
Di Francesco Stancapiano
Apple corre ai ripari contro la violazione della privacy, Facebook non è da meno. Come è noto, l’anno scorso il colosso di Mountain View ha acquistato WhatsApp, celeberrimo servizio di messaggistica istantanea, acquisendo così oltre un miliardo di clienti .
Ma la sicurezza di questo miliardo di persone ?
Oltre 70 miliardi di messaggi scambiati ogni giorno: immagini, testi e video. Pochi sanno che tali messaggi sono facilmente recuperabili. Non entriamo nel dettaglio di come e con cosa, ma è più facile di quanto si possa credere. O meglio, lo era. Di recente, infatti, è stato introdotto il sistema di crittografia end-to-end.
Cosa vuol dire ?
Andiamo per gradi. Il termine Crittografia nasce dall’unione di due parole greche: κρυπτóς (kryptós) che significa “nascosto”, e γραφία (graphía) che significa “scrittura”. É la branca della Crittologia che tratta delle “scritture nascoste”, ovvero dei metodi per rendere un messaggio “offuscato” in modo da non essere comprensibile/intelligibile a persone non autorizzate a leggerlo. Un tale messaggio si chiama comunemente Crittogramma ed i metodi usati sono detti Tecniche di cifratura.
END-TO-END: sistema che indica un ipotetico collegamento solo ed esclusivamente tra due punti. Nel caso di WP, mittente e ricevente, trattandosi di un sistema di comunicazione asincrono. In pratica, solo chi fa parte della conversazione può leggere e visualizzare le conversazioni. Per sommi capi, questo sistema avviene tramite un algoritmo specifico che usa i MAC Address dei due cellulari, miscelandoli con i numeri utente degli account WP. Si ottiene così una chiave di criptazione impossibile da decifrare. Addio occhi indiscreti!


Lascia un commento