Dopo ben 180 udienze, finalmente arriva la sentenza di primo grado che condanna Cipriano Chianese, da molti considerato l’inventore del sistema rifiuti, a 20 anni di reclusione. Chianese è stato riconosciuto colpevole di disastro ambientale, avvelenamento della falda acquifera e favoreggiamento del clan camorristico dei casalesi.
Condannati, nell’ambito del processo Resit, anche l’imprenditore Gaetano Cerci e Giulio Facchi, all’epoca vice commissario per l’emergenza rifiuti in Campania sotto Bassolino. 16 anni al primo, 5 anni e 6 mesi al secondo. Si attendono le condanne per gli altri 21 imputati. Alessandro Milita, pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha chiesto 297 anni di reclusione.


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