
Viste le modalità, si pensava ad una vera e propria esecuzione: un colpo alla testa, in fronte, poco prima dell’alba, nel centro storico di Napoli. Invece, con il trascorrere delle ore, tutto è cambiato: l’ennesimo giovane che ha perso la vita tra Napoli e provincia, il terzo in soli 17 giorni, sarebbe morto per un “gioco” finito male. In serata il fermo di un suo parente, che avrebbe sparato “per errore”. Poco prima delle 5.00, Arcangelo Correra, incensurato, era con altri due amici tra cui suo cugino, Renato Caiafa, 19 anni, fratello minore di Luigi Caiafa, ucciso da un poliziotto nel 2020 nel corso di una rapina. Sembra che proprio Renato stesse maneggiando una pistola, quando è partito un colpo che ha raggiunto Arcangelo alla testa. In particolare, forse per testare l’arma, il giovane avrebbe “scarrellato” e sarebbe stato espulso anche un proiettile. Inutile la corsa e il ricovero al Vecchio Pellegrini. A raccontare questa versione è stato lo stesso Caiafa, che si è recato spontaneamente in questura. Il fermo riguarda i reati di porto illegale d’arma e ricettazione; il giovane è stato poi indagato per omicidio colposo. Gli inquirenti dovranno ora verificare che le cose siano andate realmente così.
La lista, dunque, si allunga e sono in tanti a chiedere un intervento del governo: sui giovani, sulle armi, su una violenza che ormai dilaga in tutta la città senza freni. Proprio oggi, circa 300 persone sono scese in piazza per la manifestazione “Liberiamo Napoli dalle violenze”, organizzata da Libera e dalla Diocesi. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha ammesso che quello che fanno le Istituzioni “non è sufficiente” e parla della necessità di lavorare sull’educazione: “Le forze dell’ordine sono già molto attive”, inoltre è importante la videosorveglianza, il controllo del territorio, “ma soprattutto va fatta un’attività di sostegno forte negli ambienti dove crescono questi giovanissimi e questo ci deve spingere ulteriormente a lavorare sul lavoro, sull’inclusione sociale e sull’educazione”. Anche chi vive di turismo è assai preoccupato come Agostino Ingenito, presidente dell’Associazione dei B&B, Affittacamere Case Vacanze, rete nazionale extralberghiera, che ha dichiarato:
L’ennesima sparatoria ci allarma, abbiamo ricevuto decine di segnalazioni di gestori e ospiti, ed alcuni hanno comunicato di voler lasciare le strutture della zona del centro storico. Auspichiamo una maggiore azione di monitoraggio e controllo sul territorio soprattutto nelle ore serali.


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