica Panarello fermata per omicidio
E’ da poco passata la mezzanotte quando arriva la notizia del fermo per Veronica Panarello. Omicidio aggravato e occultamento di cadavere sono i reati che la Procura di Ragusa ha contestato, nel provvedimento di fermo alla madre, di Loris.


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