Il mondo delle lettere festeggia il compleanno di uno degli scrittori più amati in Italia, Andrea Camilleri, che oggi compie 89 anni. Camilleri è noto soprattutto per essere il padre dell’amatissimo personaggio nato dalla sua penna, il Commissario Montalbano, interpretato nell’omonima serie televisiva da Luca Zingaretti.
Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, nel 1925. Non appena conseguita la maturità liceale e non ancora diciottenne, ha assistito allo sbarco degli alleati nella natia Sicilia rimanendo profondamente segnato da questo avvenimento. Frequenta quindi l’Accademia d’Arte Drammatica, nella quale in seguito insegnerà Istituzioni di Regia e, a partire dal 1949, ha iniziato a lavorare come regista, autore e sceneggiatore, sia per la televisione che per il teatro.
Celebri sono le sue riduzioni di polizieschi come “Il Tenente Sheridan” e il “Commissario Maigret” e gli adattamenti teatrali di Pirandello e Beckett. Forte di questo straordinario bagaglio di esperienze, ha messo la sua penna al servizio della saggistica, campo in cui ha donato alcuni scritti e riflessioni intorno all’argomento spettacolo.
Con il passare degli anni, ha affiancato a queste attività principali quella più squisitamente creativa di scrittore. Il suo esordio in questo campo risale al primo dopoguerra. Se dapprima l’impegno nella stesura di romanzi è blando, col tempo si fa decisamente più intenso fino a dedicarvi un’attenzione esclusiva a partire da quando, per sopraggiunti limiti d’età, ha abbandonato il lavoro nel mondo dello spettacolo.
Il grande successo è però arrivato con l’invenzione dell’ormai noto Commissario Montalbano, protagonista di romanzi che non abbandonano mai le ambientazioni e le atmosfere siciliane e che non fanno alcuna concessione a motivazioni commerciali o a uno stile di più facile lettura. Infatti, dopo “Il corso delle cose”, passato pressoché inosservato, nel 1980 pubblica “Un filo di fumo”, primo di una serie di romanzi ambientati nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigàta, a cavallo fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900.
In tutti questi romanzi Camilleri dà prova non solo di una straordinaria capacità inventiva, ma riesce a calare i suoi personaggi in un ambiente totalmente inventato e nello stesso tempo realistico, creando dal nulla anche un nuovo linguaggio, una nuova “lingua” derivata dal dialetto siciliano, che lo fa divenire un nuovo Gadda.
L’universale affermazione esplode soltanto nel 1994 con l’apparizione de “La stagione della caccia”, cui seguono nel 1995 “Il birraio di Preston”, “La concessione del telefono” e “La mossa del cavallo”. Anche la televisione, che tanto Camilleri ha frequentato in gioventù prodigandovi grandi energie, ha contribuito non poco alla diffusione del fenomeno dello scrittore siciliano, grazie alla serie di telefilm dedicati al Commissario Salvo Montalbano.


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